I tre giorni di Acciaroli. Ci vado ogni anno a luglio per il compleanno dei genitori, lavoro da qui, su un terrazzo dove di sera al tramonto vedi Capri. Acciaroli per me è il più felix dei posti della Campania felix, Cilento, il paese benedetto da Poseidone e qualcun altro sicuramente, e lo capisci cento volte al giorno, specie quando mangi la frutta, che ti punge la lingua svegliandoti dal sonno cittadino e ti chiedi di che razza è l’albicocca, non può essere solo un’albicocca perché le altre che conosci non hanno lo stesso sapore, saranno come quelle che crescono sull’Olimpo.
Si calma tutto, ad Acciaroli, sotto una brezza di mare che dalla mattina alla sera ti dice “guarda che non è niente” di tutto il peggio che stavi pensando. Un paese che ti stira la schiena e ti cambia la faccia. Un po’ più avanti, infatti, i greci ci avevano messo i faraglioni delle sirene.
Acciaroli era insensibile e resisteva a ogni meteo avverso, e invece quest’anno il caldo ha acciaccato pure questa bella terra. Dell’ultimo luglio ricorderemo tutti il doppio lavoro: fare in modo che qualsiasi parentesi fuori casa duri i minuti strettamente indispensabili. Me ne vado, da questo inizio estate, coi nervi che si sono fatti vecchi fili consumati di un caricatore, ogni volta che attacchi speri che funzionino ancora ma le parti scoperte sono troppe. Non ho mai dovuto fare tanti sforzi di mantenimento per il buonumore necessario al funzionamento quotidiano. Il gentle reminder è che non siamo all’improvviso demotivati e flosci e arrabbiati, è il sistema delle batterie che è andato fuori giri.
In onore di Nolan ho visto l’Odissea qui al cinema all’aperto Corallo, con un venticello soave tra balconi di panni stessi e finestre aperte, la cosa più anni ’80 che faccio da secoli, impossibile goderselo di più nemmeno se avessi avuto l’Imax su un’astronave. Il mare di Ulisse era proprio questo mare, ora che ci penso.
L’unica recensione possibile è: come si fa a guardare questa storia e poi voler affrontare il ridicolo tema dell’accuratezza omerica. Che hai fatto il classico a fare, se poi devi restare così ottuso?
Ha parecchie cose ancora da raccontare, mi pare, questo film. Eccezionale Nolan a scegliere attori che spariscono, nessuno di loro – specie Matt Damon – è un mangiatore di pellicola.
Micronotizie dalla settimana: Kim Kardashian, già milionaria e con tutta l’intenzione di essere ottima imprenditrice, continua a diversificare e ha una nuova linea-di-qualcosa-che-farà-i-milioni. Bibita in lattina, marketing fenomenale. C’è evidentemente in America un mercato di queste limonate sintetiche di vitamine gusto caramella che da noi non credo avrebbe possibilità di decollo.

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