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L'Epicureo · Apr 23, 2026

Domanda e offerta

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L'Epicureo · L'Epicureo

Da quando esiste il commercio, in qualsiasi forma, esiste la legge della domanda e dell’offerta.

Apparentemente per un profano, verrebbe da pensare che se un prodotto viene realizzato in tanti esemplari dovrebbe costare meno di quando il numero è ridotto.

Questa è una verità che riguarda però il costo e non il prezzo. Infatti il prezzo segue un’altra legge: più una cosa viene richiesta, più c’è domanda e più il prezzo sale, anche se il costo non è variato o addirittura è calato.

Domanda e prezzo sono da sempre legati da un rapporto inversamente proporzionale e creato da qualcosa che possiamo chiamare: furbizia, opportunismo, speculazione o semplicemente avidità, ovvero non mi accontento di guadagnare ciò che mi soddisfa, ma cerco di ricavare il massimo.

Lasciamo perdere le considerazioni di carattere morale, non ci interessano in questa sede e vediamo alcuni aspetti legati a questa legge di mercato, anzi alla legge di mercato.

Gli Stati Uniti sono forse il Paese che più si attiene a questa legge e fornisco alcuni esempi: nelle strade a pagamento, di solito sono le due corsie di sinistra in una strada a sette o otto corsie, il pedaggio varia in funzione dell’intensità del traffico, magari alla 11 costa 1 dollaro ed alle 13 costa 3 dollari. Negli alberghi, nei fine settimana o nei festivi si paga di più che negli altri giorni, la “stagionalità” è “giornaliera” e naturalmente l’alta stagione dipende da zona a zona e da periodo a periodo.

In Italia siamo abituati a considerare i mesi estivi di “alta stagione” nei luoghi di villeggiatura e le Feste di Natale e Capodanno, ricorrenze nelle quali ci sottoponiamo senza grandi proteste allo “spennamento” da festività.

Ci sono però dei casi nei quali il “sentire comune” diverge dalla corretta interpretazione di questa legge, ovvero se un ristorante o un pizzeria fa delle offerte infrasettimanali, ad esempio uno sconto per gruppi o una riduzione di prezzo in giorni particolari questa azione non viene letta come un normale equilibrio tra domanda e offerta, ma come il bisogno di fare cassa.

A parte il fatto che incentivare la domanda quando questa è ridotta o calmierarla quando è sovrabbondante è o dovrebbe essere una normale prassi di una gestione intelligente, perchè negli alberghi si e nei ristoranti no?

Perchè se lo sconto lo si fa tramite una piattaforma come The Fork è moderno e se lo sconto lo si riconosce magari maggiore e direttamente al cliente è un segnale di “debolezza”?

Certamente i locali che hanno il tutto esaurito nelle prenotazioni per i prossimi mesi o anni, si possono permette di fare delle vere e proprie “gare” di prenotazione, ma quanti sono oggi? La ristorazione nella maggioranza è costituita da piccole imprese, spesso a conduzione familiare, dove la quadratura dei conti avviene per omissione di alcune cifre di costo, quindi se questi piccoli imprenditori cercano di attirare i clienti durante le giornate di bassa domanda, perchè li dobbiamo considerare quasi dei poveracci?

In fondo loro offrono un servizio e per farlo devono avere un’attività che funziona non solo il sabato e la domenica e se tentano di farci uscire durante la settimana, combattendo tra gli altri uno degli effetti del covid, dovremmo provare almeno a considerarli come tutti gli altri imprenditori, che applicano da sempre la legge della domanda e dell’offerta.

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