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Sacro&Profano · Jul 19, 2026

📖#140 Una cosa che ho letto /5

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Lucandrea Massaro · Sacro&Profano

📬Questa è Sacro&Profano, la newsletter che ogni settimana ti fa capire due o tre cose sul mondo attraverso le lenti della religione, senza essere confessionale.

Il tema degli abusi è il tema del potere nelle comunità, un abuso avviene dove un potere lo permette, anche solo sostenendo l’abusante o cercando di zittire la vittima. Parlare a favore delle vittime o contro il sistema è lo stesso. Ecco perché questo libro vale la pena di essere letto…

Fine del prologo, si comincia!

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Qui una presentazione lampo del volume dell’autrice

Torniamo a parlare di un tema essenziale per la Chiesa cattolica, quello degli abusi da parte del clero. Dal tempo della grave crisi - anche reputazionale - della Chiesa di Boston (si veda il bel film Spotlight) nei primi anni 2000, il tema è entrato prepotentemente nella vita della Chiesa a livello mondiale.

Più che un semplice saggio d’inchiesta, il volume è un invito a guardare in faccia la realtà (Osservatore Romano).

Con momenti che si sono alternati tra un liberatorio “è un problema della cultura anglosassone” alla dirompente consapevolezza che fosse un problema globale e che probabilmente è sorto - pubblicamente - prima in America e mondo anglosassone per due motivi: la qualità generale del giornalismo e la cultura dell’accountability.

Ecco perché l’agile libro “Violenze e abusi nella Chiesa” (Paoline, 70 pagine circa) di Maria Elisabetta Gandolfi, giornalista e caporedattrice di una rivista importante nel mondo ecclesiale italiano, cioè Il Regno, è a mio avviso molto importante.

Il primo motivo è che parlare di questo problema è essenziale per risolverlo. L’omertà è una seconda ferita, una prosecuzione dell’abuso e questo di per sé non è accettabile per una istituzione come la Chiesa. Tenere alta l’attenzione è un dovere morale di ogni battezzato.

Il secondo motivo è che Maria Elisabetta è una giornalista e una giornalista cattolica che scrive su una rivista cattolica.

Sebbene su alcuni aspetti specifici (come la piaga della pedopornografia, abusi sessuali e del sexting) il giornale dei vescovi italiani, cioè Avvenire sia in prima linea nel parlare di queste problematiche, rappresentando un esempio virtuoso per la stampa italiana (Rapporto Telefono Azzurro 2024), è anche vero che per seguire il caso di abusi del sacerdote Giuseppe Rugolo o il coinvolgimento del Vescovo della diocesi di Piazza Armerina, monsignor Rosario Gisana, e del vicario Vincenzo Murgano, accusati di falsa testimonianza, bisogna leggere i giornali laici come Domani o il Fatto Quotidiano. In questo senso il lavoro di Federica Tourn sul tema è stato prezioso…

🙅#59 L'abuso

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May 4, 2025

📬Questa è Sacro&Profano, la newsletter che ogni settimana ti fa capire due o tre cose sul mondo attraverso le lenti della religione, senza essere confessionale.

Si diceva appunto che valorizzare la competenza giornalistica di chi lavora nella Chiesa - anche in senso lato - diventa una forma di servizio alla Verità che è - per il credente - coincidente con Gesù Cristo. Di più le critiche da dentro sono il modo migliore per permettere alla Chiesa di crescere come istituzione e come comunità. Come dice Gandolfi, l’abuso è una “ferita per tutti”

La riparazione di questa ferita pone al centro dell’attenzione innanzitutto le vittime, che non possono essere allontanate perché «Dio [è] nelle vittime». […] Riguarda l’asimmetria maschile/femminile nei livelli gerarchici, che spesso ha consentito di porre sotto la maschera della “purezza” storture e disturbi patologici. Riguarda la sacralizzazione del ruolo del sacerdozio, ma anche della vita religiosa. Riguarda la gestione del potere nella Chiesa, come in ogni grande società complessa (p 35-36).

Rimettere in fila queste priorità è puntare un dito verso una idea di Chiesa che non è più al passo con la storia, anche con la propria. Del resto la Chiesa vive alcune contraddizioni circa il “potere” al proprio interno: i teologi hanno autorità per spiegare la Parola di Dio, per aiutare i vescovi ad esercitare il magistero, ma poi non possono parlare dal pulpito (come ribadito frettolosamente dal Vaticano alla chiesa tedesca). I laici sono invitati ad aiutare a gestire e amministrare ma se sono donne non hanno potere di firma nei Dicasteri della Santa Sede e devono affidarsi al loro vice perché vescovo (in realtà perché maschio, visto che il vincolo per essere ordinati è essere battezzati di sesso maschile). Alle donne è permesso studiare teologia dagli anni ‘60, per avere una donna (però suora…) a capo di un dipartimento di teologia abbiamo atteso il 2011 con Suor Mary Melone all’Antonianum di Roma. Per dire.
Questo sembra un uscire dal seminato del libro della Gandolfi, ma permette di far capire - al lettore non cattolico - in quale spazio si muovano le critiche al potere e al “clericalismo”.

Ma oltre a scuotere il potere, si scuote la fede per ogni abuso che avviene e che mette in crisi la vittima due volte: prima come persona abusata, poi come persona che rischia di mettere in discussione la propria fede per colpa di un sacerdote e di un sistema che lo copre.

Infatti, ogni volta che emerge un “caso”, a maggior ragione all’interno della Chiesa, la fede viene scossa: perché un prete, un ministro consacrato tramite un sacramento e che ha percorso un lungo cammino di formazione, compie una violenza, spirituale e talora anche fisica, sui “piccoli” che si affidano a lui, su chi si confida con lui cercando di leggere il proprio percorso spirituale oltre che umano? (p 44-45)

Domande che devono scuotere le strutture gerarchiche anche se possono diventare imbarazzanti o dolorose, anche se dovessero scuotere equilibri secolari.

Gandolfi nel suo libro punta il dito anche sulla Chiesa italiana che con maggiore timidezza rispetto ad altre conferenze episcopali europee, non si è ancora convinta completamente a dotarsi di strutture dedicate alla tutela degli abusati, ad aprire i registri diocesani, a costruire una cultura della trasparenza. Tutto è ancora a macchia di leopardo con forti differenze territoriali, segno di un’urgenza che non viene percepita come tale e quindi di una mancanza di conversione.

Comprate il libro, leggetelo, regalatelo ai parroci, ai direttori di seminario e magari anche al vescovo della vostra città, magari cambia qualcosa…

Un piccolo network di substackers che si occupano di religione si è formato da ormai parecchi mesi. Oggi siamo in sei. Speriamo di crescere e dare, ciascuno per il proprio stile e la propria agenda, un contributo utile alla diffusione di questi temi.

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