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L'Epicureo · Apr 10, 2026

E poi c’è il resto

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L'Epicureo · L'Epicureo

In un precedente intervento ho trattato tutte le varianti che differenziano il costo della pizzeria e di un ristorante, con tutti gli aspetti che la parola “costo” implica.

Ho citato molte voci di costo, non tutte, ma ho indicato anche che costo e prezzo sono solo lontani parenti, che dovrebbero andare d’accordo, ma che vanno ognuno per la sua strada.

Vorrei parlare adesso di alcune “voci” che possono essere un costo diverso da locale a locale, ma non sempre sono solo costo, possono ad esempio essere una scelta di gestione.

Nelle considerazioni che seguono le aspettative ed i desideri personali di noi clienti sono determinanti.

  • Preferiamo un locale chiassoso, pieno al limite della capienza o un locale nel quale sia possibile un dialogo tra i commensali dello stesso tavolo?

  • I bambini che corrono indisturbati tra i tavoli ci creano disagio o li guardiamo con affetto, pensando che è bello vedere la loro vivacità?

  • Fa differenza una tovaglia pulita, apparecchiata con cura o ci è indifferente mangiare dove hanno già pranzato altre persone ed il tavolo viene riassettato con una spolverata?

  • Tovaglie di carta o di tessuto o nessuna tovaglia rappresentano una differenza che notiamo oppure no?

  • Posate cambiate per ogni portata o lasciate a disposizione per tutte le nostre pietanze, ci lasciano indifferenti?

  • Un bagno sempre pulito, anche durante il servizio, ci fa piacere oppure consideriamo che l’uso a volte non proprio educato da parte di noi clienti sia normale e quindi trovare una toilette un po’ “vissuta” alla fine di un turno di servizio è accettabile?

Dicevo….. In fondo noi andiamo al ristorante per mangiare cibi che non vogliamo o non possiamo preparare a casa, oppure cibi strani o piatti tradizionali preparati con particolare abilità o ancora per cercare la sorpresa di piatti decisi da uno chef che conosciamo ed al quale ci affidiamo.

Al di là del motivo per cui decidiamo di andare in pizzeria o al ristorante o al sushi bar, c’è anche la componente “convivialità”, messa purtroppo a durissima prova dalla pandemia e dalle difficoltà economiche causate da vari eventi a tutti noti.

In questo desiderio di mangiare fuori casa e di condividere questo piacere con altri, in quale modo possono intervenire i desideri personali di noi Clienti, cioè tutte quelle componenti di cui ho riportato solo un breve elenco qualche paragrafo fa?

Siamo tutti umani, ma al tempo stesso siamo tutti diversi; quindi, per ognuno di noi ogni componente che caratterizza un determinato locale può essere più o meno importante.

Vari studi dimostrano, lo possiamo verificare anche di persona, che la componente umana del nostro rapporto con la ristorazione vale come, se non di più, della componente sostanziale, cioè il cibo.

Se il nostro approccio è determinato esclusivamente dal bisogno di cibo, possiamo essere soddisfatti anche da una tavola calda o da un cibo da strada (street food è più cool), ma equivale a dire il folpetto mangiato in piedi o l’hot dog.

Quando invece vogliamo soddisfare dei bisogni che non sono solo quello di nutrimento che sta alla base della piramide dei bisogni (piramide di Maslow se vogliamo usare un termine “dotto”) scegliamo un luogo ed un cibo che avrà tutte le componenti aggiuntive in misura proporzionale ai nostri desideri.

Tutto questo ragionamento ci porta ad una conclusione che non è sempre scontata ed evidente, ovvero siamo disposti a pagare un prezzo che dipende dai nostri desideri e non da ciò che mangiamo.

Ovviamente la componente economica è importante, ma molti scelgono una pizza alla settimana, altri preferiscono un ristorante ogni quindici giorni, oppure per le ricorrenze, le feste o gli eventi privati o pubblici decidono per una proposta impegnativa.

Ciò a cui dovremmo far attenzione è il rapporto qualità ricevuta e prezzo richiesto, tenendo sempre presente che noi Clienti dovremmo essere il centro dell’attenzione di chiunque ci offra un servizio.

Guardare solo il prezzo o guardare solo la “confezione” può essere un segno di una nostra disattenzione verso noi stessi, possiamo essere sciocchi a mangiare cibo spazzatura solo perché costa poco, ma anche essere sciocchi ad accettare un piatto quasi vuoto riempito di narrazione e fantasia creativa.

Come sempre, purtroppo o per fortuna, la verità sta nel mezzo e non è una novità, dato che i latini c’erano arrivati molti secoli fa “in medium stat virtus”.

Quindi che sia pizza, sushi, cibo da strada o ristorazione da degustazione dovremmo sempre chiederci: sto pagando il giusto o c’è qualcosa che non mi quadra?

Infine, una cosa che scarsamente siamo abituati a fare, è parlare ed interagire con il personale che ci segue.

Ritengo che il Cliente dovrebbe modificare il proprio ruolo di soggetto che riceve in cambio di denaro, ma potrebbe diventare un interlocutore di chi opera nella ristorazione.

Aiutare i ristoratori a comprendere le nostre esigenze significa in prospettiva ottenere un trattamento migliore, sia sul cibo e sul servizio.

Diamo per scontato che l’offerta sia solo quella contenuta nel menù, ma non è così, l’evoluzione del mercato sta indirizzando gli operatori ad ascoltarci sempre più attentamente, però noi Clienti / Commensali dobbiamo parlare e farci sentire.

Le recensioni sono una cosa positiva SEMPRE, ma se fossero precedute da uno scambio franco con gli operatori, già nel momento in cui abbiamo il rapporto diretto, i risultati sarebbero immediati ed evidenti.

Quindi mi permetto un consiglio: parliamone!

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