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Buvette · Apr 7, 2026

Il governo traballa e il Parlamento legifera

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Buvette · Buvette

Meglio tirare a campare o tirare le cuoia? Andreotti la sua risposta l’aveva chiara, Meloni forse un po’ meno, tra i suoi collaboratori il dubbio serpeggia. La sconfitta al referendum ha assestato un deciso contraccolpo al governo, che sente ora vacillare la propria presa sul Paese, soprattutto in vista dei mesi complessi che ci aspettano. Un po’ per questo, un po’ per le vacanze pasquali, il Parlamento ci offre questa volta una puntata più agile:

  • ma quindi queste elezioni anticipate?

  • però alla fine qualcosina si è fatta.

Anche grazie a questi pochi giorni festivi di riposo, si è posata finalmente un po’ della polvere alzata dalla vittoria del NO al referendum costituzionale. Qualche scossone c’è stato, ma Meloni rimane salda nel suo ruolo.

Fin dalla campagna elettorale, in realtà, Meloni aveva negato che il risultato avrebbe avuto effetti sul Governo: il dato imprevisto dell’alta affluenza ha però richiesto delle contromisure. Così, non volendo dimettersi e cercando di evitare un rimpasto vero e proprio, a saltare sono state figure che si erano compromesse: già il martedì dopo il referendum, sono arrivate le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Delmastro e di Giusi Bartolozzi, capa di gabinetto di Nordio. Lui paga l’essere comproprietario di una società insieme alla figlia appena maggiorenne di un prestanome della camorra. Lei sconta un’uscita infelice in campagna elettorale, ma soprattutto il potere semi-assoluto che esercitava sul Ministero della Giustizia in maniera poco apprezzata.

Più rilevanti sono state le dimissioni della Ministra del Turismo Santanchè, richieste pubblicamente dalla stessa Meloni in una nota ufficiale molto irrituale. Al suo posto è arrivato la scorsa settimana, dopo un breve interim della presidente del Consiglio, Gianmarco Mazzi, deputato di Fratelli d’Italia, che lascia il suo ruolo di sottosegretario alla Cultura.

Ma le disavventure per il governo non sono finite qui. Durante un’intervista la scorsa settimana, Claudia Conte, ex-modella e spesso ospite in televisione a parlare di politica, ha ammesso di avere una relazione con il Ministro dell’Interno Piantedosi, sposato però con Paola Berardino, prefetta di Grosseto. Non ci interessano qui i gossip, ma alcuni incarichi ricevuti da Conte da parte del Ministero dell’Interno hanno portato le opposizioni a questionare la condotta del Ministro, in un caso che echeggia la vicenda Boccia-Sangiuliano.

Insomma Meloni ha un problema e forse anche due. Nonostante le sirene anche nella sua maggioranza per un voto anticipato, la premier vuole raggiungere il primato del governo più longevo della Repubblica, per cui mancano ormai solamente cinque mesi. Tutto quindi per evitare anche solo un rimpasto, che si sa come inizia ma non come finisce: la veloce sostituzione al Turismo e la difesa di Nordio e (per il momento) Piantedosi evitano che gli alleati si facciano ingolosire.

D’altra parte, c’è il ricorrente problema del che fare. Il rilancio dell’azione governativa, come dicono quelli bravi, è un topos ricorrente dei governi in dirittura d’arrivo, che raramente si concretizza nei fatti. A peggiorare la situazione c’è poi la crisi internazionale legata alla guerra in Medio Oriente: stime di crescita a picco, posizione incerta a livello internazionale, crescente sfiducia dell’elettorato verso l’alleato Trump. La chiusura di Hormuz obbliga a immaginare scenari da crisi petrolifera, mentre il Governo proroga uno sconto sulle accise dagli effetti modesti ma costato già 700 milioni. Nel frattempo, sono sparite dal dibattito tutte le riforme: la legge elettorale ha iniziato il suo iter alla Camera ma senza troppa convinzione, mentre il premierato continua solo a galleggiare alla Camera.

Già il fatto che si parli nei corridoi e sui giornali di una fine del governo è un brutto segno. Meloni può continuare a ribadire che il Governo va avanti, ma non sempre si riesce a tirare a campare. E in quei casi la salita al Colle è l’unica strada, anche se la politica italiana regala sempre sorprese.

Sarebbe però ingiusto lasciarvi con l’impressione che il Parlamento non abbia fatto nulla negli ultimi tempi.

La Camera ha infatti approvato in prima lettura il disegno di legge di conversione del DL Bollette, che mirava a ridurre il costo dell’energia per famiglie e imprese. Gli emendamenti parlamentari hanno aggiunto al testo alcune restrizioni sul telemarketing per i contratti luce e gas e hanno posticipato dal 2025 al 2038 la chiusura dei quattro impianti di produzione elettrica a carbone ancora presenti in Italia, tra le molte critiche degli ambientalisti.

Sempre in prima lettura è stata poi approvata una proposta di legge per disciplinare le iniziative di vendita di prodotti in cui una parte del ricavato viene devoluta in beneficenza: il pandorogate in Aula.

Ha visto invece l’approvazione definitiva una proposta che interesserà chi bazzica per il mondo dello sport giovanile e amatoriale. Il Parlamento ha deciso che le palestre scolastiche potranno essere concesse alle società sportive che ne faranno richiesta al di fuori degli orari delle lezioni e anche nel periodo estivo, senza la necessità di ottenere l’approvazione del consiglio d’istituto. Un piccolo aiuto considerata la mancanza cronica di impianti da gioco.

Quando le notizie volano

Presidente: Dovendosi procedere alla proclamazione…

(Applausi dei deputati di tutti i gruppi di opposizione alla diffusione tramite agenzia delle dimissioni della Ministra Santanchè)

…Che succede? Non capivo se applaudivate me, ma ho capito adesso che non applaudite me. L’ho capito adesso guardando le agenzie. Quindi, va bene, ok. Va bene, ho capito ora.

Che poi, un altro saggio diceva che al governo guadagnare un giorno significa guadagnare una settimana, una settimana un mese, e diversi mesi fanno un anno. Non dubitiamo della capacità del governo e della maggioranza di restare tetragoni al loro posto, ma speriamo ci offrano qualcosa di cui raccontarvi.

Tornate quindi a trovarci per conoscere gli sviluppi di questo longevo governo. Qui come sempre o sul nostro canale Telegram! A prestissimo!

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  • Pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale i decreti del Presidente della Repubblica di accettazione delle dimissioni di Delmastro e Santanchè e di nomina di Mazzi a Ministro del Turismo.

  • Alla Camera: Manuela Maffioli (Lega) subentra a Umberto Bossi dopo la sua morte, dopo la rinuncia al seggio da parte di Matteo Luigi Bianchi; Alberto di Rubba e Giulio Centenaro (Lega) sono proclamati deputati in seguito alle elezioni suppletive.

  • Pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale la legge 34/2026, legge annuale sulle piccole e medie imprese, la legge 36/2026, legge di delegazione europea 2025, la legge 37/2026, sulla tutela dei minori in affidamento, e la legge 40/2026, sui beni culturali e sul circuito Italia in scena.

  • Pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale il decreto-legge 38/2026, in materia fiscale, e il decreto-legge 42/2026, per la proroga della riduzione delle accise sui carburanti.

  • Approvate definitivamente la proposta di legge AS1320, sulle attività della Croce Rossa italiana, e i disegni di legge di ratifica del protocollo alla convenzione di Torremolinos, del protocollo su acqua e salute della convenzione sui corsi d’acqua transfrontalieri, del protocollo dell’OIL sul lavoro forzato e obbligatorio, del protocollo emendativo alla convenzione sulle infrazioni a bordo degli aeromobili, e di accordi con Santa Sede, Malesia, Uzbekistan,Tailandia, Germania e Svizzera.

  • Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 39/2026, di recepimento della direttiva europea sui fondi di investimento alternativi.

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