Avevamo quasi perso la fiducia di riuscire ad andare in Kordofan. Quasi, perché se perdi la fiducia, vuol dire che è arrivato il momento di tornare a casa. Poi, l’ultimo giorno utile, arriva il permesso del permesso, la green light. Il tempo rimasto era appena sufficiente per andare, lavorare una giornata e tornare indietro. Servono dieci ore da Khartoum ad El-Obeid e altre dieci per fare la strada al contrario. Poi, ancora altre dieci ore, se non di più, dalla capitale per raggiungere Port Sudan e l’unico aeroporto con voli internazionali del paese. In più dovevamo contare gli infiniti checkpoint, spesso tre nello spazio di poche decine di metri: polizia, eserc…

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