RSS Amplifier

Lettere ad un (giovane) docente · May 4, 2026

(Quanto) UGUALI o (quanto) DIVERSI?

0
Sign in to vote or save

Simona B. · Lettere ad un (giovane) docente

Buongiorno ♡

Eccoci all’ultimo appuntamento del MINI-PERCORSO DI FORMAZIONE intitolato Il bisogno che abbiamo degli altri.

Puoi trovare le prime tre tappe di questo viaggio qui ↓

(un’altra delle slides che ho utilizzato durante un recente percorso di Educazione alle relazioni per ragazzi e ragazze di terza media)

Come anticipavo nelle righe finali della terza ‘puntata’ di questa serie, non possiamo affrontare la questione della relazione di alterità - di più, del bisogno che percepiamo dell’Altro - escludendo uno dei principali criteri sui quali si fonda la differenza: l’essere maschio e l’essere femmina.

Si tratta - è vero - di riflessioni delle quali la scuola si fa carico in modo (più) sostenuto da qualche anno, tuttavia la chiave di lettura che vorrei proporti oggi è quella ANTROPOLOGICA.

Scriveva Françoise Héritier (colei che Lévi-Strauss stesso aveva designato come sua ‘erede’, se vogliamo giocare con le parole…):

È dall’osservazione della differenza tra i sessi che scaturisce ogni pensiero, sia scientifico che filosofico. Il pensiero umano, sin dal suo emergere, si è rivolto a ciò che era più prossimo all’individuo: il corpo e l’ambiente nel quale esso si trova.

Il corpo umano, luogo di osservazione di elementi costanti (posizione degli organi, funzioni elementari, molecole fisiologiche), presenta altresì un aspetto rilevante, quasi scandaloso: la differenza sessuale e il diverso ruolo dei sessi nel processo della riproduzione

(Masculin, féminin: la pensée del la différence, trad. mia)

Lo scopo del percorso che, qui sulle Lettere, si conclude oggi è stato di approfondire le riflessioni attraverso le quali noi - in quanto adulti educatori - possiamo accompagnare giovani (ed anche giovanissimi) ad utilizzare la diversità individuale come perno intorno al quale generare pensiero, consapevolezza, benessere. Per noi e per gli altri.

Al di là e oltre la necessità di affrontare, con gli studenti e le studentesse, percorsi di alfabetizzazione anatomica, fisiologica ed emozionale - come possiamo dunque sfruttare nella scuola una tale fondante OPPOSIZIONE DI CONCETTI?

Se ti interessa, puoi continuare a leggere nella prossima sezione. (ti ricordo che, se cerchi una formazione uno-a-uno e declinata sulla tua situazione didattica specifica, da qui puoi iscriverti al percorso trimestrale “Orientamento&Affettività”)

Read the original on simonab.substack.com

Comments

Nothing yet. Say the first thing.

    Sign in to join the conversation.