RSS Amplifier

Rassegna Stanca · Jun 29, 2026

Il delitto passionale e l’omicidio per gelosia non esistono.

0
Sign in to vote or save

Carlotta Vagnoli · Rassegna Stanca

Negli ultimi giorni, la cronaca nera di questo paese ha riportato due eventi tragici e di feroce violenza come la strage della famiglia bengalese a Casalotti e il femminicidio avvenuto in provincia di Imperia.

Quella che ha già preso il nome di “strage di Casalotti” è un vero e proprio massacro, in cui hanno perso la vita a colpi di mannaia Kamal Uddin, padre di famiglia di 40 anni, Hosne Jahan Momotaj, 38 anni, e la loro figlia Islam Arowa, di otto anni appena compiuti. Il loro primo figlio, Amir Hossain Ayan, vent’anni, è riuscito a scappare dal killer nonostante le gravi ferite alla testa e al corpo. Attualmente è in ospedale, dove ha subito un’operazione alla testa e sottoposto a cure mediche.

Il connazionale bengalese che ha commesso la strage si chiama Shahadat Hossain, 43 anni, al momento in cui scrivo questo pezzo è ancora in fuga e ricercato dalle FFOO di tutto il Paese.

Secondo le primissime ricostruzioni degli inquirenti passate subito ai giornali, Hossain avrebbe avuto un’ossessione possessiva nei confronti di Hosne Jahan Momotaj e della figlia Islam Arowa, che pedinava da settimane. Soprattutto nei confronti della donna, Hossain avrebbe attuato comportamenti controllanti e abusanti, molestandola al punto da allarmare la comunità bengalese romana che, una settimana prima del massacro, si sarebbe riunita proprio per decidere l’allontanamento dell’uomo.

Il figlio, unico sopravvissuto nonché ex collega di Hossain, sembrerebbe confermare la versione degli inquirenti: l’uomo avrebbe ripetutamente approcciato Hosne Jahan Momotaj con violenza e la donna lo avrebbe allontanato.

Hossain avrebbe quindi atteso la donna a casa, uccidendola insieme alla figlioletta che era con lei. Kamal Uddin e il figlio Amir sarebbero dunque rientrati in casa e Hossain, colto di sorpresa, si è scagliato anche contro di loro compiendo una vera e propria strage familiare.

Questo triplice omicidio ha dunque i connotati di un delitto di possesso e controllo coercitivo, di stampo puramente sessista e patriarcale sfociato poi in una vera e propria mattanza.

Stesso tipo di controllo coercitivo e possesso è alla base di un altro terribile fatto di cronaca avvenuto in questi stessi giorni ovvero del femminicidio di Mary Hopkins, statunitense di 51 anni che ha perso la vita per mano di Becken Olivieri, compagno della vittima che si è costituito ai carabinieri.

L’uomo, da quanto emerge dalla ricostruzione degli inquirenti, avrebbe soffocato la donna nel sonno poiché incapace di accettare la perdita di controllo nella loro relazione.

I due massacri hanno molti aspetti in comune: il primo è la matrice sessista che, date le supposte premesse degli inquirenti, avrebbe animato l’escalation di violenza controllante nei confronti delle donne (e, nel caso della strage di Casalotti, anche del massacro della famiglia). Il secondo è il modo indecoroso con cui i quotidiani italiani hanno coperto le due notizie.

Per i nostri giornali infatti, il movente della strage familiare sarebbe il sempiterno “delitto passionale”. Per il femminicidio di Mary Hopkins invece il movente sarebbe la gelosia.

E no, nessuna di queste due motivazioni esiste.

Read the original on carlottavagnoli.substack.com

Comments

Nothing yet. Say the first thing.

    Sign in to join the conversation.