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La moda, il sabato mattina · Jul 22, 2026

Tutto quello che ti chiederà la moda, se vorrai lavorarci

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Federica Salto · La moda, il sabato mattina

Alla prima esperienza di lavoro una persona della redazione mi disse, così dal nulla: “sei così carina, non essere sciatta, è un peccato!”.

Per diversi anni quella frase, insieme a molte altre, si è accumulata sotto la mia pelle, registrata come normale. Da adolescente avevo cominciato a guardare alla moda come a qualcosa a cui volevo appartenere. Oggi ci lavoro da quattordici anni. Ho attraversato redazioni, showroom, uffici; ho fatto l’assistente stylist, la redattrice freelance, la vestiarista, la venditrice, la caporedattrice, la responsabile comunicazione. Ho scritto a mano gli inviti per una sfilata, rivisto sitting, vestito modelle, stirato abiti, fatto valigie, ascoltato le infinite lamentele dei miei capi, guardato certe persone da lontano pensando: ecco, è così che vorrei diventare. Sono andata alle feste più favolose e ho pianto di felicità e di stanchezza dopo uno show, ho assistito ai fitting delle celebrities più incredibili del pianeta e atteso ore per un’intervista, scritto di borse e scarpe fino allo sfinimento e corso alla fashion week sotto la pioggia. Quando sognavo di entrare nella moda, mai avrei immaginato di vedere tutto così da vicino.

Ma morbida, accogliente, la moda non lo è mai stata. Per un bel po’ ho fatto finta di niente. Poi, nonostante alcune esperienze che ritengo preziose, ho cominciato a chiedermi se ne valesse la pena. E tante volte, da quando nel 2020 ho aperto la newsletter, mi avete scritto: il mio grande desiderio è lavorare nella moda, come si fa?

Nei giorni di scrittura di questa puntata mi sono voltata indietro per osservare il mio percorso e tutte le frizioni che ho vissuto. Mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa del genere, nel momento in cui muovevo i miei primi passi. E quindi eccoci qui. Partiamo dalla fine: credo che l’unica soluzione sia trovare il proprio modo. Sembra semplice, non lo è. Oggi ho provato a mettere in fila tutte le volte che ho trovato il mio, di modo. E mettiamola così, se doveste vedermi a un evento con il mollettone, sappiate che quella non è sciatteria. È sciatteria volontaria. È una risposta un decennio in ritardo, e dice: guarda un po’, sono qui, nonostante la mia sciatteria.

Da qui in avanti la newsletter è accessibile per chi sceglie l’abbonamento Insider. Nelle prossime righe ho smontato una per una le cure che la moda chiede a chi ci lavora: il fisico, il guardaroba, le relazioni, la presenza, la produttività, l’ambizione. Cosa pretende ognuna, cosa costa, e dove ho tracciato la mia linea per non lasciare che mi travolgessero.

Due note pratiche, valide per tutti. Sulla pagina dell’abbonamento Substack propone di default l’Annuale: per l’Insider bisogna selezionarlo prima di procedere. E abbonatevi da sito, non dall’app, perché gli abbonamenti attivati da mobile passano dall’App Store e costano il 30% in più.

La newsletter del sabato resta gratis, per tutti, sempre. L’Insider è dove questo progetto trova come sostenersi, in modo solido e duraturo. Comprende anche l'evento dal vivo a cui sto lavorando per l'autunno, di cui vi parlerò al ritorno. E naturalmente tutto ciò che è già previsto dall'abbonamento base.

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