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FuoriVia · Feb 28, 2026

PortamiVia - Dam, girl

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FuoriVia · FuoriVia

Egli possedeva, tempo addietro, un mulino che veniva mosso dalla corrente d’un grosso fiume, e che serviva alla sua famiglia oltre a molti suoi dipendenti. Orbene: sette anni prima, un gruppo d’ingegneri gli aveva proposto di demolire quel mulino per fabbricarne un altro sul fianco del monte, in cima al quale avrebbero costruito un grande serbatoio, donde l’acqua sarebbe stata facilmente condotta giù per mezzo di tubi e di altri meccanismi. Il vento, che soffiava lassù, avrebbe agitato l’acqua rendendola più scorrevole, sicché, facendola scendere dal monte, il suo peso avrebbe fatto girare il mulino con la metà del volume ch’era necessario per muovere il mulino stesso in pianura. Molti amici si fecero attorno a Munodi per persuaderlo ad adottare questo sistema, ed egli cedette, anche perché s’era accorto dell’antipatia procuratasi a Corte per la sua ripugnanza alle novità. Fece lavorare cento operai per ben due anni, ma l’impresa non riuscì, e gli ingegneri costruttori se la cavarono addossando a lui tutta la colpa. Da quel giorno essi non avevano fatto altro che burlarsi di lui, e avevano persuaso molte altre persone a ripetere il tentativo, con la stessa sicurezza prima, e la stessa delusione poi.

Jonathan Swift, “I viaggi di Gulliver”.

Brano citato da János Vargha, fondatore di Duna Kor, all’accettazione del Right Livelihood Award 1985.

“Dam” in inglese significa diga (da cui il brillante titolo di questa newsletter), anche se in questo caso potrebbe anche riferirsi al pregevole concorso Danube Art Master. Ma no, oggi parliamo proprio di dighe e di modifiche al flusso del Danubio.

Fin dal XVI secolo, l’uomo ha modificato il corso naturale dei fiumi nel bacino del Danubio, soprattutto per difendersi da inondazioni, per la produzione di energia idroelettrica e per agevolare la navigazione. Tutti questi cambiamenti hanno influenzato la qualità ecologica dei fiumi. Le variazioni della profondità o della larghezza di un fiume, infatti, riducono la velocità del flusso, interrompendo sia il naturale trasporto dei sedimenti sia le rotte migratorie degli animali.

Alcuni pesci migratori, come gli storioni (considerati specie bandiera) ma anche le cheppie, sono particolarmente colpiti, poiché viene loro impedito di spostarsi a monte o a valle tra le zone di riproduzione e le aree utilizzate in altre fasi del loro ciclo vitale.

In barba ai campionati di pesca giovanili - appassionante competizione a cui abbiamo inavvertitamente assistito nel 2024.

Il Danubio è regolato per oltre l’80% della sua lunghezza totale, fra argini e dighe. E dalle dighe maggiori, ci siamo passate nel 2023. Il più grande sistema di dighe idroelettriche e bacini artificiali è infatti l’Iron Gate I e II. Si trova parzialmente nelle Gole di Djerdap (le Porte di Ferro), che si estendono per una lunghezza di 144 km e rappresentano la strettoia rocciosa più bella e lunga d’Europa. Questo sistema, gestito congiuntamente da Romania e Serbia, funge sia da importante pozzo di assorbimento dei nutrienti, sia da consistente deposito di inquinanti pericolosi e tossici provenienti da aree a monte della diga - il che spiegherebbe perché farsi il bagno nel Danubio in Romania e Bulgaria era un’esperienza meno orripilante rispetto agli anni più recenti.

Il secondo sistema di dighe per dimensioni è quello di Gabcikovo, a valle di Bratislava. La diga sorge nei pressi di un’area che un tempo costituiva una delle zone umide più vaste della regione. Il progetto delle dighe Gabcikovo-Nagymaros risale al 1977, quando l’Ungheria e l’allora Cecoslovacchia firmarono un trattato bilaterale per costruire due centrali idroelettriche su uno dei tratti più panoramici del Danubio.

L’obiettivo era generare elettricità e migliorare la navigazione sul fiume. Tuttavia, subito una parte dell’opinione pubblica si oppose: in Ungheria, i critici derisero il piano definendolo “Dunasaurus” - battutone!, e gli ambientalisti si unirono, contro il regime comunista. Negli anni ‘80, migliaia di persone protestarono, avvertendo che il progetto avrebbe devastato l’ambiente e “ucciso il Danubio”, come sostenuto da gruppi ambientalisti come i Duna Kor, fondato nel 1984 per impedire la costruzione della diga.

La resistenza al progetto Gabcikovo-Nagymaros divenne un simbolo della transizione democratica dell’Ungheria. L’ultimo governo comunista fu costretto ad accantonare l’idea, e il primo gabinetto eletto democraticamente sotto Jozsef Antall interruppe ufficialmente il contratto. Nemmeno il cognato di Antall, l’ingegnere idraulico ungherese Emil Mosonyi (tra gli architetti del progetto) riuscì a convincere il primo ministro a procedere. Antall temeva che un progetto così politicamente carico potesse far cadere il suo governo.

La Cecoslovacchia, tuttavia, andò avanti con la propria parte del progetto e costruì la diga di Gabcikovo, incanalando l’83% dell’acqua che scorreva lungo il Danubio. Seguirono anni di futili negoziati. La Slovacchia accusò l’Ungheria di aver violato l’accordo del 1977, mentre l’Ungheria sostenne che la Slovacchia avesse deviato illegalmente il Danubio utilizzando acqua che spettava di diritto all’Ungheria.

La disputa finì davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia, che nel 1997 emise una sentenza salomonica. La Corte ritenne entrambi i paesi in torto: l’Ungheria per aver abbandonato l’accordo e la Slovacchia per aver costruito unilateralmente la diga e deviato il fiume. La corte invitò le due nazioni a risolvere la questione fra di loro, ma nulla si era mai mosso da allora, almeno fino a qualche mese fa. Infatti, i governi dei due Paesi (quello di Orban e quello di Fico) sembrano piuttosto allineati su tutta una serie di questioni, e fra queste potrebbe esserci anche la risoluzione della controversia legata alla diga di Gabcikovo.

Tuttavia, perché il governo ungherese abbia deciso di tentare di risolvere questo complesso proprio ora, non è chiaro. Il ministro dell’Energia ungherese ha già presentato l’accordo nascente (e tuttora in fase di negoziazione) come un successo: l’Ungheria non costruirà alcuna diga, ma riceverà più acqua dalla Slovacchia e potrà acquistare elettricità dall’impianto di Gabcikovo a “prezzi favorevoli”. Secondo alcuni documenti governativi infatti, l’Ungheria avrebbe chiesto di ottenere il 40% dell’energia prodotta da Gabcikovo al costo di produzione.

Secondo vari esperti slovacchi, non esiste alcuna ragione legale, né alcun altro motivo evidente per cui la Slovacchia dovrebbe cedere all’Ungheria una quota così preziosa di energia elettrica “verde” a un prezzo così basso. Eppure, è lo stesso Ministro dell’Ambiente slovacco ad aver tirato fuori il tema dell’elettricità durante i negoziati.

Insomma, la disputa è ben lontana dal risolversi. Chissà cosa ci aspetterà da quelle parti, quest’estate.

La compagna Camilla ci spiega questo tema delle dighe e la connessione che ha con i trattati internazionali, la produzione dell’energia, la creazione di movimenti politici, e chi più ne ha più ne metta.

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Come già annunciato, l’assemblea annuale dei soci sarà nel pomeriggio di sabato 11 aprile.

Sarà il primo incontro pre-cammino 2026: riceveremo notizie di prima mano del sopralluogo, si farà il punto sulla questione economica, magari inizieremo a programmare le attività autunnali e al contempo potremo fare un po’ di festa.

L’assemblea si terrà a Prato (PO), nello specifico presso Parrocchia Gonfienti, in Via di Gonfienti, 13, 59100 Prato PO. Si starà assieme nelle giornate dell’11 e 12 aprile, ma chi vorrà potrà arrivare già venerdì 10.

Trovate tutte le altre informazioni logistiche nel form di iscrizione.

Sembra incredibile, ma alla fine il 2026 è arrivato. E con lui, è arrivato il momento di riservarvi un posto per l’ultima edizione del nostro fantastico progetto. Un progetto che portiamo avanti tutti insieme da ormai 5 anni, con appassionata dedizione e voglia di ritrovarsi per scoprire in un modo diverso cosa ha da raccontarci un angolo di mondo poi non così distante.

Quindi, se volete camminare con noi sul Danubio ancora una volta, questo è il vostro momento: da Budapest a Vienna, 02/08/26 - 15/08/26.

Per informazioni sul cammino e sulle modalità di iscrizione, puoi rispondere a questa mail.

Ma dighe-me la verità…

(questi giochi di parole stanno sfuggendo di mano)

Read the original on fuorivia.substack.com

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