
Sudan: tre anni di guerra, e un sistema educativo al collasso
Le conseguenze della guerra in Sudan non sono solo macerie e sfollati. Anche il futuro è compromesso. Cosa resta dell’educazione e delle migliaia di persone rimaste senza istruzione?
Fabio Bucciarelli's newsletter takes you to the heart of global crises through the lens of photojournalism. It cuts through the noise of misinformation and fake news, delivering a raw, unfiltered perspective on The World We Live In.
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Le conseguenze della guerra in Sudan non sono solo macerie e sfollati. Anche il futuro è compromesso. Cosa resta dell’educazione e delle migliaia di persone rimaste senza istruzione?

Dal 1 al 5 luglio, in collaborazione con WARM, per chi vuole esplorare le sfide etiche e narrative del fotogiornalismo contemporaneo. Con Manu Brabo, Fabio Bucciarelli, Diego I.Sanchez e Bulent Kilic.

Con la guerra tra l'esercito sudanese e le Rapid Support Forces entrata nel 4°anno, la presenza di altri gruppi armati rende il conflitto sempre più frammentato e lontano da una possibile risoluzione.

The 4th edition of the WARS recognizes the work of Antoni Lallican. Ivor Prickett and Valentina Sinis are the runners-up, with their work on Sudan and Afghanistan.

The Visual Factory vuole ricostruire uno spazio di responsabilità e riflessione nella fotografia e nel giornalismo, verso le persone di cui raccontiamo le storie e verso chi le leggerà.

Il Kordofan è il nuovo fronte della guerra in Sudan, e Al-Obeid è la città assediata, strategica per il controllo della regione. Intorno, i campi per gli sfollati ospitano oltre 150.000 persone.

Sono passati tre anni di guerra in Sudan, senza che ce ne accorgessimo. È la più grande crisi umanitaria al mondo con oltre 14 milioni di sfollati e centinaia di migliaia di morti.

Due giovani paramedici in divisa, Joud Sleiman, 16, e Ali Jaber, 23, sono stati assassinati da un drone israeliano a Nabatieh mentre seguivano un’ambulanza.

È passato meno di un anno e mezzo dall’ultimo conflitto, seguito da una tregua mai rispettata, ed ora una nuova guerra che in tre settimane ha già lasciato più di un milione di persone senza casa.

Il conflitto dilaga, mettendo alla prova la nostra capacità di distinguere giustizia e responsabilità; come spesso accade in guerra, la verità diventa la prima vittima.