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Monica Pirozzi · Jul 14, 2026

Il nuovo lusso non è la vacanza ad agosto

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Monica Pirozzi · Monica Pirozzi

Ogni estate succede la stessa cosa.

Sai quale?

Quando arriva agosto, le persone iniziano a fare i conti.

Giorni di lavoro rimasti, giorni di ferie usati, giorni di ferie da negoziare con qualcuno che ha il potere di concederli o no.

E in quel piccolo rituale contabile si cela una verità che non tutti vogliono guardare in faccia per quello che in realtà è.

Però adesso te lo dico io, qual è questa realtà.

Una vita in cui la libertà si misura a giorni non è una vita libera.

È una vita con uno stipendio sicuro, ma razionata.

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Quando parlo di libertà non intendo quella patinata delle foto sui social, i piedi nell’acqua turchese, il cocktail al tramonto.

Quella è una parentesi.

Perché dura due settimane, in qualche caso tre, poi si chiude.

La libertà che mi interessa è più discreta, meno fotografabile, e vale infinitamente di più.

La descriverei così:

  • È alzarsi una mattina di mercoledì e decidere tu come riempirla.

  • È non dover costruire una giustificazione ogni volta che la tua vita personale entra in contatto con il tuo lavoro.

  • È non dipendere dall’umore, dalla generosità o dalle priorità di qualcun altro per gestire il tuo tempo.

Ti sembra poco?

Perché per me e per molti altri…

è tutto.

___

Ho sentito questa situazione descritta in molti modi diversi, da tante donne, nel corso degli anni.

Ma la versione che mi è rimasta più impressa è semplice e diretta.

Te la voglio raccontare.

Una donna tempo fa mi raccontò che lavorava bene, guadagnava bene, era stimata.

Ma ogni volta che aveva bisogno di riorganizzare anche solo mezza giornata, doveva passare attraverso qualcuno.

Chiedere, aspettare, sperare che la risposta fosse sì.

I soldi non erano un problema per lei.

Lo diventava dover alzare la mano ogni volta per gestire la propria esistenza.

Quella sensazione logora in modo silenzioso e lo sai anche tu, probabilmente.

Non esplode, non urla.

Si accumula, anno dopo anno, finché un giorno ti rendi conto che hai costruito una carriera solida all’interno di una vita che non senti del tutto tua.

___

È successo anche a me.

Per molto tempo, anche dopo l’Università, ho pensato anche io che il successo si misurasse in termini di posizione, stipendio, riconoscimento.

Poi ho capito che stavo inseguendo le metriche sbagliate.

Lavoravo in un’agenzia, il calendario si riempiva da solo ogni settimana, e io mi limitavo a seguire il ritmo che qualcun altro aveva deciso per me.

Quando ho iniziato a costruire qualcosa di mio attraverso la scrittura, la prima differenza concreta non è stata economica.

È stata “spaziale”.

Cioè, il calendario aveva spazi vuoti.

Miei.

Che potevo riempire come volevo, o lasciare vuoti se ne avevo bisogno.

Poi è arrivata la possibilità di spostarmi, di scegliere dove vivere sulla base di dove volevo stare, non di dove si trovava l’ufficio.

Questo non significa che io abbia lavorato meno.

Ho sempre lavorato molto e ancora lavoro molto, lo faccio volentieri e per scelta.

La differenza è che oggi le decisioni su come, quando e per chi lavorare le prendo io.

Ed è una differenza che si sente anche nel corpo, oltre che nella testa.

___

Ora, credo di sapere cosa stai pensando, perché me lo dicono spesso.

Che cambiare è rischioso.

Che il momento non è quello giusto.

Che ci sono responsabilità, famiglia, rate.

Tutto sacrosanto.

Ma c’è un rischio di cui si parla molto meno, che a mio avviso è ben più grave.

Quello di non cambiare niente.

Di ritrovarsi tra qualche tempo nella stessa identica situazione, con qualche anno in più sulle spalle e la sensazione crescente di aver rimandato qualcosa di importante.

Il tempo non recuperato è il costo più alto che esiste, perché è l’unico che non si può rimborsare.

E costruirsi una competenza spendibile in autonomia non richiede di buttare tutto dall’oggi al domani.

Richiede di iniziare, in piccolo, con metodo.

___

Tra le competenze che oggi permettono questa libertà in modo concreto, la scrittura commerciale è quella con meno barriere d’ingresso.

Non serve un ufficio.

Non serve un orario.

Non serve chiedere a nessuno quando puoi lavorare o da dove.

Serve imparare a usare le parole per produrre risultati reali per chi ti ingaggia.

Ed è una cosa che si può costruire gradualmente, anche partendo da zero, anche affiancandola a quello che fai già.

Se vuoi capire come funziona concretamente, ho preparato una lezione gratuita che spiega da dove si parte per lavorare con la scrittura e cosa si può costruire nel tempo.

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Chiudo con il punto da cui siamo partite all’inizio di questa newsletter.

Il lusso di questa epoca non è prenotare una settimana in più al mare, dicevo.

Ma è costruire una vita in cui quella settimana non ti serva come valvola di sfogo da un’esistenza che non hai scelto.

Non si eredita e non si compra.

Si costruisce, un pezzo alla volta, a partire da una competenza che appartiene solo a te.

Ti lascio con una domanda:
c’è una cosa concreta che nella tua settimana tipo vorresti poter decidere da sola, senza dover passare attraverso nessuno?

Rispondimi pure qui o lasciami un commento sotto.

Mi fa sempre piacere leggerti.

Monica

Monica Pirozzi
Copywriter | Founder TCG
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Scrivere per lavoro ad alti livelli
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