C’è una frase che sento ripetere in loop dalla maggior parte delle donne che vogliono avviare una professione con la scrittura e arrivano alle call con i nostri consulenti.
Ma anche da chi mi scrive in privato, o da chi mi segue da mesi senza mai fare il passo.
La frase è questa:
Sì, ma io parto da zero.
Me lo dicono con voce rassegnata, con la certezza tranquilla di chi ha già deciso che la montagna è troppo alta prima ancora di avvicinarsi.
Ma in fondo sappiamo tutti che quella frase non è vera.
È solo la storia più comoda che ci raccontiamo…
per non iniziare mai.
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Se sogni di cambiare vita e lavoro e costruire una professione con la scrittura che ti dia la libertà che hai sempre voluto, e ti stai ripetendo anche tu questo infido mantra, sappi una cosa.
Quello che hai fatto finora non è una parentesi da dimenticare.
Non è tempo da ammortizzare.
È materia prima bella ricca.
Il cervello ha un meccanismo preciso e subdolo: tutto ciò che vediamo ogni giorno smette di sembrarci importante.
Lo archiviamo come sfondo, come ovvio, come scontato.
Vale per la strada sotto casa.
Per le persone che frequentiamo da anni.
E vale soprattutto per le nostre competenze.
Quello che sai fare bene da anni lo fai senza fatica, senza sforzo visibile.
E tutto ciò che non costa fatica, indovina?
Smetti di considerarlo prezioso.
Così cerchi la svolta a chilometri di distanza, mentre è seduta accanto a te da sempre.
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Lasciami raccontarti di una donna (la chiamo Chiara) che quando è arrivata da me era convinta di dover ricominciare tutto da capo.
Dipendente, con un lavoro che non la soddisfaceva più, qualche piccolo cliente freelance saltuario.
Non aveva alcunché di strutturato, e nemmeno certezze.
Si ripeteva esattamente quel mantra: troppo poco, troppo tardi, partenza da zero.
Poi abbiamo invertito la rotta e guardato quello che aveva già:
gli anni di lavoro,
il settore che conosceva a memoria,
le persone nella sua rubrica.
E persino il suo stesso datore di lavoro – che per anni aveva visto solo come capo –, con uno sguardo diverso era diventato qualcos’altro.
Un’azienda che la conosceva, si fidava già di lei, e aveva bisogno di comunicare meglio.
In due mesi Chiara ha superato i cinquemila euro.
Oggi sta costruendo uno studio di comunicazione con sua sorella, per le aziende del suo territorio.
Non ha imparato qualcosa di rivoluzionario: ha smesso di svalutare quello che aveva già.
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Dentro questa storia ci sono tre cose che vale la pena nominare, perché sono certa che le hai anche tu ma non le consideri come dovresti.
1 | L’esperienza accumulata.
Non come elenco di mansioni, ma come capacità di giudizio. Sai leggere le situazioni, sai gestire le persone difficili, sai tenere la calma quando intorno crolla tutto?
Ecco, questo non si insegna in nessun corso, si sedimenta negli anni.
2 | La conoscenza di un settore.
Parli già il linguaggio di un certo tipo di aziende, conosci i loro problemi prima ancora che te li raccontino? Chi arriva da fuori ci mette anni ad acquisire quello che per te è normale. E le aziende pagano molto volentieri chi le capisce senza bisogno di spiegazioni.
3 | La rete di persone intorno a te.
Non vederlo solo come un elenco statico di contatti, ma come delle porte. Molte delle quali chiuse, non perché qualcuno te le abbia sbattute in faccia, ma semplicemente perché non hai ancora bussato.
Vedi? Se ci fai caso il tuo primo cliente, nella maggior parte dei casi, è già nella tua vita.
Lo devi solo guardare diversamente, non smaniare per trovarlo lontano.
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A questo punto, so già l’obiezione che ti sta balzando in testa.
Chiedere ai miei contatti mi imbarazza, mi sembra di disturbare.
Fai così: quando lo pensi, cambia la prospettiva.
Non stai chiedendo un favore, ma segnalando una disponibilità.
Ce ne passa di acqua sotto i ponti tra “scusa, mi potresti aiutare” e “ho iniziato a occuparmi di questo, se mai ti servisse, sono qui.”
Facci caso: la prima frase ti mette in una posizione di bisogno, la seconda ti mette al posto che ti spetta, da professionista.
Molto spesso dall’altra parte non c’è fastidio, anzi.
C’è sollievo, perché quella persona aveva un problema e tu sei la soluzione che già conosceva.
Se vuoi vedere questo ragionamento sviluppato nel dettaglio, con esempi concreti e il metodo completo, ho pubblicato un video YouTube dedicato a questo tema: lo trovi qui.
(Se invece preferisci l’audio, puoi ascoltarlo qui in formato podcast su Spotify).
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Chiudo con un piccolo ma impattante riassunto di questa email.
Non parti da zero: possiedi già più di quanto credi!
Il primo passo da fare?
Sicuramente non è imparare tutto da capo.
Ma smettere di cercare lontano quello che hai vicino da sempre.
Ora tocca a te: c’è una competenza che dai così per scontata da non averla mai considerata come qualcosa di spendibile?
Scrivimelo in risposta a questa email o qui sotto nei commenti.
Mi sono resa conto che molto spesso basta nominarla per vederla con occhi nuovi.
Monica
Monica Pirozzi
Copywriter | Founder TCG
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Scrivere per lavoro ad alti livelli
Inizia su YouTube
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P.S.
Se vuoi capire come applicare i consigli che ti ho lasciato in questa email alla tua situazione specifica, il team di TCG offre una consulenza gratuita in cui guardiamo insieme quello che hai già e costruiamo il punto di partenza giusto per te.
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