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Ester Viola · Jul 18, 2026

Zara ha fatto i pantaloni assassini

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Ester Viola · Ester Viola

Torna - dopo un mese cane - una mattina fresca e ti sembra una nuova vita. La giornata è affrontabile, i problemi si sono ridotti di statura, ho fitte incredibili di ottimismo e joie de vivre e pure la faccia sembra un po’ tornata quella che era prima di queste ultime quattro settimane. E ho un solo desiderio: non scordarmele. Luglio diventa della stessa sostanza di novembre: un mese che si deve guardare preferibilmente dalla finestra.

Cosa serve all’esistenza, precisamente? La temperatura adatta, prima cosa.

Sarebbero poi questi, nella teoria, i giorni più belli dell’anno. Si lavora ma una certa pigrizia contenta comincia a prendere le cose, si sente l’abbandono progressivo della nave fino ad agosto, le città allentano e le vacanze sono lì davanti, ancora piene. Un sabato del villaggio di dieci giorni, se fossero rimaste le forze per gorderselo. Almeno l’idea.

Questioni minime della settimana. Bisogna vedere il film di Nolan ma difficilmente vedremo il film di Nolan come dice lui: solo 40 sale in italia hanno la teconologia Imax. fa niente, ci piacerà lo stesso, ultimamente meglio liquidare con “quanti cazzi” le cosine del mondo in sovrannumero inutile.

Intanto i commenti si mantengono nell’equilibrio social che conosciamo (e a cui ammetto di essere affezionata): “boiata pazzesca!” e “sommo capolavoro!”.

La mia inezia preferita della settimana però è lei: i pantaloni pericolosi di Zara. Sono larghi e flosci, la gente cade, si sbuccia le ginocchia, si sfregia la faccia, si rompe la gamba e ci fa il video tiktok.

Per la rubrica “più scemi di così non siamo mai stati” mi chiedo cosa succede nella testa di una persona dentro un camerino mentre misura questi stracci: i pantaloni sono lunghissimi e larghi e hanno una spanna di tessuto che finisce sotto i piedi. Il consumatore contemporaneo quindi dice: benissimo! Li compro! Mi garbano! Nemmeno li accorcio, esco così!

Ma le temperature stanno per calare, quindi procediamo coi sollievi. Qui un’opinione meno catastrofica di quell’altra di cui tutti parlano: la fine dei libri.

Read the original on esterviola.substack.com

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