C’è qualcosa che ho notato, parlando nel tempo con tante donne talentuose.
Non lo dicono subito.
Lo dicono dopo, quando si sentono al sicuro.
Raccontano di mail scritte in cinque minuti che hanno sbloccato situazioni impossibili.
Di testi sistemati al volo che nessun altro sapeva come aggiustare.
Di parole trovate al momento giusto, per il progetto di un altro, per il cliente di un altro, per la visione di un altro.
E poi, quasi in un sussurro, arriva la parte vera.
Io lo so fare, ma lo sto facendo per gli altri.
Se anche tu pronunci questa frase spesso nella tua testa, questo è il momento di fermarti a leggere questa email fino in fondo.
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Il problema non è mai il talento, credimi.
E lo sai anche tu, sotto sotto.
Il problema è dove lo stai puntando.
Quando una competenza la usi sempre per conto terzi, a un certo punto smette di sembrarti tua.
Diventa routine.
La consideri normale, come l’aria.
E l’aria è data per scontata, economicamente non ha valore…
anche se senza di essa non si respira.
Più la dai per scontata, dunque, meno riesci a vederla come qualcosa su cui costruire.
Eppure saper usare le parole con precisione, saper capire cosa muove le persone, saper trasformare un’idea confusa in un messaggio che funziona…
non è una cosa che sa fare chiunque.
Nel mercato digitale, comunicare bene è una delle competenze più cercate e meglio pagate.
Solo che in questo momento lo stai offrendo gratis, ogni giorno, ad altri.
Senza nemmeno accorgertene.
Per un bel po’ anch’io ho fatto lo stesso, quindi ti capisco.
Progetto degli altri, risultati degli altri, nome degli altri in fondo alla pagina scritta da te.
Mi convincevo che andasse bene così, che non fosse ancora il momento.
Poi mi sono fatta una domanda che ha cambiato la direzione di tutto.
Se so costruire il successo di altri con le parole, cosa mi impedisce di costruire il mio?
Non avevo bisogno di imparare niente di nuovo, in effetti.
Avevo solo bisogno di smettere di sprecare quello che avevo già.
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Ecco due cose che hai già, e che probabilmente non stai usando per te.
Dentro The Copy Gateway chiamiamo questo concetto “il Doppio Asset”.
Non è un’idea astratta, ma una constatazione pratica che emerge ogni volta che parliamo con donne che hanno anni di lavoro alle spalle.
In ognuna di loro trovo due cose che valgono oro:
1| Il criterio professionale.
Anni di esperienze, errori, decisioni, persone gestite.
Una capacità di leggere le situazioni che non si acquisisce sui libri e non si accelera.
Si sedimenta nel tempo.
Una persona che inizia oggi, per quanto brava, non ce l’ha ancora.
2| La sensibilità per le parole.
Quel radar interno che ti fa capire quando una frase funziona e quando suona falsa.
Quel disagio davanti a una comunicazione sciatta.
La grande soddisfazione quando trovi la parola esatta.
Insieme, questi due elementi valgono molto più di qualsiasi partenza da zero.
Non devi reinventarti.
Devi solo smettere di usare queste cose soltanto per gli altri.
(Ne parlo in modo più esteso anche nel nuovo video YouTube che ho pubblicato su questo tema, lo trovi qui. Puoi ascoltarlo anche in formato podcast qui.)
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Un’ultima cosa, su cui voglio essere diretta.
Forse pensi che sia tardi, che avresti dovuto muoverti prima.
Prova a rovesciare il ragionamento.
Tutto quello che hai vissuto fino ad oggi non è tempo perso: è il materiale grezzo con cui lavori.
Chi inizia a vent’anni ha energia e tempo, è vero.
Ma tu hai qualcosa che non si compra: profondità.
E nelle parole, la profondità si sente sempre.
Non c’è intelligenza artificiale che tenga.
A presto,
Monica
Monica Pirozzi
Copywriter | Founder TCG
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Scrivere per lavoro ad alti livelli
Inizia su YouTube
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PS. E se non ci credi tu stessa, puoi prenotare una call strategica gratuita con un consulente TCG che individuerà i tuoi punti di forza e ti aiuterà a capire come usare le abilità che hai sempre avuto in maniera realmente produttiva.
Per te, stavolta❣️
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