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Fototipǝ · Apr 15, 2025

#147: Sono tornata!

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Silvia Pasquetto · Fototipǝ

Ciao! Sono tornata! ❤️

Sono stati due mesi e mezzo di silenzio necessario.

Mi sono buttata a capofitto nel cambiamento e nella mia nuova vita e avevo bisogno di questo stacco.

In questo tempo ho lavorato per creare nuove routine e ho riflettuto sul futuro di questa newsletter.

I punti che ora mi sono chiari sono:

  • che non vorrei perdervi ❤️

  • che ho voglia di parlare di libri di fotografia e dei loro contenuti (di sicuro almeno di tutti quelli che mi avete regalato il dicembre scorso)

  • che voglio essere libera di seguire le mie onde interiori, quindi questa newsletter passa dall’essere settimanale a “quando ho qualcosa di interessante di cui parlare”

Mi piace l'idea di continuare a scrivere ma molto di più iniziare a parlare e discutere con voi.

Vi ricordate il famoso canale Telegram che tempo fa non sapevo come usare?

Bene chi è interessato a partecipare a delle serate/discussioni intorno ai libri di fotografia (che si attiveranno in futuro), si iscriva al canale qui perché lì verranno date le istruzioni per partecipare alle nostre conversazioni.

Si, se ve lo state chiedendo queste serate saranno per forza on line, perché siamo dispersi in giro per l'Italia.

Poi per chi non può esserci, rimane comunque che troverete contenuti anche qui.

E' un libro della stupenda collana di Aperture che si chiama “The photography workshop series” che possiedo quasi tutta oramai perchè ha la potenza di parlare di fotografia con quello sguardo dall’interno che solo chi la pratica può avere.

È in inglese e non è stato ancora tradotto in italiano purtroppo.

Graciela Iturbide è una fotografa messicana, dalle immagini di grande potenza evocativa.

Vi scrivo qui in paio di cose del suo libro che mi hanno veramente fatto riflettere.

Intanto dall'introduzione di Walter Morales Carrillo:

“ Iturbide ci mostra che la fotografia è un mezzo di espressione creato dalla combinazione tra ciò che è frutto d'intuizione all'interno di noi stessi e ciò che è manifesto nel mondo; della sorpresa di ciò che vediamo per la prima volta attraverso la nostra fotocamera – che può anche sembrarci non familiare – e ciò che è profondamente nostro.

Una foto memorabile è il risultato tra la fortuna che rende possibile scoperte inaspettate e il lavoro d'introspezione.

La materialità del mondo è solo il punto di partenza; una fotografia è fatta dall'interpretazione individuale e da quella autoriale”

La fotografia è un pretesto per conoscere il mondo, per conoscere la vita, per conoscere te stesso.

Quando guardo delle immagini che ho scattato, non vedo solo frammenti di mondo che sono stata in grado di catturare, ma osservo anche l'impronta della mia interpretazione, delle mie proiezioni, desideri e sogni.

Anche dopo molti anni che la uso come mezzo di espressione, la fotografia non ha mai smesso di sorprendermi.

Continua a darmi una ragione per imparare cose sul mondo e su me stessa”.

Per noi che spesso facciamo ricerca con l'obiettivo di fare una mostra, di pubblicare subito quella bella foto riuscita su Instagram, questo consiglio suona prezioso.

C'è bisogno di tempo perché i lavori maturino e non sempre è necessario né utile essere in modalità “pubblico subito su Instagram”.

Nel tempo della sovraesposizione, resistere alla tentazione di mostrare subito, suona come un consiglio un po' retrò ma molto saggio per me.

Ci ricorda Iturbide che ciò che attrae il nostro sguardo, è molto soggettivo: quello che i nostri occhi percepiscono, ciò che vediamo attraverso l'obiettivo è una sintesi tra chi siamo e ciò che abbiamo imparato.

Il compito del fotografo è far entrare in ciò che vediamo quello che siamo, per creare poesia, a partire dalla realtà.

“Tu potresti pensare che un fotografo non deve mai perdere l'attimo, o qualsiasi opportunità di scattare una buona immagine, ma nulla è più falso.

L'abilità di trattenersi e di non scattare un'immagine è indispensabile per evitare di trasformare la macchina fotografica in uno strumento di aggressione.

Questa attesa ti garantisce che non sarai mai soddisfatto di un risultato mediocre: ti insegna a insistere verso il migliore o il più bello.

Sebbene può essere che tu perda dei momenti che accadono una volta sola.”

Di nuovo, come già anticipato in un'altra puntata di questa newsletter, è la fine del momento decisivo.

Io mi trovo molto allineata con questa visione e con questo modo di fare fotografia.

Per me che vengo dalla fotografia commerciale dove spesso si scatta tanto per ragioni di tempo breve a disposizione, questa è la nuova sfida.

A presto!

Un abbraccio

Silvia

La mia prossima lettura è “Lezioni americane di Italo Calvino” regalatomi da Dino (Grazie ❤️).

Se qualcuno vuole leggerlo in contemporanea a me, magari poi nel parliamo insieme prossimamente via zoom 😘

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Read the original on silviapasquetto11.substack.com

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