Sono un frequentatore passivo dei social tradizionali solo per necessità.
Infatti, sono utilizzati da quasi tutti coloro che hanno un’attività commerciale, per vari scopi.
La promozione di un locale può sfruttare vari strumenti di comunicazione e tra questi quasi sempre possiamo indicare Faceboock ed Istagram.
Chi intende far conoscere il proprio locale e le proposte ai clienti, presenta in vario modo i cibi, i vini, il giardino, insomma cerca di farsi conoscere e possibilmente farsi scegliere.
Come per tutte le pubblicità, le pubblicazioni si possano guardare o meno, si possono giudicare sia sul piano tecnico, che su quello emozionale.
Dopo tanti anni, ancora non riesco a comprendere i “critici da social” che senza avere mai visitano un ristorante o un bar, senza aver neppure visto dal vivo o assaggiato un piatto o vino esprimono valutazioni denigratorie, offensive e prive di qualsiasi costrutto.
La recensione, positiva o negativa è comunque un giudizio personale basato sull’esperienza diretta e lo considero uno strumento molto utile.
Non comprendo il senso di frasi offensive, tra l’altro verso persone che neppure si conoscono, senza essere in grado di valutare il lavoro, l’impegno e la fatica che sta dietro ogni singola proposta.
Questi “giudici da tastiera” che si immedesimano in quelli blasonati che appaiono nelle numerose trasmissioni televisive, evidentemente si soddisfano con poco data la pochezza dei loro “contenuti”, termine assolutamente inadatto alla totale assenza di sostanza, se non quella biliosa che li contraddistingue.
Mi chiedo se nella loro vita abbiano mai fatto o provato a fare qualcosa per gli altri, a parte godere di queste sterili “rivincite” nei confronti di chi, diversamente da loro ha il coraggio di mettersi alla prova.
So che purtroppo non dico nulla di nuovo, non scopro oggi che l’obiettivo dei social non ha nulla di sociale e molto di asociale, ma dato che ne siamo circondati, vale la pena ogni tanto di fare qualche riflessione sulla pochezza di questi “protagonisti della vita social”.
Naturalmente ritengo Substack ad un altro livello, perché mi sembra che qui nessuno lanci frasi ad effetto o usi la provocazione per essere notato.
In questo contesto trovo persone che hanno voglia di condividere, di cercare un confronto, di dire la propria senza necessariamente attendere una risposta.
Magari ci piace parlarci addosso? E sia, ma non addosso agli altri.
Qui trovo rispetto, porto rispetto e tanto mi basta.
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