Estate da cani, quarta settimana. Che siamo quasi allo stremo lo capisco dai capelli che vedo in giro. I capelli non rispondono più ai proprietari, chi in testa si sente la paglia e ormai non ci bada più, chi non sa più cos’ha, a parte un pallocco accroccato con un fermaglio.
Ci sono spuntati almeno cinque anni in più sulle facce, ma per fortuna è bruttezza passeggera, una mistura di arie condizionate, sonni frantumati, jet lag dei corpi sudati tra l'inferno fuori e il polo nord degli uffici, tutto in tre secondi. Ma come pretendiamo di rimanere normali?
Mi ricordo ancora quando si battezzavano anche le minime ondate di afa: Caronte, Lucifero, Mefistofele. Era un buon segno. Intanto voleva dire che ci era rimasto lo sfizio della fantasia. Ma soprattutto voleva dire che iniziavano e finivano in due giorni precisi e relativamente vicini. Ora questo caldo di pece non ha un nome, ci sta addosso e non se ne va mai. Speriamo di non dover cedere al ventilatorino, mentre scopro che c’è già un mercato florido.
Il clima influenza anche il vocabolario disponibile? Mi pare di sì. Il cervello smette di saper scegliere con accuratezza i termini e le frasi ben fatte scarseggiano. È estate da quanto? Sei mesi? Si vivono due vite: la prima fuori casa, mezze ore infinite, se hai da spostarti o prendere mezzi ti pare la giornata di un altro, un cretino che non si è saputo organizzare, la camminata sotto il sole s’accompagna sempre a una autodiagnosi di imbecillità, non ho capito perché. Manco fosse colpa nostra se abbiamo un lavoro. E poi c’è la vita dentro casa, a temperature artificiali, quando puoi tornare a preoccuparti dell’Odissea di Nolan, delle interviste privilegiate (?) delle influencer, da cui ho avuto l’ultima conferma letale di qualcosa che non mi piace, e cioè che ogni gogna social mi fa stare un po’ simpatico, anche contro la mia volontà, il povero bersaglio.
Sapete chi di questi tempi sta (scusate il termine) performando benissimo? Noi no ma lui sì, il biscotto Biscoff. Pensavo a un buon successo sì, perché imperversa in tutti i supermercati e tanti bar danno il mini-biscoff col caffé, ma il 600% in dieci anni è una scalata impressionante. Tra i cinque più venduti al mondo.
Sì, c’entrano anche Tiktok e i giapponesi (dei social come veicolo di vendite dubito che ci libereremo mai più, rassegnarsi).
Secondo l’ultimo rapporto annuale dell’azienda, i biscotti caramellati sono ormai tra i cinque più venduti al mondo. Quest’anno, inoltre, su TikTok è diventata virale una tendenza legata alla “cheesecake giapponese” preparata con biscotti Lotus.
«Si può fare un paragone con Oreo nel periodo in cui stava crescendo in modo vertiginoso», ha dichiarato in un’intervista Ignacio Canals Polo, analista di Bloomberg Intelligence. «Sembra che piaccia ovunque arrivi. È questo l’aspetto più importante da capire di Lotus Bakeries».
Fondata nel 1932, Lotus Bakeries ha progressivamente ampliato a livello globale la presenza del suo prodotto di punta, il biscotto Biscoff, anche attraverso una partnership con la compagnia aerea statunitense Delta Air Lines Inc.
Tra le notizie inutili: vedremo Apple Martin, la figlia di Gwyneth Paltrow, al cinema. Commedia romantica.
Poi. Ci aspetta il nuovo libro di Emily Ratajkowski, avventure femministe e sessualmente liberate di una trentacinquenne. Anticipo contrattuale fortissimo.
In una metafora pure troppo da scuola elementare per evocarla, Trump sta devastando la Casa Bianca: ha riempito le pareti di orrende applique di scritte e targhette dorate, pare uno di quegli outlet speduti che trovi per le strade provinciali dove ti fermi per sbaglio e non capisci come mai esiste quel posto se nessuno ha mai più comprato niente dal 1994, borse con la polvere sopra di stilisti estinti, déjà-vu di jeans a vita bassa e scarpe coi plateau.
Finisco con una notizia di farmacia. È saltato anche l’ultimo lucchetto della prossima epidemia medicinale: le pillole dimagranti-anti-fame-originariamente-per-diabetici ora sono vendute online e a basso prezzo in Uk. Pillole con cui facilmente diventi taglia trentasei. Nell’epoca in cui niente conta per le ragazzine quanto sembrare fighe in foto. Cosa potrà mai andare storto, prossimamente.
L’avviso per gli spiriti più delicati è che è uscito l’articolo (senza gara) più terrificante dell’anno.

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.