Mese nuovo, abitudini vecchie. Torniamo a uscire il dieci, dopo il singhiozzo di maggio. E usciamo a un giorno dall’evento che ci avrebbe permesso di allentare un po’ la tensione da qui al festival, se solo in Italia avessimo un sistema-calcio all’altezza (ci sono i video di Caressa o qualcosa di più articolato su Ultimo Uomo, per approfondire).
Perché partire da un Mondiale di calcio che non ci riguarda direttamente? Un Mondiale che più di altri non ci fa davvero rimpiangere di non esserci, tra l’altro. Per due motivi. Primo, perché un po’ ci riguarda direttamente: non possiamo dire troppo, ma Diluvio ha un suo inviato dall’altra parte dell’Atlantico per l’occasione, che tornerà in tempo per raccontare tutto alla radio del festival; e perché, alla fine, usare il calcio come metafora di qualsiasi cosa è divertente.
Prendete Desmond Morris. Zoologo, etologo e pittore inglese (se n’è andato giusto un paio di mesi fa a novantotto anni) si è reinventato divulgatore appena capito quanto fosse facile e — appunto — divertente raccontare il genere umano sovrapponendo pattern raccolti attraverso epoche, geografie e culture diverse.
(È il Morris di The Naked Ape, il best-seller messo a nudo per la quasi-assenza di rigore scientifico e per gli stereotipi miopi dai quali osserva la realtà; lo stesso libro che ha ispirato Francesco Gabbani e il suo paroliere a scrivere il testo della canzone prima a Sanremo qualche anno fa. Tra parentesi, testo che ha fatto dire a Morris in un’intervista a Repubblica di essere rimasto “affascinato dalla sua bellezza, dalla sua cultura, dalla ricchezza delle citazioni. Mai sentito nulla di simile, forse solo in Bob Dylan e John Lennon”. E a Repubblica gli hanno creduto, perché è probabile non abbiano ancora scoperto l’umorismo britannico).
Messo a fuoco il personaggio, il saggio più interessante di Morris, però, è un altro, anche se non ha mai raggiunto il successo che meritava (l’unica pagina Wikipedia dedicata è in italiano, nemmeno in inglese; a suo modo fuorviante, perché, no, non tratta solo di hooligans). Finito di scrivere negli ultimi anni settanta, The Soccer Tribe si diverte a dimostrare come è un attimo ritrovare nel calcio tutti gli archetipi che caratterizzano la socializzazione di gruppi umani votati al raggiungimento di un obiettivo, in competizione con un altro gruppo umano simile, ma opposto. E siccome la tribù dovrebbe essere l’unità analitica più elementare, comune e accessibile con cui rappresentare l’organizzazione sociale, ecco il titolo.
In poche parole, per Morris, abbiamo smesso di cacciare animali e di farci la guerra (eh) per riadattare quegli impulsi atavici alla grammatica del calcio (o viceversa): in campo, sulle gradinate e lungo il tragitto casa-stadio. Una grammatica fatta di regole e leggi scritte e non scritte, che dirigono la vita di una tribù. Leggi che valgono e si riconoscono “da Aston Villa ad Avellino” (ha scritto davvero così nell’introduzione, Morris — chi ci aveva mai pensato a quest’assonanza?)
E quindi, le bandiere, i colori, i cori, le sciarpe, le trasferte, la fede, la rivalità, gli scontri, gli idoli, il peso della storia, i rimpianti, i festeggiamenti, i trofei, le disfatte, il dolore, la speranza.
La speranza. Quella che ti distrugge. It’s the hope that kills you. È uno dei cliché più abusati nel racconto del calcio per come lo si fa nel Regno Unito, lo stesso a cui partecipa anche Morris con il suo libro. Si mescolano l’umorismo (quello che non arriva a Repubblica) con un fatalismo quasi divertito, di forma, costruito su partite e tornei persi ai rigori — spesso contro la Germania — insieme a una goccia di speranza sincera.
C’è un punto, però, dove Morris non va a fondo, ma si ferma solo per illustrare senza elaborare né valutare (perché in fondo non è lo scopo del libro): il calcio letto attraverso il paradigma della tribù rimane solo un’evoluzione di qualcosa che sopravvive dal passato e cerca una forma per esistere nel presente. Non è davvero un’urgenza che si scatena dal bisogno di tendere verso qualcosa di nuovo; rimane appena un impulso a sfogare qualcosa di irreprimibile, forse incontrollabile, antico.
In qualche modo, dentro Diluvio convivono Juventinǝ e Interistǝ, c’è chi va in curva a Bergamo e chi, non si sa bene come, è finitǝ a simpatizzare per la Roma. E c’è chi sopravvive senza preoccuparsi del calcio. A nostro modo, siamo comunque una tribù, nel senso che intende Morris: tenuta insieme da regole scritte e non scritte; da un’appartenenza; da una visione del mondo. Abbiamo i nostri riti e le cerimonie per scandire e celebrare momenti diversi nella vita del gruppo. Si riconoscono ruoli e responsabilità. Abbiamo un attaccamento a certi luoghi, piuttosto che altri. Ci ritroviamo in alcune figure precise, più o meno storiche. Abbiamo una mascotte.
Siamo una tribù, però, che è insieme più coraggiosa e più delicata, di quelle del calcio. La speranza non ci distrugge e non ci accontentiamo di trovare una forma nuova a impulsi primordiali, difficili da sopprimere. La speranza ci trascina. Ma, più di tutto, cerchiamo di immaginare modi nuovi di abitare il presente, non per incanalare e smorzare istinti, ma per costruire qualcosa che non c’è. E lo montiamo un pezzo alla volta, a partire dalla domenica prima del festival, per poi rimettere tutto a posto il lunedì dopo. Una manifestazione effimera di un presente alternativo, che, però, ci portiamo addosso per tutto l’anno e ci spinge a immaginare quello che non c’è, ancora.
E anche se non si vede, rimane con noi, per non farci camminare solǝ.
Gocce - S3 Anteprima pt.3 [Alberto]
Alberto è il Sindaco di Ome. In un comune piccolo non è facile accontentare tuttǝ, soprattutto quando si scontrano il desiderio di raccogliere al Maglio la vita sociale del paese (e di un pezzo di provincia) e l’impatto sopportato dallǝ residenti e dal Parco. Ce lo racconta in una chiacchierata registrata con intorno il prato e gli alberi pesanti di pioggia e i ranocchi che cantano felici.
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NON PRENDETE IMPEGNI - gli eventi Diluvio da segnare in calendario
Sabato 20 giugno è di nuovo la giornata più bella dell’anno in città (Brescia è la città). Come da tradizione, il palco Diluvio per la Festa della Musica sarà sempre fuori Belafonte, in Carmine. Da noi si inizia a suonare alle 16:30 e si andrà avanti fino a mezzanotte (qualche minuto meno, per non infastidire troppo il vicinato ché la musica è un problema di decoro e ordine). I nomi: Millasoup, Yout Tiny Sofa, Marco Tonincelli, Nel traffico gli sguardi, Post Seasons, Stramare, Marea, Karakaz, I Gardenia, Micymyao.
Sabato 11 luglio invece facciamo una gita in montagna, al Meraviglia Festival, in provincia di Verbania, per raccontare Diluvio. Saremo ospiti del talk Fare un festival è da fuori di testa. Noi? Fuori di testa?
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LA PLAYLIST DI BAR PALCO - lista curata di musica che suona bene questo mese
DA RECUPERARE - articoli, libri, film, serie tv, podcast che ci sono piaciuti
Se c’è un Morris che vale la pena conoscere per davvero, più di quello a cui abbiamo dedicato praticamente tutta la newsletter, è William Morris e con lui il movimento Arts and Crafts, che teneva insieme critica sociale, politica, culturale e resistenza all’industrializzazione e alla standardizzazione. In questo articolo Abigail Harrison Moore esplora le figure femminili del movimento e la loro eredità.
In Germania si stanno muovendo per proteggere i club dalla speculazione edilizia, dandogli lo stesso status riconosciuto fino adesso solo ai teatri.
La logica che regola un’economia di mercato ha rovinato i giochi di carte? Se lo chiede Angelo Maria Perongini riflettendo su un’infanzia e un’adolescenza passata a giocare a Yu-Gi-Oh!
CI VEDIAMO IN GIRO - i concerti che andiamo a vedere questo mese
12-13/6 @Festyna vol.6 Passirano (BS)
13-14/6 @HANDMADEFESTIVAL Guastalla (RE)
14/6 Big Thief @CircoloMagnolia Milano
15/6 Kneecap @CircoloMagnolia Millano
23-27/6 @BelloVeramenteFestival Serravalle Pistoiese (PT)
26-28/6 @BAOMusicFestival Franciacorta (BS)
30/6 Mac DeMarco @ParcoDellaMusica Milano
1-5/7 @sOMEnfest Ome (BS)
4/7 IDLES @SequoieMusicPark Bologna
4/7 OKGIORGIO @TantaRobbaFestival Cremona
5/7 IOSONOUNCANE @ArtiViveFestival Modena
11/7 Tamango @StadioCarassai Milano
10-12/7 @BAOMusicFestival Valtrompia (BS)
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Il mese prossimo sarà già il mese del festival :)
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