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Scienza in rete Newsletter · Jun 19, 2026

La crisi climatica è questione di testa

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Affrontare la crisi climatica, e non schivarla come facciamo di solito, richiede di cambiare modo di pensare: è la tesi del filosofo Matteo Motterlini, che nel saggio Scongeliamo i cervelli, non i ghiacciai passa in rassegna le distorsioni che ci fanno concentrare sul presente e non sul futuro, sullo squalo e non sulla zanzara. Come ci ha insegnato Daniel Kahneman, il nostro cervello ha due marce: la prima reagisce d'istinto, la seconda pensa. Il problema è cambiare quando serve, senza andare fuori giri. Preoccuparsi del futuro e dare credito alla scienza, pur col beneficio del dubbio, richiedono disciplina ed esercizio. Uscire dal loop della ricompensa significa staccarsi dai sistemi escogitati per tenerci legati all'oggi e rimandare le decisioni sul domani, per vivere di tattiche e non di strategie. Qui trovi la recensione di un libro speciale, che ti renderà più consapevole della natura cognitiva, oserei dire neurologica, della crisi del clima.

PS: La lettera aperta pubblicata da Scienza in rete che chiede all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) di nominare un direttore generale competente e indipendente, come chiede la legge, è stata firmata al momento da più di 1200 ricercatrici e ricercatori (prima firma Giorgio Parisi). Abbiamo dovuto interrompere la raccolta di firme attraverso il modulo che accompagnava la lettera perché è stato hackerato. Ma firmare è ancora possibile scrivendo nome, cognome e affiliazione a info@scienzainrete.it.

Luca Carra

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Il cristianesimo conservatore ha modificato l'impianto culturale del partito repubblicano fino a farlo divenire teocratico, come il regime iraniano.
Trump è al tempo stesso il prodotto e l'acceleratore di una progressiva crisi identitaria e di un declino inarrestabile. Se ci s'interroga sulle origini del fervore religioso negli Stati Uniti, si deve chiamare in causa la progressiva perdita di peso della classe media bianca e il definitivo fallimento del melting pot, uniti al calo della centralità americana nel mondo. In tale smarrimento un appiglio identitario è offerto dalla religione e dal valore "inerrante" delle parole della Bibbia, che permette di rifuggire dalla complessità. Le conseguenze per la democrazia sono gravi, prima fra tutte il baratto della libertà con la sicurezza e il benessere. Ne scrive Simonetta Pagliani.

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Nel dibattito sul fine vita le decisioni più difficili da accettare sono quelle che provengono dal disagio mentale. Ne scrive Gilberto Corbellini docente di Storia della medicina e bioetica alla Sapienza, affrontando il tema controverso dell'eutanasia richiesta da persone affette da gravi disturbi mentali: si può riconoscere come autentica e volontaria una simile decisione? L'obiezione principale è che la malattia mentale comprometterebbe necessariamente la capacità di decidere liberamente. Corbellini contesta però questa assunzione, sostenendo che non può essere data per scontata. Il dolore psicologico, pur difficile da misurare oggettivamente, può risultare tanto insopportabile quanto quello fisico e non dovrebbe essere automaticamente considerato meno reale o meno grave. Su questi temi è bene che le discussioni siano il più possibile ancorate ai fatti e le scelte informate e consapevoli siano riconosciute e rispettate.

Una ricerca sulle relazioni tra musica e scienza nell’opera di Galileo Galilei ha portato a una rilettura del ruolo svolto dal padre Vincenzo nella sua formazione culturale.
Il recupero di manoscritti, opere perdute e nuove fonti documentarie restituisce l’immagine di un compositore e teorico della musica più complesso di quanto finora ritenuto e consente di ricostruire parte dell’ambiente musicale, poetico e intellettuale nel quale crebbe il giovane Galileo. Da questo studio è nato il progetto discografico
Galilei: The Sound of Science, che restituisce all’ascolto musiche rimaste in silenzio per oltre quattro secoli. Ne scrive Natacha Fabbri, docente di Storia della scienza all'Università di Siena.

Dalla ricerca scientifica all’innovazione industriale, il futuro economico di un Paese si gioca sulla capacità di trasformare conoscenza in valore.
Se guardiamo l’Italia, che pure eccelle nella produzione scientifica e nella qualità dei suoi ricercatori, fatica però a trattenere talenti e a tradurre i risultati della ricerca in crescita industriale. Tra fuga dei laureati, frammentazione del tessuto produttivo e carenza di grandi imprese ad alta tecnologia, emerge la necessità di un nuovo patto tra università, industria e politica per costruire un ecosistema capace di sostenere lo sviluppo e il benessere sociale del Paese.
Ne scrive Paolo Soldati.

Perché la crisi climatica non ci smuove? Perché continuiamo a posticipare l’inevitabile? Perché ignoriamo chi verrà dopo di noi? Perché cambiare ci costa così tanto? Perché distruggiamo il più prezioso dei beni comuni: la nostra casa, la Terra? Perché crediamo ancora nella crescita infinita, su un pianeta che ha limiti ben precisi? Perché neghiamo l’evidenza? Perché non ci fidiamo della scienza?
Otto domande, a cui negli otto capitoli corrispondenti del recente saggio Scongeliamo i cervelli, non i ghiacciai (Solferino, 2025) risponde Matteo Motterlini, docente di Filosofia della scienza all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Mostrando come le risposte abbiano radici nel nostro modo di pensare: il problema, prima ancora che ecologico, è cognitivo. Il saggio suggerisce come disinnescare le trappole del nostro pensiero, per darci la possibilità di attivare il cambiamento iniziando dall’unico luogo in cui può essere concepito un futuro diverso: il nostro cervello. Lo ha letto per noi Natalia Milazzo.

Una classe di bambini parte da Ramallah in pullman per una gita al mare, diretta verso una località nei pressi di Tel Aviv. Ma il dodicenne palestinese Khaled, unico in tutta la classe, viene respinto al checkpoint, perché ha partecipato a una manifestazione: per lui raggiungere il mare, che non ha mai visto, sarà impossibile. Ma il desiderio rimane, potente: un giorno esce di casa all’alba e riesce a passare in Israele con alcuni operai, raggiungendo e disperdendosi in una Tel Aviv immensa e sconosciuta. Lo racconta il regista Shai Carmeli-Pollak nel film The Sea: un’ora e mezza di buon cinema, coinvolgente, girato da un israeliano e da una troupe mista e prodotto dal palestinese Baher Agbariya. Lo ha visto per noi Maurizio Bonati.

Dalla risposta all’iniziativa europea “Save Cruelty-Free Cosmetics” nasce la roadmap della Commissione UE per sostituire progressivamente i test sugli animali nelle valutazioni di sicurezza delle sostanze chimiche. Un piano che coinvolge 15 ambiti normativi, punta sullo sviluppo e la validazione di metodi alternativi e fissa un principio chiave: nessuna sostituzione sarà possibile senza garantire lo stesso livello di tutela per salute e ambiente. Spiega la questione Anna Romano su Research4life.

Ci leggono benissimo, ben più di quanto possiamo pensare. E finiscono anche per condividere il nostro stato d’animo. Facciamo un giretto in quello che i cani capiscono delle nostre emozioni.

Di questo si occupa la nuova puntata di “Domestici (is back)”, una rubrica dedicata agli animali che vivono con noi, osservati con gli strumenti della scienza per capirli meglio, curata da Anna Romano.

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🌐 Dopo la recente e prematura scomparsa della giornalista Carola Frediani, tra le maggiori esperte in Italia di temi digitali, la redazione di Guerre di rete, progetto editoriale di cui è stata la fondatrice e l’anima, ne annuncia il proseguimento: “Continueremo a pubblicare approfondimenti dedicati al mondo cyber e della tecnologia sul sito guerredirete.it, a organizzare eventi, a curare ebook e a portare avanti la visione di Carola sul giornalismo, in sua memoria.” Qui maggiori informazioni.

🔬Il GSSI – Gran Sasso Science Institute si conferma un’eccellenza nazionale nel panorama della ricerca scientifica italiana. A certificarlo sono i risultati della quarta Valutazione della Qualità della Ricerca condotta dall’ANVUR – Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca per il quinquennio 2020-2024. Il rapporto assegna al GSSI il più alto voto medio per la qualità delle pubblicazioni scientifiche, non solo tra le Scuole universitarie a ordinamento speciale, ma tra tutte le università italiane. Qui maggiori informazioni.

🗓️ Il 27 giugno a Milano a partire dalle ore 16 all’auditorium Magnete (via Adriano 107) l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Milano (OMCeO) propone Musica di ogni genere, una grande occasione per discutere di medicina di genere attraverso la musica di genere. Si tratta del primo Festival musicale organizzato dall’Ordine per parlare di medicina di genere attraverso la musica suonata da medici e odontoiatri. Le esibizioni musicali saranno intervallate da testimonianze. L’evento è patrocinato da Fondazione Onda e Associazione Italiana Donne Medico. Qui maggiori informazioni.

🗓️Dal 2 al 5 luglio a Busalla (GE) decima edizione del Festival dello Spazio: l’edizione di quest’anno accende i riflettori sulla Space Economy come leva strategica di crescita economica e industriale per il Paese. Per quattro giorni il Festival dello Spazio riunisce istituzioni, imprese, ricerca e mondo accademico per discutere le sfide che stanno ridisegnando il futuro del settore in Italia e in Europa. Altro tema centrale del programma è il ritorno alla Luna, non più come semplice impresa esplorativa ma come progetto di presenza umana stabile e sostenibile. Qui maggiori informazioni.

🗓️ Dal 13 al 17 luglio a Bologna, presso l’Opificio Golinelli (via Paolo Nanni Costa 14) si tiene la Bologna Summer School of Genome Regulation, una scuola intensiva in inglese rivolta a giovani scienziati e scienziate nel campo biomedico, interessati ad approfondire i principi molecolari della trascrizione, dell’epigenetica e dell’organizzazione del nucleo cellulare. La scuola è organizzata da G-Lab Srl Impresa Sociale in collaborazione con la Fondazione Golinelli. Qui maggiori informazioni.

🔬Ridisegnare il mondo, creare reti: su Orizzonti si parla di design. Non solo lampade e poltrone: la ricerca nel campo del design al Politecnico di Torino vola oltre le pareti domestiche per occuparsi del territorio, con la sua storia, le persone che lo abitano, le infrastrutture, i sistemi produttivi, le aziende e i prodotti da valorizzare e riscoprire. Una ricerca che esce dal perimetro che siamo abituati a collegare al design per diventare sistemica, allargandosi a studiare come creare reti relazionali tra enti e imprese, per ottimizzare e rendere sostenibile la produzione. Ne parlano Sergio Cima e Natalia Milazzo su Orizzonti. Sguardo ai confini della ricerca, il magazine del Politecnico di Torino creato da Zadig. Qui puoi leggere il long form.

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