RSS Amplifier

Buvette · Apr 21, 2026

Il Governo e i suoi affari

0
Sign in to vote or save

Buvette, Marco Busetto · Buvette

Le conseguenze degli eventi non sono fatti oggettivi e dipendono molto anche dalla prospettiva da cui si guardano. Il referendum non ha smosso di un centimetro il governo ma ha fatto saltare diverse poltrone. Per alcuni un gran mal di testa ma nulla più, per altri una dolorosa caduta dall’Olimpo. Ma tranquilli che in politica si trova presto o tardi una compensazione adeguata.

Però insomma Meloni ha confermato che non se ne va, d’altra parte ha una maggioranza inscalfibile nelle camere che le permette di respirare, e il Governo è tornato così a fare quel che gli riesce meglio:

  • molti decreti e nuovi reati;

  • ricordarsi degli amici;

  • salvaguardare l’italico cibo.

Ormai è noto il disinteresse che Meloni ha dimostrato negli anni verso la stampa e il Parlamento. La premier si è sempre dimostrata molto restia a presentarsi alle camere o in conferenza stampa per spiegare le decisioni sue o del governo. La sconfitta al referendum ha però costretto la presidente a concedersi a senatori e deputati.

Così, giovedì 9 aprile, Meloni si è presentata prima alla Camera e poi al Senato per un’informativa urgente sull’azione del Governo. Un lungo discorso che aveva al centro un unico messaggio: il governo c’è e va avanti. È seguito poi un elenco di tutte le azioni portate avanti dall’esecutivo sia in campo nazionale che internazionale per contrastare gli effetti delle varie crisi, per rilanciare l’economia e per sostenere le famiglie. Nessun annuncio o novità di sorta, se non la richiesta di sospendere il sistema europeo ETS nel caso di un prolungamento del blocco di Hormuz, cosa che al momento la Commissione Europea ha escluso.

Una novità però c’era e la premier ha aspettato il Vinitaly per annunciarla: l’Italia ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo con Israele sulla difesa “in considerazione della situazione attuale”. Probabilmente, la decisione è stata presa dopo i ripetuti attacchi israeliani contro militari italiani impegnati nella missione UNIFIL in Libano.

Quietati i consiglieri che avevano paventato rimpasti o elezioni anticipate, Meloni torna salda al timone del Governo. I suoi alleati non sono però altrettanto tranquilli. Forza Italia è stata infatti ristrutturata dall’intervento dei Berlusconi, che hanno convocato il segretario Tajani negli uffici Mediaset. I figli del Presidente Fondatore, nonché primi finanziatori, hanno preteso un cambio di passo nella gestione del partito e uno spostamento più al centro della linea politica. Alla fine, Tajani ne è uscito confermato, ma ha dovuto rinunciare al suo sodale Paolo Barelli, sostituito da un più berlusconiano Enrico Costa come capogruppo alla Camera.

Così tra le tante peripezie post-referendarie, il governo è tornato a riempire il Parlamento di decreti-legge da convertire e voti di fiducia. Dopo l’approvazione del DL Bollette e del DL PNRR la scorsa settimana, restano ora sei decreti che attendono di essere convertiti, generando un bell’ingorgo. La matassa è resa ancora più complessa da una gestione poco accorta da parte dell’esecutivo, con nuovi decreti che modificano decreti non ancora convertiti, generando mal di testa legislativi.

Che poi i DL sono il posto perfetto per i blitz inaspettati. Giovedì 16 aprile, durante la discussione sulla conversione del DL Sicurezza, il Senato ha approvato un emendamento della maggioranza per facilitare le espulsioni: si prevede un incentivo economico per gli avvocati che riescono a convincere i propri assistiti ad accettare il rimpatrio volontario. Una norma che ha scatenato la reazione sdegnata delle opposizioni ma anche delle associazioni che rappresentano gli avvocati, che hanno condannato una norma contraria alla Costituzione e alla deontologia forense. Un bel disastro per il governo, che si è riuscito a inimicare anche chi li aveva sostenuti nella battaglia referendaria.

Saldi al potere sì, ma in acque agitate.

Vi ricordate del caso Almasri? Mentre eravamo distratti, la Corte penale internazionale ha deciso di deferire l’Italia per non aver collaborato al suo arresto. Questo tange relativamente noi parlamentaristi, ma c’è una più urgente questione processuale di cui ci siamo già occupati.

Dopo aver rispedito a casa il capo della polizia libico accusato di crimini di guerra e contro l’umanità, alcuni membri del governo erano stati raggiunti da un avviso di garanzia. La cosa era poi finita in nulla grazie al provvidenziale intervento della Camera, che aveva giudicato che i ministri avessero agito per il perseguimento di un preminente interesse pubblico.

Tutto bene quel che finisce bene, salvo ora l’apertura di un fascicolo contro Giusi Bartolozzi, sempre lei, per aver mentito ai PM durante le indagini. Non essendo lei un ministro, i PM hanno portato avanti l’inchiesta con le normali procedure, che non richiedono l’autorizzazione del Parlamento. Un bel problema per il governo, che vedrebbe rivelati in tribunale tutti i fatti, non ancora del tutto chiariti, che hanno portato alla decisione di non trattenere Almasri.

Gli amici però non si dimenticano. La Camera, martedì 14 aprile, ha votato per sollevare un conflitto d’attribuzione contro la decisione dei PM di non considerare questo fascicolo collegato agli altri e quindi di non richiedere l’autorizzazione alla Camera. Il processo quindi è sospeso, in attesa della decisione della Corte Costituzionale in merito. Se anche la decisione fosse contraria, l’obiettivo pare essere quello di prendere tempo, come per la decisione di Bartolozzi di riprendere il suo posto da magistrata a Roma, cosa che obbliga a spostare il processo a Perugia.

Come detto la scorsa volta, prendere tempo è sempre una strategia vincente.

Infine un piccolo angolo eno-gastronomico. La Camera ha approvato mercoledì 15 aprile in via definitiva un disegno di legge per la tutela dei prodotti alimentari italiani, confermando il testo uscito dal Senato a novembre 2025 su proposta del governo. Come avrete sicuramente notato, il voto finale è avvenuto in concomitanza con la Giornata nazionale del Made in Italy, istituita da questo governo nel 2023.

La legge mira a proteggere dalle frodi i prodotti alimentari. Come d’uso, vengono introdotti due nuovi reati (frode alimentare e commercio di alimenti con segni mendaci) e inasprite altre pene e sanzioni. Si prevede che, nei casi di confische, i beni alimentari debbano essere devoluti in beneficenza se idonei al consumo. Si rafforza la tutela dei marchi DOP e IGP, con l’introduzione di etichette volontarie stampate dalla Zecca di Stato. Infine, vietato l’utilizzo della parola “latte” per i prodotti a base vegetale e rafforzamento dei controlli sulla filiera del latte di bufala.

Il voto ha visto le opposizioni astenute, ritenendo che aumentare le pene non sia una strategia sufficiente, ma la tutela dell’agroalimentare si conferma un tema di convergenza tra tutte le forze politiche.

Bisognerebbe anche stare attenti.

Presidente: Cominciamo quindi a esaminare gli ordini del giorno. Passiamo all’ordine del giorno n. 9/2807-A/1 Laus. Onorevole Laus, accoglie la riformulazione? Prego, onorevole Laus.

Mauro Antonio Donato Laus (PD): Può rileggere, gentilmente, o...

Presidente: No, non cominciamo. Dai, ragazzi, però…

Mauro Antonio Donato Laus (PD): Non accetto la riformulazione.

Presidente: È distribuito apposta, dai.

Mauro Antonio Donato Laus (PD): Grazie, Presidente. No, ha ragione lei e ho torto io.

Presidente: Allora, me lo rilegge, per favore, onorevole Siracusano? Però davvero, recuperateli, se non... Abbiamo fatto un’ora di lettura apposta. Prego.

In onore della Giornata del Made in Italy, sentitevi liberi di consigliarci i vostri italici prodotti preferiti e i ristoranti che non possiamo mancare. Chissà che riusciamo a convincere il nostro magnifico Editore a mandarci in tour per raccontare il Parlamento davanti a una tavola imbandita.

Purtroppo non siamo pagati per fantasticare, quindi vi diamo appuntamento al martedì dopo il prossimo, come sempre. Non mancate!

Condividi

Vuoi restare in contatto? Scrivici una mail o seguici su Telegram.

Buvette è un progetto gratuito, senza pubblicità o abbonamenti. Selezioniamo e vi spieghiamo le principali notizie dal Parlamento, perché ci divertiamo e perché crediamo che possa essere utile.

Se vuoi conoscerci meglio, vai sul nostro sito. Se hai delle domande, saremo contenti di risponderti. Se vuoi aiutarci, puoi consigliarci ai tuoi amici o fare una piccola donazione.

Buvette è di chi la legge. Grazie.

Supporta Buvette

  • Pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale la legge 48/2026, di delega al governo sulle attività della Croce Rossa, e le leggi di ratifica del protocollo alla Convenzione sulle infrazioni sugli aeromobili e di un accordo sull’approvvigionamento di gas con Svizzera e Germania.

  • Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 47/2026, sui mercati dei capitali.

Nessun post

Read the original on buvette.substack.com

Comments

Nothing yet. Say the first thing.

    Sign in to join the conversation.