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Nuova Cartella - La newsletter di Deer Waves · May 7, 2026

Il grande bluff della viralità organica nella musica

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Deer Waves · Nuova Cartella - La newsletter di Deer Waves

Quanto è bella la sensazione di scoprire una nuova band prima di tutti e essere certi che diventeranno la next big thing? Quell’istante in cui ti innamori di un brano incrociato per caso, inizi a parlarne con gli amici e ti convinci di averli scovati solo grazie al tuo impeccabile e raffinatissimo gusto musicale.

Ci sentiamo tutti un po’ dei talent scout incompresi, no? Beh, ho una brutta notizia per voi: spesso non è affatto così.

Negli ultimi giorni è esplosa - non letteralmente - una bomba chiamata Chaotic Good Projects, che ha smascherato l’illusione della scoperta musicale su internet.

Per farvela breve: Jesse Coren e Andrew Spelman (fondatori, appunto, dell’agenzia specializzata in marketing musicale e strategie digitali), sono andati da Billboard a raccontare che la “viralità organica” nel mondo della musica nel 2026 non esiste più: il loro ufficio è una distesa di centinaia di iPhone che gestiscono migliaia di account fake per “comandare la narrativa”. Non una grandissima novità, certo: le streaming/view farm esistono da anni, che però drogavano e gonfiavano più che altro numeri e statistiche.

Se vi siete gasati per i salvatori del rock, i Geese, se avete visto mille video di gente che impazzisce per Chappell Roan o ancora se avete riso per i meme dei delfini di Zara Larsson in stile Frutiger Aero, ecco, sappiate che parte di quei contenuti e grandissima parte di quell’entusiasmo nei commenti è stato fabbricato in laboratorio.

L’obiettivo di queste operazioni non è hackerare l’algoritmo, bensì la nostra fiducia. Sfruttano il principio della “riprova sociale” e si chiama trend simulation: se leggiamo 100 commenti entusiasti non appena un artista si è esibito al Tiny Desk, abbassiamo le difese critiche e il nostro cervello si convince che quella sia l’unica Verità. Pensiamo sia un movimento spontaneo, organico, inarrestabile, nato dal basso. E invece è solo il vecchio ufficio stampa delle major che ha imparato a vestirsi da tizio cool su internet, con un profilo fatto bene e tanto entusiasmo.

La cosa forse più inquietante non è tanto la tecnica di marketing in sé — che esiste da sempre e bravi loro che sanno farla funzionare — ma che ora venga utilizzata scimmiottando lo stesso linguaggio dei fan. È una pura operazione di quello che viene definitivo astroturfing, che uccide quel briciolo di sincerità che era rimasto nell’internet musicale.

Forse dovremmo tornare a leggerci le fanzine fotocopiate e distribuite ai live, oppure seguire belle pagine come Deer Waves, eheheh - che di laboratori non ne abbiamo e usiamo solo le nostre ditina per digitare alla tastiera.

Ma non è finita qua!

Qualche giorno fa, il giornalista Kieran Press-Reynolds — figlio di Simon Reynolds, colui che ha inventato il termine post-rock e scritto metà della storia della musica elettronica — ha pubblicato su Pitchfork un mega-articolo sui “giovani e folli editor di Wikipedia”, intervistando come protagonista tale Aradicus: un ragazzo di 20 anni che passa le giornate a creare pagine Wiki su artisti super di nicchia. Nell’articolo, Aradicus è l’unico di cui si legge vita morte e miracoli — gli altri intervistati compaiono per mezzo paragrafo scarso, quasi fossero lì per fare scena.

E fin qui tutto ok, più o meno.

Il problema arriva quando si scopre che Aradicus, nelle pagine Wikipedia che scriveva, usava come fonti quasi unicamente gli articoli dello stesso Press-Reynolds (qua un esempio). Il tutto senza menzionare che nel profilo di Wikipedia di Aradicus campeggiava da mesi un tributo a Press-Reynolds, ringraziandolo per “aver salvato il giornalismo musicale”.

Un cerchibottismo editoriale che fa molto ridere, ma che ci ricorda una cosa meno divertente: Wikipedia è l’infrastruttura silenziosa su cui si costruisce parte della credibilità su internet. Chi edita quelle pagine decide, anche in minima parte, chi esiste e chi no. E a quanto pare a volte lo decidono due tizi che si fanno i favori a vicenda.

Se volete approfondire, c’è questo lunghissimo articolo in cui perdervi che spiega ancora più nel dettaglio la questione - tipo la teoria secondo la quale Aradicus e Press-Reynolds siano la stessa persona.

In tutto questo delirio di bot e identità multiple, persino Spotify ha dovuto alzare bandiera bianca: è appena spuntato lo Human Badge, un bollino che garantisce che dietro la musica ci sia un umano in carne ed ossa e non un’AI che ha provato a plagiare qualche artista.

Se negli anni ‘00 masticavate electro francese e simili, il nome di Romain Gavras vi farà venire i brividini, quelli belli. Il regista dietro ai video di tante canzoni che amiamo è tornato per il nuovo singolo di GENER8ION con Yung Lean. Corpi che cadono al rallentatore, strade vuote, quella sensazione di essere dentro un film che non esiste ancora — visivamente è una di quelle robe che si guardano due volte di fila.

Un’altra collaborazione che non ci aspettavamo è quella tra Massive Attack e Tom Waits con Boots on the Ground, una roba oscura e bella pesante e che, tra l’altro, è il primo inedito di Waits in 15 anni. L’ennesimo atto politico contro l’ICE e la guerra.

E per rimanere in tema politico i Kneecap hanno pubblicato il nuovo disco, FENIAN. Tra basi clamorose, rime in gaelico e inglese, c’è un pezzo tostissimo (con il rapper palestinese FAWZI) e zero voglia di scendere a compromessi con chi da anni cerca di censurarli nel Regno Unito e non solo - ci vediamo ai loro live in estate?

Oltre ai brani qua sopra, vi segnalo sicuramente il ritorno di Rareș dopo due anni. La canzone si chiama Robina ed è davvero un gioiellino - alto rischio di heavy rotation.

Hemlocke Springs on turning internet virality into a singular debut | The  Forty-Five
Hemlocke Springs e la mela rossa del peccato

Se siete amanti del pop radiofonico fatto bene invece ho due consigli:

  • l’album di Hemlocke Springs: è quel tipo di pop sghembo, con un sound anni ‘80 ma con la sensibilità di chi è cresciuto su internet. Zero filtri, tanta personalità, un gioiellino vero. GIURO che questo entusiasmo non è un’operazione di trend simulation

  • Girlfriend di Grace Ives : per farla in breve è il disco che avrebbe voluto fare Lorde lo scorso anno - partite da Dance With Me per farvi un’idea di come suona

E per chiudere il cerchio ci spostiamo nel mondo rock: My New Band Believe - progetto solista di uno degli oramai-sciolti Black Midi. Io l’ho trovato un po’ un polpettone incomprensibile, ma se siete i tipici nostalgici con la puzza sotto il naso, orfani della Windmill Scene di Brixton e di quella cricca di band lì, ascoltatelo e fatemi sapere. Forse sono io che non ci ho capito niente.

Tutte le canzoni citate in questo numero sono disponibili nella playlist della newsletter - che trovate anche su TIDAL e Apple Music!

Ci sono errori o inesattezze? Vuoi esprimere il tuo amore/odio per questi contenuti? Scrivimi qua sotto.

Read the original on deerwaves.substack.com

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