📬Questa è Sacro&Profano, la newsletter che ogni settimana ti fa capire due o tre cose sul mondo attraverso le lenti della religione, senza essere confessionale.
Restiamo in Italia oggi, tra futuri possibili e scenari presenti: la tecnologia ci rende soli insieme. Un paradosso che però crea uno stato di identificazione collettiva in una condizione precisa. Qualcosa di simile al rito. Il tema è la simultaneità.
Fine del prologo, si comincia!
Oggi vi racconto di una notizia curiosa che parla di un rapporto quanto mai dinamico: quello tra sacro e tecnologia. Tra le app per seguire la Messa o sgranare rosari, fino ai monaci buddhisti robot, c’è un contatto interessante tra due mondi che - per certi versi - sono profondamente non-umani. La tecnologia è il simbolo di tutto quanto non è umano, sintetico, freddo. Ma anche una parte del sacro e del religioso è un non-umano. Spazi proibiti, oggetti che non si possono toccare (come i Sefer Torah, i rotoli che durante la lettura non possono essere toccati a mani nude), personaggi non umani (angeli, demoni, djinn, spiriti). Ecco perché questa notizia curiosa di qualche giorno fa mi ha acceso tutta una serie di lampadine nella testa. La notizia di cui parlo è quella di ‘Machina Sacra’ la prima processione digitale realizzata in Italia che ha attraversato e coinvolto un intero borgo: il santo, o la croce, sono stati sostituiti da uno schermo digitale, che ha guidato i fedeli gestendoli da remoto attraverso un sistema d’intelligenza artificiale che ne controllava gli smartphone, i lumini del futuro.
La processione/perfomance si è svolta a Bosco, località di San Giovanni a Piro (Salerno), in Cilento, nell’ambito del festival ‘MicroCosmi’: l’opera è stata deposta nella Cappella del Carmine, dove resterà fino al 12 luglio.
È importante ribadire che tutto questo non è stato un gesto religioso, ma un progetto artistico, a cura di Max Magaldi e Matteo Mandelli. Che in una nota spiegano:
“l’intera comunità in una riflessione sul sottile confine tra ciò che ci connette e ciò che ci separa nasce nell’anno di ‘Magnifica Humanitas’, l’enciclica di Papa Leone XIV dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, inserendosi in una riflessione contemporanea sul rapporto tra spiritualità, tecnologia e collettività”.
E ancora
“Un’inedita processione che percorre le vie di un borgo portando a spalla un grande schermo digitale. Ad aprire il rito, un atto di incisione dello schermo attraversa l’immagine alla ricerca della luce, trasformando il dispositivo in un luogo di attraversamento e rivelazione”.
Durante il percorso, le persone hanno partecipato accompagnando l’azione con i propri smartphone, connessi all’opera tramite un qr code: ogni dispositivo ha trasmesso una litania digitale che si è propagata in tutte le strade sonorizzando la processione e al contempo illuminandone il percorso e i volti fino alla tappa conclusiva, quando l’opera è stata deposta nella Cappella del Carmine di Bosco.
“Non volevamo mettere in discussione la fede, ma osservare come cambiano i simboli che attraversano il nostro tempo. Le processioni non parlano solo di religione: parlano di comunità, di appartenenza e di ciò che decidiamo di seguire”, ha dichiarato Matteo Mandelli. “A testa bassa, quando col telefono tra le mani scrolliamo, scriviamo, commentiamo, cerchiamo, compriamo, crediamo che quel momento sia nostro. Intimo, privato. Invece, proprio in quel momento siamo parte di una nuova liturgia, collettiva e inconsapevole, durante la quale cediamo tutti le stesse cose: dati, attenzione, tempo, presenza - dice Max Magaldi - ‘Machina Sacra’ prende questa liturgia e la rende visibile. Perché la separazione non è un difetto del rito. È il rito. Separarci, tutti insieme”.
🤖#126 La prima Enciclica di Leone
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May 27
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Nei giorni precedenti l’evento, gli artisti hanno lavorato a porte aperte negli spazi di Casa Ortega – quella che fu la casa del pittore realista spagnolo José Ortega, antifranchista ed esule per scelta proprio a Bosco. La residenza è diventata luogo di incontro con la comunità, la Parrocchia e la Pro Loco di Bosco, occasione di dialogo sui temi del digitale e sul significato stesso dell’opera.
A seguire, ‘Machina Sacra’ si è attivata nello spazio pubblico trasformando il borgo in uno spazio condiviso e, infine, la liturgia conclusiva ha portato ad un’ostensione contemporanea che ha prolungato il tempo del rito trasformando la performance in una presenza che ha permesso di essere ancora vissuta collettivamente fino al 12 luglio.
Devo dire che l’immagine del video mi ha subito rimandato ad un videogioco che ho amato profondamente: Cyberpunk 2077. Nel gioco ci sono diversi momenti che parlano di religione o che hanno simbologie religiose. Non vi racconto nulla per non spoilerare, ma un elemento interessante è che nell’unica chiesa visitabile ci sia la possibilità di collegarsi con una cabina che assolve i peccati del protagonista. L’estetica di quel momento (e di tutta l’opera) e di ‘Machina Sacra’ mi sono sembrati terribilmente vicine. Magari Simone Baldetti 🎮📿 sulla sua newsletter potrebbe approfondire questa storia, la mia resta una suggestione.
🕹️#37 Videogiochi e religione
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November 3, 2024
📬Questa è Sacro&Profano, la newsletter che ogni settimana ti fa capire due o tre cose sul mondo attraverso le lenti della religione, senza essere confessionale.
Un piccolo network di substackers che si occupano di religione si è formato da ormai parecchi mesi. Oggi siamo in sei. Speriamo di crescere e dare, ciascuno per il proprio stile e la propria agenda, un contributo utile alla diffusione di questi temi.
Oltre a me vi invito a seguire iscrivendovi a:
Senza Mulini di Elisa Belotti
The God Gap di Ilaria W. Biano
Giochi Sacri di Simone Baldetti
La Buona storia di Andrea Bosio
Parole Sante di Sante Altizio
🫶 Siamo arrivati alla fine di questa newsletter. Spero ti sia piaciuta. Dammi un feedback se puoi, ma soprattutto - se questo mio lavoro ti piace - fai conoscere ai tuoi amici questo progetto, vuoi? A presto!

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