RSS Amplifier

Sacro&Profano · Jul 12, 2026

🌾#138 Rassegna stampa /20

0
Sign in to vote or save

Lucandrea Massaro · Sacro&Profano

📬Questa è Sacro&Profano, la newsletter che ogni settimana ti fa capire due o tre cose sul mondo attraverso le lenti della religione, senza essere confessionale.

Ci avviciniamo al momento in cui vi farò ciao con la manina per un po’. Essenzialmente ad agosto non pubblicherò nulla. Specialmente almeno fino a dopo Ferragosto perché non mi porterò in vacanza il computer, vorrei sinceramente evitare di avere anche solo la tentazione di fare qualcosa di ‘produttivo’. Sarà plausibile che ricominci a macinare dall’ultima settimana di agosto, ma non ne sono certo, vorrei godermi davvero queste vacanze e se possibile, dedicarmi un po’ alle letture. E voi cosa farete in estate?

Fine del prologo, si comincia!

Condividi

Un campo di spighe di grano in una giornata di sole con il cielo azzurro

Non posso non iniziare da Mario Adinolfi e il suo arresto al mattino di pochi giorni fa. Devo dire che erano giorni che volevo in qualche modo tornare su di lui, sulla sua evoluzione, sulla sua crociata contro i negozietti alimentari gestiti da immigrati del Bangladesh - non a caso questi esercizi vengono chiamati a Roma ‘bangladini’, un po’ come gli empori con dentro di tutto ‘il cinese’ - contro cui si è scagliato dopo l’efferato triplice omicidio che ha colpito proprio una famiglia originaria del Bangladesh, uccisi da un connazionale. Come detto ci torneremo, ora sarebbe quasi come ‘colpire’ chi è a terra, e poi è importante capire come evolve l’arresto di Adinolfi, accusato di truffa e di evasione fiscale.

Secondo l’inchiesta per truffa ed evasione fiscale che lo ha portato agli arresti domiciliari, Mario Adinolfi avrebbe truffato decine di persone per 4,7 milioni di euro e avrebbe evaso il fisco per 400mila euro. Sarebbe riuscito a farlo sfruttando la sua notorietà di giornalista e politico: è stato parlamentare, ha fondato il partito ultraconservatore Il Popolo della Famiglia e ha sempre predicato valori morali tradizionali e in linea con la fede cattolica.

Adinolfi univa a questo una certa fama da giocatore professionista di poker, e anche per questo molte persone – non si sa ancora quante – gli avrebbero affidato i loro soldi per partecipare al suo sistema di “Scommessa collettiva”, che secondo le indagini sarebbe cominciato nel 2005. Il principio di questi sistemi è semplice: raccogliere molto denaro per scommetterlo su più fronti, per massimizzare le vincite ma anche per coprire eventuali perdite (Il Post).

Repubblica e Corriere hanno intervistato due delle presunte vittime che hanno parlato di fiducia legata al suo essere un “fervente cattolico” e il capo del “Popolo della Famiglia”. Una coppia sostiene anche che lo ha sempre votato.

Dal canto suo Mario Adinolfi si professa totalmente innocente e dice di fare “la vita di un monaco”

Nella nota diffusa l’ex parlamentare aggiunge che affronterà “la gigantesca saldatura di alcuni interessi che vogliono vedermi nel fango, affronterò la violazione istantanea del segreto istruttorio con la diffusione ai media di ogni dettaglio delle carte che dovrebbero essere secretate fino alla fine delle indagini preliminari, affronterò l’onta del braccialetto elettronico che a Roma si riserva solo agli autori di crimini violenti e neanche a tutti loro” (Ansa).

🕵️‍♂️#83 Chi è Mario Adinolfi?

·

November 9, 2025

📬Questa è Sacro&Profano, la newsletter che ogni settimana ti fa capire due o tre cose sul mondo attraverso le lenti della religione, senza essere confessionale.

Forse perché ormai tutto quello che fa Trump - anche le cose più pericolose o insolite - vengono date per scontate o forse perchè la notizia non è stata recepita granché, fatto sta che si è parlato poco del nuovo, organizzato, attacco alla laicità dello Stato in negli USA. Probabilmente per noi europei questa separazione non è percepita granché perchè ci lasciamo ‘distrarre’ dal fatto che il discorso pubblico è fortemente intriso di citazionismo religioso, specie cristiano. Anche da chi non è credente, magari oggi meno, ma citare la Bibbia non è strano o fuori luogo, ma parte dell’armamentario retorico pubblico. Il fatto stesso di giurare sulla Bibbia in tribunale o quando si inizia il servizio in una carica pubblica è un elemento che in Europa sembra contraddire questa separazione, ma la questione c’è ed esiste. Alle organizzazioni religiose vengono dati molti sgravi e agevolazioni, ma gli stati o il governo federale non possono legiferare a vantaggio di una specifica fede. Trump però deve pagare una cambiale alla destra cristiana e ha varato la Religious Liberty Commission per reinterpretare la Costituzione americana

Per capirlo basta guardare i nomi di chi la compone. Il presidente è il vice governatore del Texas Dan Patrick, non si capisce bene a che titolo, mentre il vice è l’ex candidato presidenziale repubblicano Ben Carson. I membri sono tutti cristiani, più un ebreo ortodosso. Per i cattolici ne fanno parte il vescovo Robert Barron, alleato di Trump fra i più conservatori nella gerarchia americana, e l’ex arcivescovo di New York Timothy Dolan, a cui papa Leone non ha esteso il mandato dopo il settantacinquesimo compleanno. Le altre religioni professate negli Usa, o chi non ne professano alcuna, non esistono (Repubblica).

Premetto che sebbene non sia il prototipo dell’Alleato delle persone LGBT+ cerco di essere sempre il più rispettoso possibile. E se sull’omosessualità credo di avere le idee chiare abbastanza, sono più a disagio con alcune delle sigle del variegato mondo queer, in particolare con trans e asessuali. Non è questo il luogo per approfondire questo tema, ma mi pare che ci sia - non solo negli USA dove il dibattito è più forte che altrove - una questione apertissima tra persone lesbiche, omosessuali e bisessuali e tutto il resto dell’allegra brigata del Pride. Per questo il commento dello scrittore omosessuale cristiano Matthew Vines (autore di God and the Gay Christian: The Biblical Case in Support of Same-Sex Relationships) sul New York Times ha catturato la mia attenzione. Vines fa questo ragionamento - sul pericolo per le persone LGB della diffusione del termine queer - partendo dal fatto che dopo il riconoscimento del diritto delle persone omosessuali di sposarsi, in molte chiese (lui è battista) pur con strappi dolorosi, sono sempre di più le comunità cristiane dove gay e lesbiche possono sposarsi. Il termine queer, che non descrive un orientamento sessuale, ma una opposizione alle etichette di genere e di potere tout court, che negli ultimi anni è divenuto egemene nel mondo LGBT+ e che addirittura è maggioritario tra gli under-30. Questo fa mettere in discussione uno degli assunti più importanti per la comunità omosessuale: che non sia una scelta, ma che si nasca così. Il movimento per i diritti dei gay ha cambiato il mondo dimostrando che essere gay non è una ribellione contro la vita ordinaria. È semplicemente un modo di viverla, altrettanto dignitoso e umano quanto essere eterosessuale. Ma queer non è gay

la vastità di significati che rende “queer” attraente per alcuni fa sì che il termine sia anche incredibilmente facile da adottare per chiunque, indipendentemente dall’orientamento sessuale, come una sorta di etichetta identitaria radical chic. Poiché la parola “queer” può descrivere qualsiasi deviazione dalle norme sociali, diventa una porta aperta attraverso la quale quasi chiunque può entrare. Poliamoroso? Queer. Vagamente a disagio con le aspettative di genere? Forse anche in questo caso queer.

Questa flessibilità ha contribuito ad alimentare un forte aumento di giovani che si identificano in modo diverso dall’eterosessualità, anche se è improbabile che intraprendano mai una relazione omosessuale. Parte di questo aumento rappresenta persone che prima vivevano nell’ombra ma che ora sono libere di essere oneste riguardo al proprio orientamento sessuale, il che è uno sviluppo positivo. Ma la tendenza più ampia ad allargare sempre di più la definizione di “queer” ha offuscato un messaggio pubblico un tempo chiaro su chi siano le persone gay. L’essere gay inizia ad apparire meno come un tratto innato e più come un’ideologia o un’estetica scelta.

Ridurre la realtà immutabile dell’omosessualità sotto la bandiera ben più malleabile della “queerness” mina un principio cardine dei diritti dei gay: ovvero che l’orientamento sessuale non sia una scelta. E i sondaggi suggeriscono che questo principio si stia effettivamente indebolendo; la percentuale di americani che crede che si nasca gay è diminuita nell’ultimo decennio.

In un periodo di forte reazione negativa, questa confusione non è qualcosa che le persone gay possono permettersi, soprattutto quelle che vivono in stati conservatori e comunità religiose. Nel mio lavoro con il Reformation Project, che promuove l’accettazione delle relazioni tra persone dello stesso sesso nella chiesa, ho notato che i cristiani conservatori sono diventati notevolmente più cauti negli ultimi anni. Persino coloro che, seppur a malincuore, avevano accettato la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, sono diventati sempre più allarmati dalla sensazione che il movimento LGBTQ manchi di principi limitanti chiari. E sebbene il recente e netto calo del sostegno all’uguaglianza matrimoniale tra i repubblicani sia solo una parte di una più ampia escalation di populismo da guerra culturale, la perdita della chiarezza e della moderazione del messaggio che un tempo attraeva la maggioranza di loro non ha certo giovato.

📖#68 Una cosa che ho letto /2

·

June 30, 2025

📬Questa è Sacro&Profano, la newsletter che ogni settimana ti fa capire due o tre cose sul mondo attraverso le lenti della religione, senza essere confessionale.

Dagli Stati Uniti arriva la dieta basata sulla Bibbia. Tranquilli nessuno storico, e nessun nutrizionista è stato interpellato per costruire questo modello di alimentazione basato interamente sugli accenni legati alle scritture su tutti i cibi mangiati dal popolo ebraico e da Gesù e gli apostoli nel Vangelo. Ovviamente tutto questo viene dalla galassia tradizionalista del mondo cristiano americano con - a mio avviso - non poche contraddizioni (scommetto che il fatto che il Battista mangiasse le cavallette non viene nominato…). Da un lato c’è una lotta (finalmente) ai cibi ultraprocessati (che peraltro sono proprio una invenzione americana…), dall’altro c’è un letteralismo e un rischio di identitarismo altissimo. Ne avevamo anche parlato. Comunque ci introduce a questo approfondimento Facta con un pezzo di Elisa Belotti:

Quali sono quindi i cibi consigliati per mangiare in modo “biblico”? Innanzitutto i derivati animali e la carne, stando a una particolare visione teologica del rapporto tra esseri umani e resto della creazione: Dio avrebbe affidato agli esseri umani il dominio sugli animali e avrebbe previsto il loro utilizzo come fonte di nutrimento.

Questa impostazione si intreccia con narrazioni culturali più ampie che associano la carne a forza e autenticità, ritraendola insieme ai latticini come «cibo vero» in contrasto ai prodotti ultraprocessati o a base vegetale. Negli Stati Uniti, l’enfasi sulle proteine animali è diventata anche un elemento identitario in alcuni ambienti conservatori, dove la bistecca e il latte intero vengono presentati come simboli di salute, tradizione e opposizione a stili di vita percepiti come troppo moderni o ideologici, tra cui lo stile di vita vegano.

Un’estremizzazione di questa linea di pensiero sfocia nel consumo di latte non pastorizzato, incoraggiato anche da figure come Robert F. Kennedy Jr., attuale Segretario della salute e dei servizi umani degli USA. Il raw milk viene presentato dai suoi sostenitori come un alimento più autentico e naturale, meno sottoposto al controllo delle istituzioni e della regolamentazione industriale. Attorno a esso sono nati dei veri e propri rituali collettivi, come i Raw Milk Party, feste private in cui il consumo del latte non pastorizzato diventa un gesto identitario e una presa di posizione contro la scienza istituzionale (molto diffuso è anche lo scetticismo verso l’intolleranza al lattosio) con significati religiosi legati all’idea di un ritorno a una creazione non alterata dall’intervento umano.

Un piccolo network di substackers che si occupano di religione si è formato da ormai parecchi mesi. Oggi siamo in sei. Speriamo di crescere e dare, ciascuno per il proprio stile e la propria agenda, un contributo utile alla diffusione di questi temi.

Oltre a me vi invito a seguire iscrivendovi a:

🫶 Siamo arrivati alla fine di questa newsletter. Spero ti sia piaciuta. Dammi un feedback se puoi, ma soprattutto - se questo mio lavoro ti piace - fai conoscere ai tuoi amici questo progetto, vuoi? A presto!

Read the original on sacroeprofano.substack.com

Comments

Nothing yet. Say the first thing.

    Sign in to join the conversation.