Don Luigi Verzè era un sacerdote che ha fondato il San Raffaele di Milano, dove io lavoro dal 2003. Ha fatto i suoi errori, ma ha dato un contributo impressionante all’avanzamento della ricerca nel nostro Paese e ha fatto della lotta contro le malattie la sua missione di vita. Lui chimava il glioblastoma “la rappresentazione del Diavolo sulla Terra”.
Il glioblastoma è il tumore cerebrale più aggressivo e più comune negli adulti. Io ho perso per questo maledetto bastardo uno zio al quale ero affezionatissimo, Luciano, e la moglie giovane di un mio cugino. Mia moglie ha perso un cugino di 23 anni. La sopravvivenza mediana dalla diagnosi, con le terapie standard, è di circa quindici mesi. Come dice un mio amico, è come un colpo sparato alla tempia con un proiettile che procede inesorabile, ma al rallentatore. Ha portato via tante persone: Sophie Kinsella, Ted Kennedy, John McCain, il cantautore Gianmaria Testa e anche George Gershwin.
E’ un tumore che si opera, che si toglie, che si cura. Però lui torna. Torna sempre, e quando torna non esiste una terapia, perché nessuna ha mai funzionato abbastanza da potere essere considerata tale. Da quel momento la sopravvivenza è inferiore a un anno.
Vi ho parlato in passato di un vaccino. Oggi arriva la messa a punto di un’altra arma contro questo maledetto assassino, e arriva da una direzione diversa, con risultati ancora preliminari ma molto, molto, molto promettenti.
Vediamo di cosa si tratta.

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.