Per i ragazzi capire esattamente cosa fa un commercialista non è poi cosi semplice, quanto meno non lo è stato per me tra le medie ed il liceo.
Ho perso mio padre presto e del suo essere professionista non ho ricordi “tecnici” ma tutti si intrecciano con il suo essere uomo. Ed è forse questa, per chi sa riscoprirla, la forza di questa professione.
Due momenti hanno definito il mio modo di intendere questa professione. Hanno aiutato me, magari il racconto può aiutare anche chi oggi si avvicina a questa professione (che fa fatica a ritrovarsi).
Il primo risale a molti anni fa, in montagna, d’agosto. Per caso mi ritrovai a un aperitivo tra mio padre — commercialista — e un suo cliente imprenditore. Non era un incontro programmato, ma quell’imprenditore aveva una decisione da prendere: non urgente, forse, ma abbastanza importante da togliergli il sonno.
Mio padre lo ascoltò. Dopo qualche minuto tirò fuori una penna e scrisse alcuni numeri su un tovagliolo. Una piccola tabella, all’apparenza elementare.
Quando restammo soli gli chiesi come fosse possibile che due numeri avessero cambiato l’umore di quell’uomo.
Mi rispose che la sintesi poteva sembrare semplice; costruirla, no. E soprattutto quei numeri non erano “solo numeri”: erano uno strumento per aiutare qualcuno a decidere. Aggiunse poi qualcosa che non ho dimenticato: costruire l’analisi presuppone competenze e non è sempre facile, ma prendere la decisione è molto più complesso. Perché nelle PMI le scelte non restano confinate all’azienda — entrano in casa, nelle relazioni, nelle preoccupazioni di ogni giorno.
Mi immaginai quell’imprenditore tornare a casa, sedersi con la moglie, e discutere fino a tardi davanti a quel tovagliolo.
Il giorno dopo, mio padre li avrebbe rivisti per aiutarli a ragionare sulla scelta.
Era agosto, ma era lì lo stesso.
Ricordo la gratitudine dell’imprenditore. E la soddisfazione di mio padre.
Da allora ho capito una cosa: il nostro lavoro di professionisti non finisce con l’analisi.
Il nostro obiettivo come professionisti deve essere quello di aiutare chi fa impresa a prendere delle decisioni, magari essendo cosi bravi a sintetizzare le informazioni rilevanti sul tovagliolo di un bar all’ora dell’aperitivo. Comprendendo che le decisioni spesso seguono dinamiche non solo aziendali ma anche familiari.
Un altro elemento che mi aiutò a chiarirmi le idee sulla professione fu questa pubblicità che potete vedere qui sotto. Spesso trovo banali, autoreferenziali se non controproducenti le comunicazione istituzionali ma a questa sono molto legato.
Credo abbia abbondantemente più di 35 anni e sicuramente risente del tempo ma quella foto mi è sempre piaciuta. Ed oggi che si discute tanto sul futuro della professione io non riesco a dimenticare che in fondo il nostro obiettivo come professionisti deve essere quello di aiutare chi fa impresa a prendere delle decisioni, magari essendo cosi bravi a sintetizzare le informazioni rilevanti sul tovagliolo di un bar all’ora dell’aperitivo. Comprendendo che le decisioni spesso seguono dinamiche non solo aziendali ma anche familiari.

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.