Ciao a tuttə,
Ve lo scrivo così in due righe, ma mi ci sono voluti due anni di notti insonni, ansie e riflessioni varie per arrivare a concepire questa nuova dimensione della mia vita.
Una cosa che ho imparato in questo, che è stato davvero un parto 😅, è che si può cambiare più volte direzione nella vita.
Sembra una banalità ma per me che avevo già fatto un grandissimo cambiamento 15 anni fa verso la fotografia professionale, è stata una consapevolezza che mi ha richiesto tante energie per essere raggiunta.
I miei tempi e le mie priorità verranno quindi cambiati in questo modo:
il mio lavoro principale di sostentamento cambia: torno in laboratorio! Sapete che ho formazione scientifica e che prima di fare la fotografa ho lavorato per dieci anni in azienda farmaceutica
La fotografia, che mai ho smesso di amare con tutta me stessa e che è il mio fuoco che brucia, prende l'importanza che si merita e, anche se terrò ancora attiva la mia partita iva di fotografa per insegnare e fare qualche servizio che mi interessa qua e là, a partire dal 2025 la mia pratica fotografica sarà unicamente di studio e di ricerca autoriale.
Era da tanto che desideravo questo cambio soprattutto per lo sviluppo della mia fotografia, a cui mi dedicherò in forma pura e svincolata del mercato e so che questo mi farà crescere con passo più spedito nella direzione che desidero.
Durante la settimana farò base a Verona per questo nuovo lavoro, mentre il weekend ritornerò a Padova.
Alla luce di questa cosa, devo capire come continuare questa newsletter in maniera che sia sostenibile, gioiosa e che possibilmente non mi porti ad una nevrosi 😅.
Per cui, se per caso, nel prossimo futuro dovessi saltare qualche settimana, voi che ora siete a conoscenza dei fatti, sarete comprensivi sul fatto che starò prendendo nuovi ritmi e starò capendo come inserire la newsletter in una routine che sarà tutta da costruire… Ma sapete che tornerò il prima possibile!
Nel momento in cui scrivo non so ancora la data esatta in cui inizierò il nuovo lavoro ma non appena incombenze burocratiche saranno chiuse, inizierò subito.
I collettivi esistono da sempre in arte ed esistono anche in fotografia.
Io ho sempre pensato che fare fotografia fosse un'attività in solitaria, e per certi versi lo è, ma negli ultimi tempi ho capito che la crescita fotografica è sempre una atto che passa anche dal collettivo.
Io posso uscire, scattare fare le mie cose ma è solo confrontandomi con altri che poi posso fare davvero crescere il mio lavoro.
A questo proposito, il mese scorso abbiamo parlato al salotto letterario che tengo a Frequenze Visive del libro “Just kids” in cui Patti Smith racconta della sua storia con Robert Mapplethorpe, libro che mi pareva di avervi già menzionato qui per altri motivi.
Nonostante i due praticassero linguaggi artistici diversi (scrittura e poesia lei versus installazione e fotografia poi lui) si sono sempre confrontati, supportati e incoraggiati nelle rispettive pratiche artistiche.
Sono diventati quello che poi sono stati anche grazie all'opinione continua dell’altro.
Credo che questo passaggio sia importantissimo e penso che circondarsi di amicə che praticano arti o partecipare a collettivi possa essere qualcosa di molto utile per farci crescere.
Chiaro che per funzionare il tutto deve essere fatto con l’intenzione alta di fare crescere l'altro con gentilezza e garbo, senza offese, invidie, gelosie.
Credo che possa essere una cosa importante anche dal punto di vista della motivazione.
Infatti quando tengo i miei corsi sul progetto fotografico, la forza sta proprio nell'atto collettivo di condivisione del percorso, dove vedere la progressione dei progetti degli altri, oltre che obbligare alla riflessione, funge da attivatore continuo.
Se qualcuno vi racconta che sta facendo degli scatti o un progetto su qualcosa, questo fungerà sempre da attivatore: “se lui/lei sta facendo, anche io quasi quasi esco a scattare”.
Chi sono le persone con cui potreste confrontarvi sul vostro lavoro?
Chi sono le persone che potrebbero mostrarvi il loro lavoro?
A chi potete chiedere un'opinione spassionata su quello che state facendo?
Se la risposta è nessuno 😅, scrivete qui sotto dove abitate e magari tra i lettori e le lettrici della newsletter c'è qualcunə che abita vicino a voi e che ancora non conoscete che potrebbe aiutarvi in questa cosa.
Vediamo se questa community si attiva nella condivisione.
Questa settimana, in questo tempo sospeso, non ho registrato il file audio in cui leggo la newsletter.
So che è una cosa che piace a molti di voi, che alcunə ascoltano sempre e che ci fa stare vicini con una diversa intimità, ma ovviamente mi porta del lavoro in più a fronte di una newsletter più lunga degli inizi che mi sono impegnata ascrivere dall’anno scorso.
L’esperienza dell'audio fatta in questi 3-4 mesi è stata utile sia per me che per voi e magari in questo periodo di transizione decido come e se portarla avanti!
Ho visto che Substack ha recentemente attivato la possibilità di fare live: non escludo di fare degli esperimenti anche in tal senso in futuro, in modo che il contatto vocale possa essere sperimentato anche in altri modi.
Vi ringrazio per essere sempre al mio fianco ❤️
Un abbraccio e buona settimana
Silvia
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