Ciao,
Ti è mai capitato di ricevere una proposta di lavoro “troppo bella per essere vera” per poi scoprire che “non c’era budget”?
Lo so, la mia è una domanda retorica 😏
In questa newsletter racconto perché a volte accettiamo di lavorare gratis (o quasi), e come capire se un’opportunità è davvero un investimento — o solo uno sconto di troppo.
Che sia la copertina per il “romanzo d’esordio del giovane fenomeno social”, l’illustrazione editoriale per l’articolo di un premio Nobel del 2013 o le illustrazioni per la comunicazione della “start-up che cambierà il futuro dei bambini nel mondo” — se non “c’è budget”, due domande te le fai, sempre:
Accetto e spero che mi apra molte strade?
Oppure: come si dice in inglese “no grazie, con la visibilità non ci pago le bollette”?
Nel lavoro indipendente la linea tra “opportunità” e “sfruttamento” è sempre sottile. Oltre a capire se chi ci contatta è serio e affidabile, dobbiamo sviluppare anche un istinto imprenditoriale che ci aiuti a valutare molte incognite.
In teoria dovremmo sempre farci pagare il giusto. In pratica sappiamo che qualche rischio dobbiamo prendercelo: un freelance è anche un piccolo imprenditore, e a volte l’investimento per creare una nuova opportunità è parte del gioco.
Se decidiamo di fare dei compromessi, però, non dobbiamo essere sempre noi gli unici a farci carico del rischio.
Negli anni ho imparato (spesso a mie spese) che la differenza tra un’opportunità e una fregatura sta tutta nella reciprocità.
Le collaborazioni in cui si devono fare dei compromessi, come rinunciare inizialmente ad un compenso adeguato, funzionano solo se c’è un impegno e un investimento reciproco.
Un po’ come nelle relazioni: se la volontà di costruire qualcosa insieme non è condivisa, non c’è partnership che tenga.
Molte delle collaborazioni che mi hanno dato più soddisfazione in questo senso, sono nate proprio così: da un patto di impegno e fiducia, con obiettivi chiari per entrambi, che ci fosse il giusto budget oppure no.
Con Paperbanana, ad esempio, oltre ad aver conosciuto due persone che oggi sono tra i miei amici più cari, ho potuto creare una collezione di pattern e illustrazioni che mi ha aperto nuove porte. Loro si sono sempre impegnati a riconoscere un compenso, più basso rispetto al mercato ma adeguato alla loro dimensione di start-up. Io, in cambio, ho avuto tutta la libertà di sperimentare e proporre idee nuove.
Con The Milaneser ho iniziato gratuitamente, ma con un sistema di royalties trasparente e corretto — che nel tempo mi ha fatto guadagnare più che con altri shop online.
O ancora CitySens: ho proposto io al founder un progetto illustrato per personalizzare uno dei suoi prodotti. Ci siamo parlati, ci siamo piaciuti, abbiamo fissato i termini e collaborato. Non è andata benissimo in termini di guadagno, ma è stata un’ottima esperienza, sia umana che professionale.
Ovviamente non è andata sempre così. Ci sono stati anche gli esperimenti meno riusciti: quelli in cui tempi, ruoli o aspettative non erano chiari. Red flag che oggi riconosco più in fretta, ma su cui inciampo ancora, ogni tanto.
Proprio per questo motivo, ho deciso di scrivere questa newsletter.
Se vuoi creare una nuova opportunità, ci sono alternative al non farsi pagare.
Ricordati sempre che puoi vendere o riutilizzare immagini o elementi grafici non coperti da licenza esclusiva, oppure scambiare servizi e visibilità, ma solo quando il rapporto è davvero bilanciato.
La cosa più importante è che sei tu a stabilire le regole del gioco.
Se abbassi il prezzo, spiega che è un investimento condiviso, non un prezzo di listino. Se il budget è più basso del previsto, stabilisci tu i limiti: una sola proposta invece di tre, nessuna modifica aggiuntiva inclusa. Se accetti una collaborazione gratuita, specifica che ti prenderai la libertà di sperimentare e creare qualcosa di diverso.
Scrivi tutto: anche le collaborazioni “amichevoli” meritano un’email chiara. È il modo migliore per proteggere te, il cliente e il rapporto di lavoro.
Il punto non è dire “mai lavorare gratis” ma capire perché lo stiamo facendo e con chi.
A volte è un passo indietro per farne due avanti.
A volte è solo un vicolo cieco.
Ti è mai capitato di accettare un progetto “a gratis” che poi si è rivelato utile (o disastroso)?
Raccontamelo rispondendo a questa email o nei commenti.
💌 È la prima volta che mi leggi?
Sono Roberto (Hikimi), illustratore freelance, e in questa newsletter racconto cosa succede quando creatività, lavoro e realtà si incontrano — non sempre nella stessa direzione.
No posts

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.