Il Drug facilitated sexual assault (DFSA) è il termine tecnico per individuare la pratica dello stupro di donne sedate a loro insaputa.
Mi scuso per l’anglicismo con cui apro questo mio pezzo su una storia, un’altra, di abuso organizzato e violenza maschile contro le donne, ma purtroppo non sarà l’unico: tanti termini infatti provengono dal mondo accademico e altri li ricavo da alcuni testi che non sono mai stati tradotti in italiano ma che reputo fondamentali quando si cercano di spiegare argomenti come quello indagato dal “progetto Medusa”.
Il “progetto Medusa” è un’operazione transnazionale coordinata tra più continenti che ha svelato una rete globale di uomini che, su siti e chat crittografate, “vendevano” le proprie ignare mogli (o compagne) ad altri uomini, permettendo loro di violentarle mentre erano sedate, dietro compenso. Nella rete, oltre allo stupro facilitato dalla sedazione, i componenti si scambiavano video o foto o live di violenze che loro stessi perpetravano ai danni delle donne, incoscienti. E, come nel caso portato alla luce pochi mesi fa dalla CNN (e di cui avevo scritto qui), si scambiavano metodi e tecniche per drogare le partner e facilitare il commercio illegale di prescrizioni mediche per potersi impossessare di sedativi.
Europol e la National Crime Agency (NCA) britannica hanno tracciato da aprile 2026 una piattaforma online (un forum, poi chiuso, i cui membri si sono successivamente trasferiti su chat crittografate), in seguito a una segnalazione da parte di alcuni giornalisti investigativi tedeschi. L’operazione ha coinvolto Germania, Francia, Spagna Regno Unito, Stati Uniti, Brasile, Canada, Paesi Bassi e Ungheria individuando 156 soggetti (complessivi tra perpetratori e vittime), arrestandone 57, scoprendo 4 nuove comunità online dedicate a questa stessa pratica e generato altri 274 filoni investigativi internazionali. Insomma: non sono numeri da poco e fanno capire quanto il caso Pelicot e quello della Rape Academy portato alla luce da CNN non fossero affatto eccezioni isolate.
I report di Europol e della NCA sul progetto Medusa evidenziano anche una struttura criminale focalizzata sull’abuso domestico e di prossimità, confermando dunque un po’tutte le statistiche nazionali e internazionali sulla violenza maschile contro le donne: i maltrattamenti avvengono prevalentemente all’interno di relazioni intime a lungo termine e i maltrattanti sono mariti, partner o figure che godono della totale fiducia della vittima. Gli abusi, in molti dei casi analizzati, andavano avanti da anni o addirittura da decenni e infittivano la vasta rete di scambio e vendita di donne creando di fatto un ODFSA, ovvero un Organized drug facilitsted sexual assault.
Europol scrive anche che questi forum e chat erano molto vicini agli ambienti misogini del digitale, con cui condividevano le terminologie e i deliri sul “diritto al sesso” dell’uomo, da ottenere con o senza consenso, costasse quel che costasse. Ma il punto su cui riflettere, alla luce della ricostruzione di un ambiente che sembra molto vasto e organizzato, è che questi pensieri, queste azioni, questi stupri e l’organizzazione degli stessi erano nella quasi totalità dei casi portati avanti dagli uomini in una relazione duratura e stabile con le donne vittime di violenza. Si trattava di mariti, compagni, fidanzati, partner e perfino di futuri sposi: persone che avevano una vita relazionale, accesso ad amore, intimità, sesso, affetto, condivisione, eppure hanno deliberatamente scelto di fare del male alle loro compagne e far sì che altri uomini le maltrattassero a loro volta senza mai avere il dubbio di stare ferendo, umiliando, distruggendo un’altra persona a loro vicina.
E al contempo, dall’altro lato dello schermo, c’erano e ci sono ancora community piene di tantissimi uomini di ogni età e provenienza sociale che a loro volta non si sono mai posti il dubbio se ciò che stavano per compiere potesse fare del male, essere corretto, essere lecito e legale. Perciò credo sia essenziale capire il perché si sia arrivati a sdoganare questo tipo di violenza di genere facilitata dalla tecnologia e dal digitale e cercare di comprendere in che modo così tanti uomini in tutto il mondo si scambino i corpi inermi di persone, a cui dovrebbero volere bene, per farle violentare da altri o violentarle loro stessi.

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