C’è una legge non scritta di Wall Street: quando uno ha ventiquattro anni e viene definito contemporaneamente “genio”, “visionario”, “oracolo” e “nuovo Soros”, conviene iniziare a controllare dov’è l’uscita di emergenza.
Leopold Aschenbrenner sembrava l’uomo venuto dal futuro.
Ex ricercatore di OpenAI, autore del celebre saggio Situational Awareness, aveva convinto una parte della Silicon Valley che, se uno sa prevedere l’arrivo della superintelligenza artificiale, allora saprà anche prevedere il prezzo di un’azione martedì prossimo. È un piccolo salto logico, ma a Wall Street, durante una bolla, i salti logici vengono fatti con il trampolino olimpico.
Così nasce l’hedge fund Situational Awareness. Nome magnifico. Talmente magnifico che il mercato, con il suo proverbiale senso dell’umorismo, ha deciso di trasformarlo in “Lack of Situational Awareness”.
In meno di due anni il fondo cresce a velocità irreale. Prima qualche centinaio di milioni, poi miliardi, poi oltre 20 miliardi, fino ad arrivare – secondo varie ricostruzioni – intorno ai 45 miliardi di patrimonio nel momento di massimo splendore.
Un ritorno del 400% nel primo semestre 2026.
Performance fuori scala, raccolta fuori scala, entusiasmo fuori scala.
Era riuscito perfino a convincere i più infallibili operatori di Wall Street a dargli soldi da investire: i capi di Jane Street. Che stanno al trading come oggi Jannik Sinner sta al tennis.
A quel punto succede sempre la stessa cosa.
I giornalisti iniziano a scrivere “il nuovo Warren Buffett”.
Gli investitori iniziano a dire “questa volta è diverso”.
E il gestore inizia a pensare che la leva finanziaria sia una gentile concessione divina.
Il problema è che la leva è come il peperoncino. Un pizzico dà sapore. Un barattolo intero ti manda al pronto soccorso.
Quando in luglio il mercato dell’intelligenza artificiale decide improvvisamente di ricordarsi che anche le azioni possono scendere, il fondo entra in una centrifuga degna di una lavatrice industriale. Le posizioni sono enormi, i finanziamenti abbondanti, i margini si restringono e arrivano le telefonate che ogni hedge fund manager teme più dell’Agenzia delle Entrate: quelle dei prime broker.
“Buongiorno. Avremmo bisogno di qualche miliardo. Oggi.”
In pochi giorni il fondo perde circa due terzi del suo valore nel mese più nero.
Ed ecco entrare in scena Ken Griffin, il capo di Citadel Securities.
Nei film western arriva la cavalleria.
A Wall Street arriva Citadel.
Naturalmente non lo fa per beneficenza. Citadel acquista gran parte del portafoglio azionario pubblico del fondo in una gigantesca vendita forzata.
Il venditore vende perché deve. Il compratore compra perché può.
È una delle regole fondamentali dei mercati: chi ha la liquidità nei giorni peggiori spesso conclude gli affari migliori. Secondo il Financial Times, l’operazione si è rivelata estremamente redditizia per Citadel, che ha tratto grandi profitti dal successivo rimbalzo di molti titoli acquistati.
È un po’ come vedere uno che vende la Ferrari perché deve pagare il mutuo, e il vicino che gliela compra al prezzo di una Panda.
Sempre secondo il FT, Jane Street avrebbe perso $ 15 miliardi con il fondo di Aschenbrenner. Provate a immaginare la scena: i capi di Jane Street, abituati a fare a brandelli i concorrenti sul mercato, che in un solo mese devono registrare una perdita di $ 15 miliardi.
Non possono lamentarsi troppo, ci mancherebbe: ancora secondo il FT, Jane Street da inizio anno ha realizzato profitti da trading per $ 40 miliardi, al netto della perdita mostruosa subita con l’investimento in Situational Awareness.
La morale è crudele.
Il problema non era necessariamente credere nell’intelligenza artificiale. Molti dei titoli, infatti, sono poi risaliti. Citadel, come riportato dal FT del 21 agosto, ha giù rivenduto in profitto l’80% delle posizioni rilevate da Situational Awareness, per un totale di $ 4 miliardi. Tenendo conto che quei titoli potrebbero aver ripreso quota per il semplice intervento di Citadel, il cui ingresso in campo ha un forte valore segnaletico per gli altri investitori. Come dire che Citadel ha talmente potere sul mercato che i suoi movimenti sono destinati ad incrementare i suoi profitti indipendentemente dalla particolare abilità di Griffin e dei suoi di individuare operazioni vincenti.
Ciò che si definisce self fulfilling prophecy.
Il problema era aver confuso una buona idea con una struttura finanziaria indistruttibile.
Sono due mestieri diversi.
La storia della finanza è piena di investitori che avevano ragione... ma troppo presto, troppo in grande o con troppa leva.
Il mercato può restare irrazionale più a lungo di quanto tu possa restare solvente, diceva John M. Keynes.
Oggi probabilmente aggiungerebbe: “...e soprattutto più a lungo di quanto il tuo prime broker possa restare paziente.”
La vicenda racconta anche un’altra verità: la differenza tra un piccolo investitore e un grande hedge fund.
Il piccolo investitore, quando sbaglia, liquida il conto.
L’hedge fund da decine di miliardi organizza conference call, cerca nuovi finanziatori, vende il portafoglio a un colosso come Citadel e continua a gestire gli investimenti privati, sperando che il tempo rimetta insieme i cocci. Al punto che nonostante il grosso scivolone sulle posizioni in società quotate, il bilancio di Situational Awareness resta ampiamente positivo secondo il FT (+ 80% nei primi settre mesi del 2026).
Anche perchè tra gli investimenti privati di Situational Awareness c’è una preziosa quota in Anthropic, per la quale si attende una IPO da paura, con una valutazione ormai decollata verso i $ 2 trilioni. E perchè tra i nuovi investimenti, Aschenbrenner ha trovato subito il modo di ingraziarsi i capi di Sequoia Capital, probabilmente il fondo di Venture Capital più famoso del West, ai quali ha bonificato $ 400 milioni per partecipare all’investimento in Source Foundry, una startup che fabbrica semiconduttori.
Eppure sarebbe ingeneroso liquidare tutta la storia come quella del “ragazzino presuntuoso”. Aschenbrenner aveva individuato molto presto il tema dominante del decennio: l’intelligenza artificiale. Aveva intuito la portata economica dell’AI prima di molti professionisti navigati. Il mercato gli aveva dato ragione in modo spettacolare... fino a quando non gliel’ha tolta con gli interessi.
Perché la finanza ha una caratteristica meravigliosa: non premia chi ha avuto ragione ieri, ma chi riesce a sopravvivere fino a domani e dopodomani.
Ed è qui che si nasconde la differenza tra il talento e il mestiere.
Il talento ti permette di trasformare un fondo in una superstar mondiale a 24 anni.
Il mestiere ti impedisce di doverlo vendere a Ken Griffin a 25.
Wall Street, del resto, è una scuola severissima. Non distribuisce diplomi. Distribuisce margin call. E se sopravvivi, allora sì che puoi dire di aver davvero sviluppato una buona situational awareness.
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