
Quando la stampa uccide
Il suicidio di Jason Arday è la conseguenza di un sistemico razzismo, della gogna mediatica a suo carico e di un giornalismo sempre più assetato di sangue e asservito al potere.
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Il suicidio di Jason Arday è la conseguenza di un sistemico razzismo, della gogna mediatica a suo carico e di un giornalismo sempre più assetato di sangue e asservito al potere.

I grossi eventi hanno pochissime donne in cartellone: che le artiste italiane siano tutte mediocri? O forse in Italia nel 2026 abbiamo ancora un bel problema di sessismo nella musica live?

Una riflessione sul crollo psicologico di Perez Hilton su TikTok, l'autolesionismo in diretta e lo strano, barbarico significato che abbiamo dato alla parola Karma qui in Occidente.

Per passare un ferragosto frizzantino, vi consiglio tre libri che, in modi differenti, parlano di orrore, potere, persecuzione e vendetta. Tre sguardi d'autore sulla rabbia femminile.

Caroselli scritti da Gemini, script dettati da Claude, articoli sviluppati da Chat GPT: se anche il dibattito sui temi sociali e civili è delegato all' intelligenza artificiale, abbiamo un problema.

Ce lo ricorda l’ennesima denuncia nei confronti del chatbot sviluppato dall’imprenditore. Tra pedopornografia, deepfake e cybermolestie, Grok è il figlio perfetto dei nostri tempi. E Musk lo difende.

La sfida social tra i due politici ci racconta una notevole fragilità di genere e ci ricorda che il culto del corpo come emblema di virilità e forza politica era un leitmotiv molto caro ai fascisti.

La rabbia per l'uccisione di Abderrahim Fakir è stata derubricata da molti a mera postura. Ma la morte in custodia è un fallimento che ci riguarda tutti e di cui tutti dovremmo parlare.

Nuovi strumenti tecnologici per facilitare vecchie abitudini predatorie: non sarà un LED a fermare i maniaci con gli occhiali di Zuckerberg o i bulli modello “Le Iene” e Cicalone.

Con la nuova legge i numeri calano solo sulla carta, regalando al governo il perfetto pinkwashing in vista della campagna elettorale e ai movimenti antifemministi l’alibi giusto per diffondere odio.

Si può fare educazione al consenso e all’affettività con una serie tv? La mia risposta è sì. Le serie che stanno rivoluzionando il teen drama ci insegnano a riscrivere le regole del desiderio.

Io sì, e sinceramente avrei preferito non vederla. Dal velato sessismo alla colpevolizzazione, questo spot ci fa capire quanto questo governo non abbia capito niente del paese reale.

Un nuovo caso scuote mezzo mondo. Perché sempre più mariti su internet si organizzano per commettere stupro sotto sedazione? Dal caso Pelicot al progetto Medusa: un viaggio nelle “terre dei maschi”.

Tra il cauto silenzio del governo e la furia del web che la insulta per aver “tradito la patria”, la 27enne vittima di violenza e condannata per adulterio non smette di lottare per la libertà

Dal femminicidio di Imperia alla strage familiare di Roma, la stampa italiana continua a confondere il dominio con i sentimenti evitando di chiamare i fenomeni con il proprio nome.

La rete di pagine FB che ruota intorno alla manosfera italiana glorifica l’odio, sdoganando l’antifemminismo e aprendo la strada a Vannacci e al capitalismo della misoginia

Dalle presunte parole di Mari su Murgia ai corpi femminili ricoperti di insulti sui social: il meccanismo patriarcale che usa la bellezza per togliere autorevolezza alle donne è più in forma che mai

Il suo ostinato negazionismo del femminicidio è il perfetto manifesto di una violenza politica neofascista e antifemminista in cui siamo immersi fino al collo (anche se non ce ne accorgiamo affatto)

Passeggere spiate, foto rubate dai monitor di servizio e scambiate in conversazioni sessiste tra colleghi: un (altro) caso di violenza digitale su donne ignare di essere violate

In un liceo di Fano viene affissa nei bagni una poesia che esalta lo stupro. Succede nella settimana in cui il ddl Valditara diventa legge, come a volerci ricordare il futuro che ci attende.