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Bar Palco · May 11, 2026

#14 - Maggio 2026

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Diluvio · Bar Palco

foto: Elena Pagnoni

Diluvio è (anche) un esperimento di fantasia. È un gioco, il più serio di tutti, con le sue regole e i suoi obiettivi. C’è tutto un manifesto, il manuale del gioco. Più o meno indirettamente, è quello che chiediamo a chiunque decida di entrare al Maglio durante i giorni del festival: fate finta sul serio che per tutto il tempo che siete qui dentro cambi tutto.

Vale anche oggi. Fate finta che sia domenica, che sia ancora ieri, il dieci del mese, perché ci siamo dimenticatǝ di schiacciare Invia.

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È primavera a giorni alterni — che poi è come funziona la primavera, di norma, no? Oggi, domenica se aprite la mail appena arriva, è uno dei giorni alterni, di quelli sbagliati, di pioggia. Non come domenica scorsa. Viene quasi nostalgia, a pensarci.

Era il fine settimana del Primo Maggio. E a cavallo del Primo Maggio è quando comincia per davvero la stagione dei festival. Se girate un po’ le zone che frequentiamo anche noi (probabile — qualcuno ha detto bolla? Si chiama convergenza di vedute), sapete che si inizia da Leno. Anche quest’anno abbiamo iniziato da Leno.

I primi manifesti di Diluvio 2026 sono apparsi in giro per il parco, mentre sotto il tendone da una parte la birra e dall’altra la musica si infilavano tra i corpi, per incontrarsi nel centro, avvolte dalla polvere impalpabile alzata dai piedi che ballavano.

Quella di sabato 2 maggio era l’ultima sera di concerti e girare il parco dopo Le Feste Antonacci voleva dire vivere momenti familiari, per interposta persona: la cucina che un pezzo alla volta si spegne, i tavoli che iniziano a essere liberati per la chiusura, le bancarelle del market che diventano solo un gazebo e poi nemmeno quello, e lǝ volontariǝ che girano più leggerǝ per la prima volta dopo giorni.

foto: Elena Pagnoni

A proposito di volontariǝ, lo diciamo qui prima che altrove: questo è il modulo per entrare nel team di Diluvio 2026. Se siete già statǝ con noi e siete qui a leggere, è probabile che compilerete il form appena arrivate in fondo alla mail (se non avete già cliccato sul link e allora arriverete a leggere questa parentesi a modulo compilato); se state leggendo senza mai essere entratǝ nel team, forse è arrivato il momento di fare il passo.

E non perché ve lo diciamo noi: sarebbe troppo facile e poco obbiettivo. Prendete le parole di Marta. Marta è volontariǝ a Diluvio da cinque anni e questa è la sua storia.

Vi pare? Non siamo quel tipo di team, figurarsi di newsletter. Dovessimo cominciare a comunicare così, avremmo già passato la fase bolla, drittǝ nella zona di pericolo che è l’anticamera verso le sette.

foto: Elena Pagnoni

Eravamo a Leno. Non si poteva fare troppo tardi perché al mattino avremmo avuto da fare.

Se girate un po’ le zone che frequentiamo anche noi, negli orari in cui le frequentiamo noi, è difficile che vediate la città al mattino, di domenica. Ma stavolta ci siamo dettǝ che volevamo vederla sul presto (per essere di domenica), possibilmente dall’alto, su un prato, con qualche albero secolare a farci ombra — perché nei giorni alterni giusti comunque il sole di maggio inizia a scottare.

Con la città sotto, e noi sotto gli alberi, ci siamo trovatǝ per spolverare — meglio, stringere, nel senso di rinforzare, tirare, tendere — i fili di quella rete che tiene in piedi Diluvio durante il festival e per il resto dell’anno; quelle relazioni e quegli scambi da dove nascono le idee che prendono forma sul prato del Maglio o nelle sale del MO.CA o nella navata di Carme o per strada durante la Festa della Musica o in montagna alla Casa del Parco o in un mercatino o in un documentario o qui sopra.

Sole, giusto qualche nuvola, cartoncini, pennarelli, pastelli a cera, forbici, colla, spago, voglia di stare al gioco, vino, caffè e torte. Vogliamo chiamarlo team building? Riduttivo e inflazionato. Noi lo chiamiamo cacchiodobbiamoaspettareancorafinoalventitrédiluglioprimacheiniziilfestival?

Perché è quello che succede in questi casi: ti guardi intorno e nelle facce che hai davanti e di fianco leggi quello che stai pensando: magari iniziasse domani. Ci sono ancora mille cose da fare, chiaro, ma sai la voglia che inizi tutto di nuovo?

Ti rimane addosso e non te la togli. Come la polvere sotto il tendone di Leno.

Gocce - S3 Anteprima pt.2 [Dario+Lorenzo]

foto: Elena Pagnoni

Trovatevi una mezz’oretta all’inizio o alla fine della giornata (per un giorno potete non ascoltare Morning/Tineimi Bordone/Indagini, non succede nulla) e schiacciate Play qui sopra. Vi verrà voglia di iniziare a forgiare, come nuovo hobby, o quantomeno di passare dal Maglio la prima domenica disponibile a conoscere Dario e Lorenzo.

Bastano i primi due minuti: sentite che tutto quello che associamo noi al Maglio, come lo raccontiamo qui, vale anche per Dario, Lorenzo e tutte le persone che tengono viva la fucina. E non avevamo concordato nulla prima di incontrarci. Come se quel luogo parlasse allo stesso modo a chi ci passa, che tu sia lì per Diluvio o per forgiare una lama in damasco.

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NON PRENDETE IMPEGNI - gli eventi Diluvio da segnare in calendario

Non un evento Diluvio in senso stretto, ma c’entriamo anche noi: abbiamo curato la selezione musicale di un pezzo di Corpo Montagna, il festival dellǝ amichǝ di Casa del Parco.

Quindi, venerdì 29 maggio h20 MARMO; domenica 31 maggio h21:30 NUR.

Musica a parte, fate un salto, prima sul sito per scoprire il programma e poi a Cevo per il festival, perché Casa del Parco è un esperimento prezioso da valorizzare e proteggere.

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LA PLAYLIST DI BAR PALCO - lista curata di musica che suona bene questo mese

DA RECUPERARE - articoli, libri, film, serie tv, podcast che ci sono piaciuti

  • Quali progetti musicali, più di tutti, hanno intasato la nostra timeline negli ultimi tempi? Geese e Angine de Poitrine, esatto. Com’è successo? Questo articolo di Rivista Studio guarda dietro la comparsa improvvisa del duo a poix, mentre questo articolo di Wired ha fnito per sollevare un polverone sul successo di Cameron Winter et al.

  • Con la soglia dell’attenzione spappolata dai social — forse il danno minore — cosa vuol dire ascoltare e come si fa ad ascoltare oggi, in uno scambio pensato all’interno della dialettica democratica? Finché resiste, la dialettica democratica. E forse le due cose sono legate? Un articolo da segnare e tornare a rileggere ogni tanto.

  • Abbiamo parlato altre volte di Spin Time, il centro sociale di Roma dove ha sede la redazione dellǝ amichǝ di Scomodo, a proposito di dialettica democratica. Sabina Guzzanti ne ha fatto un documentario, disponibile su YouTube. Ma siccome è sempre bello vederli al cinema, i film, ci si vede al Nuovo Eden martedì 19 maggio.

  • Maggio a Brescia vuol dire 28 maggio. Sul sito della Casa della Memoria trovate il calendario degli eventi in avvicinamento all’anniversario, insieme a letture, documenti e ricordi.

CI VEDIAMO IN GIRO - i concerti che andiamo a vedere questo mese

Senzapalco, tutti i mercoledì sera @Belafonte Brescia

Un sacco di eventi di @Spettro per tutto il mese (e poi anche a giugno e luglio) per sostenere la loro raccolta fondi.

22-24/5 Mi ami @Idroscalo Milano

24/5 Arthur Lisko @Granita vol.5

31/5 Angine de Poitrine @PoplarUtopia Rovereto

9-11/6 @Beaches Brew Ravenna

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A giugno, sempre qui. Buona primavera, con tutti i suoi giorni alterni, giusti e sbagliati :)

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Read the original on diluvio.substack.com

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