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LaCura.org · Jan 14, 2025

La catena dei danni

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Francesco Bordino · LaCura.org

Leggevo ieri lo sfogo di un amico biologo molecolare, giunto al quattordicesimo rifiuto consecutivo nel tentativo di pubblicare un articolo sul tema vaccini Covid su riviste scientifiche. Lo sfogo di un giovane ricercatore che vede chiudere tutte le porte alla diffusione di dati basati su solide prove ma in controtendenza rispetto alla narrazione generale, e per questo vede la sua carriera di ricercatore a rischio.

La risposta di una delle riviste scientifiche.

Molti di coloro che in questi anni hanno toccato, con pensiero critico, il tema Covid si sono fatti molto male. Non è un terreno per giovani, è un terreno per chi ha le spalle coperte e magari una pensione sicura. Succede nella storia. Come ricordava Michele Serra qualche anno fa, l’eresia al potere si paga, si è sempre pagata.

Sarebbe bello, per una volta, sfruttare a vantaggio dell’umanità un dramma collettivo e far emergere le persone che per spirito di verità si sono spese, gratuitamente, per cercare di avvertire “il resto di noi” delle manipolazioni e dei pericoli che un manipolo di inetti stava rovesciando sulla popolazione.

Sarebbe bello perché vorrebbe dire trasformare una vicenda drammatica in un grande filtro in grado di produrre una classe dirigente forse meno corruttibile e meno cieca.

Il giovane ricercatore afferma di essere oggetto di shadowbanning su Google e Twitter, in pratica non compare, o viene spedito nella ultime pagine, nei motori di ricerca. L’attività di censura messo in atto dal sistema mediatico e dai social è ed è stata, come dichiara in questa intervista Jay Bhattacharya, professore di medicina di Stanford e prossimo direttore del NIH (National institutes of health), il superamento di una linea rossa che non sarebbe mai dovuto accadere:

Durante l’evento pandemico ho visto da vicino tante persone, spesso famiglie monoreddito, restare per oltre un anno senza stipendio per non aver ceduto al ricatto. Oltre all’umiliazione del lavoro e del reddito subivano lo stigma di chi li riteneva, sbagliando, degli untori, egoisti e socialmente pericolosi.

Intervento del dottor Alberto Donzelli tratto da Infovax del 12 gennaio 2025 - Vaccinarsi dovere civico?
https://odysee.com/@CMSi:9/infovax-donzelli-20250112:1
La documentazione dell’aumento di trasmissione virale nei vaccinati si può ascoltare a partire dal min. 32:40 del video originale.


Il tema dell’efficacia vaccinale negativa, ovvero il fatto che trascorso un certo tempo i vaccinati si infettano di più di coloro che non si sono vaccinati, ha portato alcuni ricercatori inglesi ad indagare sulle ragioni possibili, facendo emergere evidenze di un effetto immunodepressivo del vaccino, che gli enti di regolazione conoscevano già al momento dell’autorizzazione al commercio:

Come sia possibile che ancora oggi parte della comunità scientifica sostenga l’efficacia e la sicurezza di questo vaccino è in gran parte spiegato dal cheap trick, evidenziato nel 2023 da Norman Fenton, matematico della Queen Mary University di Londra. Per cheap trick si intende una strategia poco costosa per ottenere un vantaggio favorevole, e indica in questo caso la definizione di “soggetto non vaccinato” per i 14 giorni successivi all’inoculo del vaccino. La logica medica di tale definizione pare corretta dal momento che il vaccino in questione non produce pienamente i suoi effetti protettivi fino al termine delle due settimane. Le conseguenze sono però devastanti dal punto di vista statistico e di controllo dei rischi. I morti e i danneggiati nelle due settimane successive all’inoculo vengono conteggiati, come ammette anche l’ISS, tra i non vaccinati, spostando così in questa categoria la grande parte di coloro che invece hanno ricevuto il danno vaccinale. Ecco tanti morti non vaccinati, pochi morti da vaccino.

Diversi ricercatori hanno provato ad elaborare stime statistiche su quanti potrebbero essere i morti e i disabili nel mondo in conseguenza di questo siero salvavita. Tali stime convergono tra i 7 e i 17 milioni di morti, oltre 50 milioni di soggetti disabili.

Edward Dowd, Quantum Phinance, intervistato da Bret Weinstein, biologo evolutivo:

Trasformare tali stime in dati reali richiedo un impegno politico e scientifico preciso. Non si tratta di un macabro conteggio per dare torto o ragione a qualcuno, si tratta di riportare la scienza in carreggiata per evitare che un tale orrore possa ancora capitare.

Esattamente 50 anni fa Ivan Illich, filosofo e pedagogo austriaco, scriveva in Nemesi Medica:

“Sulla medicina moderna incombe una crisi di fiducia.

Un’approfondita discussione pubblica della pandemia iatrogena, che cominci con una sistematica demistificazione di tutto ciò che riguarda la medicina, non può essere pericolosa per la collettività.

La guarigione dal morbo iatrogeno che pervade la società è un compito politico, non professionale. Deve fondarsi su un consenso di base, popolare, circa l’equilibrio tra la libertà civile di guarire e il diritto civile a un’equa assistenza.

La minaccia che la medicina attuale rappresenta per la salute della gente è analoga alla minaccia rappresentata dal volume e dall’intensità del traffico per la mobilità, alla minaccia rappresentata dall’istruzione e dai media per l’apprendimento, e alla minaccia rappresentata dall’urbanizzazione per la capacità di fare le case.

In ognuno di questi casi, un grande sforzo istituzionale si è trasformato in qualcosa di controproducente”.

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