Il primo capitolo uscito lo scorso novembre era stato una bellissima sorpresa e questo seguito alza ancora di più l’asticella. Il componente e cantautore dei TXT lascia più spazio ai produttori MISHA, Pdogg e Slow Rabbit, anche per quanto riguarda la scrittura dei testi (è accreditato solo in Baby Wassup? e Long Way Long Ride), ma il risultato è un disco ancora più coerente. Il fil rouge è un tira e molla amoroso che rischia di sciogliersi al sole da un momento all’altro. Vanilla e Ice Cream vanno ascoltate una dietro l’altra: il basso è protagonista e crea in entrambe un groove irresistibile, la chitarra elettrica e i sintetizzatori completano il quadro. La titletrack è di un’energia clamorosa e YEONJUN gioca con la sua voce, graffiandola durante le strofe rappate. A tal proposito, Fxxking Star - unica deviazione tematica dell’EP dove l’artista si autocelebra - ritorna nei territori del crossover rock che aveva caratterizzato il suo debutto solista (Talk to You o Do It). Baby Wassup? è un’altra perla che sembra uscita da un disco dei CORTIS, ma con l’inconfondibile timbro R&B del componente dei TXT. Interessante la svolta acid e trap nel ritornello di No More Dance. Sì, uno dei dischi K-pop dell’anno.
Le prime due pre-release tracks erano profondamente diverse. Mono (ft. skaiwater) era un brano pop R&B, al contrario Crow fondeva il rap con chitarre elettriche campionate e una batteria super centrale. Il resto del mini-album prosegue con questa ambivalenza. Gimme Dat Love è la canzone estiva tipica della band, senza un ritornello melodico classico ma con pre-chorus da cantare. La produzione di SOYEON privilegia il ritmo, ancora di più nella successiva Morning ancora più sexy nel pop-rock che sembra uscito dai primi anni Duemila. La conclusiva Love is Pain, alla cui scrittura e produzione ha partecipato YUQI, è una ballatona che mette in luce la versatilità, soprattutto vocale, della band. Un mini-album molto più convincente rispetto al precedente We are che aveva inaugurato la loro nuova fase del “Noi” e senza più “G”.
Una band globale di 20 componenti, con le dovute differenze (prendete il paragone con le pinze), una versione maschile delle tripleS. Come per gli altri progetti della MODHAUS, i fan utilizzano sistemi digitali e blockchain per votare e influenzare le decisioni chiave della band, tra cui la suddivisione delle sub unit. Dopo i debutti degli unverm8t e degli yesw8are, è il turno della terza e ultima unità. Gli itsnot5ver sono in cinque e, accompagnati dalla produzione e dalla scrittura di EL CAPITXN, mescolano influenze rock a un tocco più elettronico. Basti pensare a Twenty, Run it up e alla distorta Trainspotting. Un buon mini-album, in attesa di vederli tutti insieme alla prossima uscita.
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