Ciao ♡
Questa è la seconda puntata della Stanza di Valore dedicata ai testi.
Le Stanze di Valore sono mini - perché suddivisi in soli 4 appuntamenti - percorsi di approfondimento e formazione su temi trasversali afferenti alla relazione educativa. I prodotti completi sono riservati agli abbonati, che hanno anche accesso a tutti i percorsi pubblicati a partire da febbraio 2023.
Negli appuntamenti settimanali vengono chiariti i confini del tema in oggetto, proposte attività da svolgere in classe e avviate riflessioni da portare nel consiglio di classe, in modo da poter costruire vie educative che coinvolgano tutte le discipline.
Se anche non sei abbonato alle Lettere, potrai sempre leggere l’anteprima dei percorsi (come adesso stai facendo) ed eventualmente valutare di passare alla versione a pagamento
In ogni caso, ti ringrazio di essere qui.
È stata sempre la cifra della mia identità (personale e professionale): ragionare sui testi, sulla loro struttura e costruzione, sulla qualità della proposta per le classi, sulle scelte di bibliodiversità che decidiamo di effettuare.
- ti ricordo che il progetto TRAMEDISCUOLA è GRATUITO ed aperto a chiunque desideri CONFRONTARSI con i temi relativi alla testualità nella didattica, CONDIVIDERE e PROGETTARE esperienze didattiche e educative -
Sono particolarmente orgogliosa, infatti, di essere stata invitata a raccontare quale è il significato del tessere trame nella didattica della matematica, durante un convegno che si terrà all’inizio di luglio:
(il fatto che io debba parlare subito dopo il professor Bersanelli non mi agita affatto, no no…!)
Una delle riflessioni che abbiamo avviato nel primo degli incontri di TRAME (che ho denominato Animalia #1, poiché volevo tenere il focus su quali narrazioni della zoologia fossero più - o meno! - efficaci nella didattica 6-20) aveva come baricentro implicito la seguente domanda:
Quando possiamo affermare che il testo scritto va sollecitare una lettura esplicativa?
Quando, invece, esso va a chiamarne una di tipo interpretativo?
(nello specifico dell’incontro #1, che è stato registrato e al quale perciò tutti i partecipanti di TRAME possono accedere, la nostra bravissima Beatrice - su Instagram è @fiordistorie - ci ha presentato un lavoro che ha svolto quest’anno nella sua classe terza primaria. Un lavoro di incredibile spessore critico, inclusività ed efficacia didattica)
Spiegazione ed interpretazione sono, infatti, due - specifiche e distinte - modalità di lettura/acquisizione del testo scritto. Aggiungerei un dettaglio che mi sembra rilevante, in termini di scelte di testo che possiamo compiere per le nostre classi: alcune forme scritte non conducono oltre la lettura esplicativa (e per questo motivo, NON le inserisco nella categoria “testi”) mentre soltanto alcune offrono la possibilità di essere interpretate (e queste sì, sono i testi).
Se abbiamo qualche difficoltà a discernere le due forme, possiamo riferirci alla loro generatività: le SPIEGAZIONI partoriscono memorizzazione, riconoscimento, applicazione; le INTERPRETAZIONI danno origine a parafrasi, creazione di modelli, ri-formulazioni, esemplificazioni. Un altro mondo, insomma, dal punto di vista educativo.
NB Ad esempio, nel lavoro progettato da Beatrice le scelte testuali hanno generato nei bimbi, al termine del percorso, un accuratissimo lavoro di modellizzazione, espresso con un ampio ventaglio di codici visuali
Un libro (di testo) che coinvolge soltanto il livello della lettura assolve alla sua funzione-base, quella esplicativa: lo studente, che ne è il lettore, legge la SPIEGAZIONE dell’argomento specifico. L’autore dello scritto propone il suo monologo al lettore.
Un libro di testo che - almeno - suggerisce anche il livello interpretativo crea perciò lo spazio del dialogo. Non tutto è (già) detto: è il lettore che deve costruire la sua rete di domande da proporre al testo, e da essa dedurre possibili risposte soddisfacenti ed efficaci.
Se ti interessa, puoi continuare a leggere nella prossima sezione.

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