Ciao! L’ultimo episodio di Ojalá parlava del linguaggio delle disabilità come condizione collettiva, tra potere e affilatezza: perché anche le parole di cura si imparano.
Ho recuperato una ventina di copie cartacee di Scrivi e lascia vivere e ho deciso di donarle alle biblioteche pubbliche.
Biblioteche pubbliche che sono ricordo, rifugio e ora anche rivendicazione.
Altre letture che ti consiglio, incluso un bel saggio sulle “scritture possibili” e sul ruolo del linguaggio nella costruzione di luoghi della cultura sempre più accessibili.
Per tutta l’estate Ojalá uscirà in modo discontinuo, non settimanale. Continueremo a sentirci, ma con tempi più lunghi e newsletter più brevi. Nel frattempo puoi sempre scrivermi via email per dirmi cosa ne pensi di questa newsletter, propormi una collaborazione o semplicemente mandarmi un saluto:
Som-hi!1
All’inizio dell’anno ho ricevuto la brutta notizia che la Flaco Edizioni, casa editrice indipendente che nel 2022 ha pubblicato Scrivi e lascia vivere2, è entrata in liquidazione.
In questi anni Scrivi e lascia vivere ha girato tanto, è atterrato sulle scrivanie di decine di colleghə, è entrato nelle biblioteche di aziende, nelle bibliografie di corsi e di diverse altre pubblicazioni — cartacee e online — sulla comunicazione inclusiva. Per essere il primo manuale pratico di scrittura inclusiva e accessibile è invecchiato abbastanza bene, e so che continua a essere letto e consultato anche ora che ha compiuto quattro anni. È una grande soddisfazione. 💚
Visto che la casa editrice aveva ancora delle copie in magazzino, ne ho recuperato una ventina. Ho deciso di donarle alle biblioteche pubbliche: in queste settimane mi sono messa in contatto con le biblioteche di alcune città in Sardegna, ma prevedo di scrivere anche a località in altre regioni — ho già una biblioteca da contattare in Abruzzo e una in Emilia.
Conosci una biblioteca che potrebbe essere interessata a ricevere una copia di Scrivi e lascia vivere? Mandami via email i suoi contatti e vediamo cosa si può fare:
La prima biblioteca che ho contattato, e che ha accettato la donazione, è stata quella del mio paese di origine in Medio Campidano. Non poteva essere altrimenti, lì ho ricevuto la mia prima tessera della biblioteca appena compiuti i 6 anni: ricordo ancora la mia foto incollata sul cartoncino rosso, ho un caschetto liscissimo e un sorriso lungo come le estati nel giardino di casa dei miei. In quella biblioteca — che ora non si trova più nella palazzina anni Ottanta della mia infanzia — ho sentito per la prima volta l’emozione di poter prendere qualsiasi libro volessi, un ventaglio di scelta che all’epoca mi sembrava sterminato.
Più in là vorrei contattare anche la biblioteca di Les Corts, qui a Barcellona, che ha un ampio catalogo di libri in italiano, ma ora non è il momento: da fine maggio il personale delle biblioteche municipali di Barcellona è in sciopero indefinito per reclamare migliori condizioni lavorative e contrattuali, una rivendicazione che rispetto e supporto pienamente.
Le biblioteche saranno sempre in cima ai miei posti preferiti; lo sento nel corpo, nella mente che si placa mentre lo sguardo cerca un segnale tra le coste dei libri a scaffale. Lì dove la logica del consumo si attenua, la biblioteca è un rifugio — sociale, climatico3, intergenerazionale, multiculturale e multimediale — ancora troppo disdegnato dalle politiche pubbliche.
Io continuo a frequentare regolarmente quelle della mia zona non solo per prendere in prestito libri ma anche per scrivere. Una buona parte di Scrivi e lascia vivere ha preso forma tra le sale delle biblioteche pubbliche del Maresme, e magari lo sarà anche il prossimo libro (manifesting ✨).
Secondo la ricerca pubblicata nell’annuario 2025 di ThinkEPI, il 95% della popolazione catalana vive in comuni dotati di una biblioteca pubblica, mentre un altro 2% ha accesso a un servizio di bibliobus, la biblioteca mobile.
La tessera delle biblioteche è unica e valida in tutta la Catalogna e non scade mai (a meno che non rimanga inutilizzata a lungo).
La tessera della biblioteca è uno dei documenti di appartenenza a una comunità più accessibili e facili da ottenere. Quando facevo volontariato per un’associazione barcellonese di accoglienza a persone rifugiate, una delle prime tappe era l’iscrizione alle rete delle biblioteche cittadine: un carnet che permette l’accesso a libri e giornali, film e musica, pc con internet, wifi gratuito nonché spazi in cui riposare — e senza che nessuno ti chieda di giustificare la tua presenza — è qualcosa di impagabile. Anche per questo le biblioteche pubbliche sono tesori di welfare culturale e coesione sociale da preservare.
📚 Mi sembra il momento giusto per ricordarti anche dell’esistenza di MLOL, la piattaforma di prestito digitale che raccoglie i testi di tante biblioteche italiane. Se hai la tessera di una biblioteca italiana che aderisce al sistema MLOL, puoi accedere subito al catalogo digitale dei loro libri. Sul sito trovi anche molte risorse in libera consultazione, slegate dal sistema bibliotecario.
⏸️ Se apprezzi il mio lavoro e leggi con interesse Ojalá, sappi che puoi anche sostenerla economicamente. Con 40 euro sostieni questo progetto per dodici mesi: in cambio hai accesso all’archivio completo degli episodi e alla mia biblioteca digitale con le risorse che alimentano questo progetto.
Guardare, leggere, ascoltare. Scritture possibili è il saggio, curato da Roberta Caddeo e pubblicato da Nomos, che esplora il ruolo — e la responsabilità — del linguaggio nella costruzione di luoghi della cultura sempre più accessibili. Ringrazio Roberta per aver incluso tra i ricchi contributi del volume anche una mia intervista: abbiamo parlato di linguaggi accessibili, intersezionalità e sì, anche di Ojalá.
Sono affascinata dalle riflessioni sull’importanza dei linguaggi inclusivi per le lingue minorizzate come il sardo: grazie a Caterina Vittoria Roselli che ne ha scritto per S’Indipendente.
Le nuove banconote in euro con le illustrazioni di sei specie di uccelli sono le mie preferite. Puoi votare tutte le proposte sul sito della Banca Centrale Europea.
“La donna a caso” non manca mai tra le slide delle mie formazioni sul linguaggio sessista: la settimana scorsa mi ha intristito molto la notizia della morte di Valentina Falco, creatrice del progetto che è stato giustamente definito come il più grande osservatorio social sui titoli giornalistici sessisti.
«Il mio dolore queer non diventerà strumento per alimentare la tua islamofobia»: l’ho letto sul cartello di una delle centinaia di persone radunatesi ieri alla Porta di Brandeburgo di Berlino in segno di solidarietà con le persone colpite dal mortale attentato di sabato durante il Pride berlinese. Mi unisco al messaggio.
Per oggi chiudo qui, ci risentiamo presto. Vuoi scrivermi cosa ne pensi di questa newsletter, propormi una collaborazione o semplicemente mandarmi un saluto?
Rispondi a questa email o scrivimi su ojala [at] aliceorru.me 📧
Questo numero ti è piaciuto? Fallo girare!
Sono Alice Orrù, sarda emigrata a Barcellona nel 2012.
Fiera della sua residenza, la mia newsletter contiene incursioni di vita catalana e tanta, tanta salsa brava. 🍟
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Grazie per aver letto fino a qui. 💙
Alice
In catalano è un’esortazione a partire, “andiamo!”.
Scrivi e lascia vivere. Manuale pratico di scrittura inclusiva e accessibile è il saggio che ho scritto insieme a Valentina Di Michele e Andrea Fiacchi nel 2022.
Delle biblioteche come rifugi climatici avevo scritto proprio a luglio scorso:

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