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Guida Pennivendola (Per Sopravvivere All'Apocalisse) · Mar 31, 2026

LA MACCHINA RACCOGLI CACCHINA e altre rime che non lo erano

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Domitilla Pirro · Guida Pennivendola (Per Sopravvivere All'Apocalisse)

Bentrovato, mostro mio!

Dell’ossessione che porto per le parole non faccio mistero: ne trovo mostruosamente interessanti alcune pieghe di senso.

Hai mai pensato alla parola sopraffazione, per esempio? Dentro ci sono la violenza e l’ingiustizia, e lì restano pure quando a sopraffarci sono impegni e scadenze autoinflitti o generati anziché generici dispensatori d’angherie.

Il meme della pausa caffè all’inferno, This is fine, col cane e la sua tazzina circondati dalle fiamme, ha compiuto tredici anni. Il suo autore KC Green, qui sopra ritratto all’apice del relax già in occasione del decennale, ha preso a dare in licenza il Question Hound (vero nome del personaggio) per varie forme di merchandising corrispondenti alla belvetta-con-bombetta: ma la verità è che ne esistono statuine in resina e in mattoncini simil-Lego, portachiavi e spillette tarocche e ogni possibile feticcio non autorizzato, e probabilmente, anziché sentirsene sopraffatto, pure il buon KC a un certo punto si sarà detto: “This is fine”. Va bene così, in realtà: va tutto bene. Il meccanismo va oliato, forse: ma funziona.

Tu come reagisci, mostro mio, nel momento esatto in cui realizzi che non puoi tenere tutto sotto controllo? Come te lo dici che se hai

  • un libro per bambinə in uscita,

  • una curatela di collana in progettazione,

  • due progetti topsecretony nel pieno della lavorazione,

  • un progetto non fiction in coda

  • e, soprattutto, su tutto, il romanzo nuovo che dopo otto anni è alle ultime ringhianti battute – se, se, se –,

…ALLORA forse va anche benone concentrare le forze lì anziché altrove? This is fine.

Proviamo a fare come predichiamo, per una volta, mostrigno: lo dico a te per dirlo a me. Proviamo a operare un ribaltamento: confessiamoci piromani e circondiamoci di cuccioli davanti alla stessa tazza di caffè. Metti che funziona.

This is Fine but reversed Meme Generator
It’s me, hi, I’m the problem it’s me.

Difficile trovare, per raccontarlo, un modo più caloroso di quello che ha scelto Mariolina Bertini, francesista e critica letteraria – le cui parole e attenzioni commuovono me e il coautore Francesco Gallo:

Le Avventure Inevitabili di Amalia Ingannasorte e la Macchina Raccogli Càcchina esce domani per Edizioni Piuma, e noi non vediamo l’ora che questa nuova parabola di figlitudine sghemba, genitorialità fallibile, mostrissimi bipedi e meno bipedi scriptorèttili compresi (!) – incontri te che leggi.

Ci abbiamo messo dentro più Vita Vera™️ di quanto ci piacerebbe ammettere: perciò,

all’annosa domanda “Quanta autofiction c’è realmente, nella scrittura narrativa?”, la risposta è “Proporzionale al guano di pipistrello albino. Nel nostro caso, quindi: TANTISSIMA.”

“Gentile Signora: finalmente ho finito di finire il mio libro. Sono già tre lustri che pettino e ripettino la chioma di Anna Livia”,

scriveva James Joyce a Livia Veneziani, moglie di Italo Svevo, a proposito di Finnegans Wake. E chi sono io per…? Per non sfruttare biecamente, intendo, quel sublime finito di finire e cercare di trasmettere a te che leggi la mostruosa sensazione di esserci quasi. Quasi. Quasi.

Tifa per me, vuoi?

Ci sono quasi. Sto shippando due personaggi malebenedetti a un livello risibile, grottesco, indelicato. Ipotizzo virate di genere da fanfiction autoinflitta pure quella. Contemplo il forfait, consapevole che la storia in questione m’infesta da ottobre 2018 (prima ancora che uscisse Chilografia, dunque) e che m’ha portato dappertutto, Cave comprese. Dopo otto anni la guardo la riguardo la ripasso tra le dita e per la prima volta ho una percezione di vergogna sublime e altissima che non ha a che fare necessariamente col senso d’incompetenza, con la percezione d’impostura, ma con la fragilità esiziale.

Lo dico? Dai, lo dico: sto ultimando la stesura della mia primissima storia ███████1.

Surrender now.

Ad aprile ci vediamo? Certo. Quando, come, dove?

Venerdì 10 alle 18 la mia scrittura sghemba sarà al centro di una Stortura, gli atipici appuntamenti promossi da effequ: grazie alla guida complice dell’autrice e sodale Ashley Rambo e alla tana sicura di NORA Book & Coffee, dialogheranno Utero Con Vista e, argh: il redivivo, riedito Chilografia. (È la prima presentazione di KG dopo circa sei anni. “E questo come ti fa sentire?”, chiederebbe la dottoressa.@#$%#!?@”, risponderò io.)

Domenica 12 aprile alle 19, alla Casa di Quartiere Saffi di Bologna, Francesco Gallo e io presenteremo ufficialmente al mondo Le Avventure Inevitabili di Amalia Ingannasorte e la Macchina Raccogli Càcchina: ci sono state anticipazioni spoilerose, è vero, e qualche appuntamento corsaro, ma questa è quella vera, la prima, e la lacrimuccia (di guano) è in agguato.

(Peraltro il giorno dopo ci tuffiamo nella Bologna Children Book Fair, e questo, come puoi immaginare o ricorderai, è meraviglia e anticipazione. Tremito e incanto.)

Leggere, che vergogna!”, il gruppo di lettura che porto al Circolo dei Lettori con Giulia Muscatelli, torna sabato 18 aprile per il suo penultimo (di già?!) appuntamento. Ci stiamo divertendo moltissimo… e vergognando pochissimo.

A fine mese, invece, con le Malagrazie mie amate ragionerò intorno a Il suo corpo e altre feste: il percorso di #LeggereOmbre continua a fare vittime, è il caso di dirlo. La data uscirà qui: hang in there.

Nel tempo libero, lo sai: torno a Monteluparo, in pieno Domiverso. Qual è il tuo?

Scrivimi, mostro mio, quando ne hai voglia. Oppure no, ci mancherebbe: basta che, al solito, scrivi.
E, volendo,

Intanto, e sempre: GRAZIE.

1

ma te pare che spoilero. So’ sempre io, nì. ❤️‍🩹

Read the original on domitillapirro.substack.com

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