
Dallo Spin Time in poi: la città dei capitali disumani
I Fondi Immobiliari si stanno mangiando Roma, il pubblico si assottiglia sempre più per far posto ai privati e al target dei ricchi. Chi non tiene il passo viene espulso. Ma c'è chi dice no.
Tutta la musica che mi gira in testa. Come un vinile
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I Fondi Immobiliari si stanno mangiando Roma, il pubblico si assottiglia sempre più per far posto ai privati e al target dei ricchi. Chi non tiene il passo viene espulso. Ma c'è chi dice no.

Era il 7 agosto 1990, la città era vuota, splendente. L'estate era ancora estate e le ragazze indossavano costumi interi, bianchi. Le ragazze, come Simonetta Cesaroni, sognavano vite bellissime.

L’epica del pallone oltre gli straricchi Mondiali americani. Dall’uccellino Garrincha alle imprese delle Cholitas, le indigene boliviane che di madre in figlia si tramandano l’arte del dribbling.

La maggioranza delle spiagge italiane è a pagamento, vietato anche portarsi un panino. Eppure ci sono generazioni cresciute a base di angurie e Nivea sotto l'ombrellone. Quando l'estate era di tutti.

Riascoltarlo ancora oggi e trovarlo così preveggente, feroce, indispensabile. Un uomo controcorrente, un eretico che con Sandro Luporini ha narrato ogni nostro dubbio.

Entrambe definite “brutte”. Ono secondo un’Enciclopedia firmata dal guru Bertoncelli, l’altra sbertucciata da Mari. Definizioni non accidentali ma figlie di pratiche politiche e culturali

"Aspirante santo, aspirante pop star". Un artista così complesso, luminoso. Se n'è andato nel 2013. Lo immagino da qualche parte nei cieli arcaici di Sardegna che abbiamo condiviso con i fenicotteri.

Cominciai a scrivere su Frigidaire che ero una pischella. Andrea era il bello del gruppo, graffio e maledizione di una generazione che pensava, a torto, di poter ammaestrare la morte. E invece.

Le scritte su ponti piazze. Memorie collettive sopravvissute perfino a ritinteggiature, al tempo. Quando Kossiga si scriveva con la kappa e l’amore era una A cerchiata dell’anarchia

Un programma ideato da uno dei migliori dirigenti della Rai, Pierluigi Tabasso. A un certo punto accadde che da ascoltatrice mi ritrovai davanti al microfono di quella trasmissione di culto.