Buon pomeriggio ♡
È bello tornare. È bello tornare qui.
Sono stata ‘altrove’, in questi ultimi mesi; un ‘altrove’ che sempre ruotava intorno al progetto di ricerca del quale le Lettere ad un (giovane) docente si vogliono fare portavoce, ma che indubbiamente mi ha rallentato nel raccontare qui tutto ciò che nel frattempo accadeva.
Per questa ragione, ho appena esteso di SEI MESI la durata dell’abbonamento a tutti coloro che lo avevano sottoscritto. (se sei abbonato e non avessi ricevuto la comunicazione relativa, ti prego di comunicarmelo, così potrò modificare il tuo piano)
Nelle sue varie forme (studi, concorsi, progetti di ricerca, eventi) si è trattato di un insieme di luoghi che avevano la caratteristica di essere abitati dalla riflessione sulla necessità che tutti abbiamo di molteplicità dei testi.
Si è appena conclusa la BCBF2026, che è stata per molti di noi manifestazione concreta del bisogno culturale che abbiamo di una elevata bibliodiversità. A maggior ragione se parliamo di scuola, di bambini e bambine, di ragazzi e ragazze.
La mia BCBF2026 (la mia primissima!) si è costellata anche delle parole di Timothée de Fombelle, che ha incontrato - la mattina del giorno 15, in biblioteca Salaborsa - un centinaio di studenti delle medie.
Lo abbiamo ascoltato parlare di che cosa trasformi una persona di 12-13 anni in un eroe, del fatto che nell’animo di ognuno trovino posto la generosità come la crudeltà, l’amore come la vendetta, e di che cosa significhi per un autore prendersi carico di tale complessità. Lo abbiamo visto (io, Sabina ed Elena di Terre di mezzo, le bibliotecarie, le docenti che accompagnavano le classi) commuoversi ricordando ‘chi’ era Timothée a dodici anni; abbiamo accolto il racconto di quando le storie sono entrate nella sua vita per non uscirne più; ed infine lo abbiamo visto lanciare al suo futuro ognuno dei suoi ascoltatori.
[tralascio l’ulteriore commozione, la mia, data dall’aver potuto riabbracciare - dopo decenni di silenzio - la lingua che per moltissimi anni è stata la mia, madre].
È stato dunque tutto perfetto, compiuto: vagare per gli stand della Fiera con, nella mente, l’eco delle parole che de Fombelle aveva appena regalato a ragazzi e ragazze, incontrare alcune persone - forse c’eri anche tu, tra di esse! - con le quali avevo appena scritto l’incipit del PROGETTO TRAME (*), tornare a casa e trovare sul tavolo dello studio alcuni dei testi sui quali voglio lavorare già da domani…
(*) se ancora non ne hai sentito parlare, TRAME è un progetto di ricerca - relativo ad una didattica verticale, interdisciplinare ma aperto anche a realtà culturali esterne alla scuola (psicoterapeuti, bibliotecari, educatori) - che vuole indagare, strutturare, sperimentare e condividere pratiche afferenti ad una PROPOSTA TESTUALE COMPLESSA, rivolta ai 3-19.
Possiamo certamente definire tale ambito di indagine con la locuzione “adozione alternativa”; a me piace soprattutto sottolineare l’accezione della complessità. Se anche la scuola fosse esclusivamente ‘istruzione’ (e non lo è), come possiamo credere che i dati di una realtà complessa siano osservabili e comprensibili attraverso strumenti semplici quali sono i manuali di testo? Chi mi conosce, sa che il mio non è un pregiudizio: diciamo che trent’anni di lavoro condotti nelle classi osservando (non ‘utilizzando’…) la proposta editoriale scolastica non hanno fatto che confermare l’esito degli studi e delle ricerche che andavo a mano a mano compiendo, nonché degli evidenti ed enormi benefici - in tema di apprendimento, di personalizzazione, di motivazione, di partecipazione, di autonomia critica - che i testi ‘alternativi alla manualistica’ generavano negli studenti.
Se la questione ti intriga, TRAME è un progetto aperto a tutti e tutte! Scrivimi e puoi farne parte anche tu.
Infine, sempre a proposito di riflessione su ciò che può essere un testo che entri a far parte dell’esperienza e del vissuto di uno studente a scuola, ti ricordo l’appuntamento del webinar del 29 aprile, sempre insieme a Sabina Eleonori (e a due autrici che non vedo l’ora di ascoltare!).
Dal canto mio, posso solo essere grata del privilegio (che da qualche anno ho) di poter discorrere di questi temi con un Editore, che è Terre di mezzo, che occupa una posizione di tale rilevanza per il segmento di età che mi (e ci) interessa e che mostra di essere tanto sensibile alla riflessione sulla bibliodiversità nella scuola.
Intanto, ti invio un abbraccio e ti auguro una buona settimana a venire ♡
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