
Due voti e poi tutti in ferie
Il Governo ha provato a calendarizzare un ultimo paio di voti strategici prima della pausa estiva della vostra amata newsletter, non però quello atteso sulla legge elettorale.
Buvette è un progetto editoriale che racconta come funziona il Parlamento italiano e cosa fanno i parlamentari: come cambia la politica in Italia, ma con una prospettiva diversa.
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Il Governo ha provato a calendarizzare un ultimo paio di voti strategici prima della pausa estiva della vostra amata newsletter, non però quello atteso sulla legge elettorale.

Il Governo fa passare una legge che forse non vi aspettavate, mentre prepara la partita elettorale sul quando e come votare il prossimo anno.

Il Governo Meloni tenta ancora una volta di rilanciarsi, preparando la partita sia per l'ormai prossima campagna elettorale contro l'opposizione che la sfida di posizionamento con Vannacci.

Nonostante un rallentamento ancora in corso nell'attività parlamentare cominciano a muoversi in Aula le prime iniziative dopo i vari turni elettorali, ora sarà tutto un dritto fino alle politiche.

La mancata uscita dalla procedura di infrazione ha tolto un ulteriore occasione di slancio alla premier Meloni, che rimane quindi in cerca di uno slancio per questa fine di legislatura.

Il Governo sta tentando di ridestarsi dallo stallo in cui è caduto dopo il referendum ma ancora non ha ottenuto un risultato che possa segnare un netto giro di boa.

La presidente Meloni sta ancora lavorando agli ultimi aggiustamenti post-referendari mentre in Aula tornano i temi più cari alla maggioranza.

All'incrocio tra una inaspettata crisi internazionale e un referendum più votato del previsto, ci ritroviamo nella peculiare condizione di Governo immobilizzato e Parlamento al lavoro.

Dopo un mese di attenzioni rivolte al referendum e alla guerra in Medio Oriente, torniamo a vedere cosa è stato deciso in Parlamento nel frattempo

Non la solita puntata della vostra newsletter preferita, ma il tradizionale spiegone pre-referendario, per arrivare pronti alle urne e magari capire un po’ questa insistente campagna elettorale.

Mentre si fa un gran chiasso attorno al prossimo referendum, il Parlamento ha aggiornato due meccanismi importanti della nostra Repubblica.

Siamo colpevolmente spariti dalla circolazione dopo la fatica della puntata sul bilancio. Potrebbe essere che siamo stati impegnati, potrebbe essere che abbiamo deciso di cominciare questo 2026 a febbraio.

Con un’edizione serale che fa quotidiano d’altri tempi, come promesso eccoci qui con questa ultima e frizzante puntata di fine anno.

Ormai lo sapete che quando qua in Redazione proviamo a fare delle previsioni, di solito sbagliamo.

Con il voto di questo fine settimana in Veneto, Puglia e Campania (finito come da pronostici nonostante l'affluenza a picco), possiamo finalmente archiviare la campagna elettorale delle regionali, giusto in tempo per aprire quella per il referendum che si terrà questa primavera,

Il ritorno dell’ora solare e del relativo buio ha spento quel poco che restava dell’estate.

Insomma dopo un bel po’ di tempo di illazioni, promesse, smentite, annunci e ritrattazioni, finalmente abbiamo una legge di bilancio nero su bianco.

Mentre il mondo segue con apprensione gli sviluppi che sembrano portare a un miglioramento della situazione a Gaza, anche il Parlamento italiano si è espresso sul piano di pace di Trump e sul riconoscimento dello Stato di Palestina, con compatte decisioni della maggioranza e solide

Ci siamo presi forse una pausa un po’ più lunga del solito, ma abbiamo pensato di tornare nelle vostre caselle solo quando la riapertura politica avesse messo un po’ di carne al fuoco.

Ci avete scritto in tanti per lamentare l’aumento delle spese alla Buvette della Camera, che secondo il bilancio consuntivo 2024 hanno superato di 700.000€ quanto previsto.