Oscillare tra la tentazione di buttare il telefono in borsa e dimenticarselo lì, e quella di approfittare della calma per leggere, informarsi, nutrirsi. Io passo tutto il periodo di stacco vagando da un estremo all’altro, senza mai decidermi: vale di più cogliere l’attimo e imparare qualcosa di nuovo, o il gesto ribelle di scegliere consapevolmente di non sfruttarlo, quel momento?
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D’altronde ci è toccata questa epoca iperconnessa, iperproduttiva e sicuramente iperconsumistica di contenuti, e la sfida che ci si presenta di continuo è trovare il nostro equilibrio. Io, che da tempo non trovo narrativa che mi appassioni, mi sono organizzata per rifugiarmi nella saggistica e di carta, così da resistere alla tentazione di tirare fuori l’iPhone dalla borsa (per anni ho letto tutti i miei libri lì, ma qualcuno mi spieghi perché non sembra davvero leggere). Non solo: ho comprato un tomo da 846 pagine, così da poterlo leggere praticamente solo a casa. Tanto chi si illude di farlo in spiaggia con i bambini? Lì servono le mie doti ingegneristiche, allenate nei mesi invernali a colpi di set Lego: s’ha da costruire castelli fortificati e piste impervie.
Ho pensato però che tra voi ci sia qualcuno con un rapporto più sano con il telefono. L’altro giorno un’amica mi ha detto: “siamo andati in giornata al lago e ho dimenticato l’iPhone a casa, per cui non ho visto il tuo messaggio prima di mezzanotte”. Fantascienza pura. E che quindi potesse fare comodo un riassuntone pratico, una sola mail da salvare e tirare fuori all’occorrenza, se e quando venisse voglia di guardare un video su YouTube, fare un po’ di shopping come si deve, o riprendere la lettura di un formato lungo.
Spero di essere stata una buona compagnia in questi primi tre mesi dal mio ritorno. Io mi sento di nuovo a casa e, anche se sto sperimentando tanto, sono felice di aver tenuto la barra dritta su alcune cose importanti per me. In particolare l’esercizio di tirare sempre fuori la moda dal suo micromondo, e guardarla e spiegarla come qualcosa che ha a che fare con noi, con la nostra vita e i nostri armadi.
Sono tra gli esseri umani che considerano settembre il vero gennaio, e ho grandi difficoltà a resistere all’idea di tirare fuori sempre qualcosa di nuovo dal cappello. Quindi non vedo l’ora di tornare con tutto quello che voglio condividere con voi.
Rispondete a questa mail, se vi va: ditemi cosa vi è piaciuto e cosa vorreste vedere di più, o passate solo per un saluto. È sempre bello per me dare un nome e qualche coordinata a chi sta dall’altra parte di questo progetto.
Noi ci risentiamo a settembre, intanto vi auguro una bellissima estate. E metto in pausa gli abbonamenti, che mi sembra sempre il modo più onesto per ringraziarvi del vostro supporto.
A presto, e buona lettura. E visione, ora che siamo multiplatform.
Cosa comprare di Jonathan Anderson per Loewe, prima che sia troppo tardi
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May 13
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La mia borsa preferita al mondo, in 50 versioni da comprare
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Jun 17
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Come vestirsi Celine in tre mosse (e senza per forza comprare Celine)
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Jul 15
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May 2
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May 16
Ciao, sono Federica Salto e questa è La moda, il sabato mattina. Ogni settimana andiamo in profondità su un argomento, per provare a capire meglio un sistema che affascina e respinge allo stesso tempo. In fondo trovi anche una selezione curata di link: cose che vale la pena leggere, guardare o ascoltare per tenersi aggiornati.
Bezos e Sánchez si comprano la moda
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May 9
Ciao, sono Federica Salto. Questa è La moda, il sabato mattina, una newsletter settimanale per capire come funziona davvero la moda e farsi la propria idea. È gratuita. Con l’abbonamento si entra anche in una chat riservata e si riceve una newsletter di shopping che non è una semplice selezione prodotti, ma un modo per orientarsi tra desiderio, qualità …
I prezzi della moda non hanno senso
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Jul 4
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Quell'irresistibile voglia di vestirsi male
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Jun 6
Mercoledì sera ero a una cena, meglio, a una pizzata di classe, una di quelle situazioni in cui i genitori condividono lo smarrimento della fine dell’anno scolastico e si consolano con una birra e due ore di bambini presi dalle loro dinamiche. Una mamma mi mostra un post Instagram dal suo scrolling, Justin Bieber in una delle sue ormai note
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May 28
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Jun 25
Ho sempre amato profondamente la tecnologia, da quando alle elementari mia mamma mi ha insegnato a battere la tastiera senza guardare, trasformandomi in una super saiyan al computer, un vantaggio che regge ancora oggi davanti alla Gen Z. Poi è arrivato un gioco di Barbie Detective con cui passavo le ore davanti al lentissimo computer di casa. Ho avuto molti grandi amori attraverso lo schermo: MSN, 2.0, theFashionSpot. A 18 anni un amico mi ha venduto l'iPhone 1 craccato, americano e io mi sono sentita veramente avanti. Ancora oggi il computer è il mio prolungamento naturale, il confidente, lo strumento della produttività, e soprattutto un nascondiglio in cui rintanarmi per guardare il mondo senza farmi guardare. Proprio io, early adopter senza paure, a un certo punto mi sono scontrata con la tecnologia.

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