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Nuova Cartella - La newsletter di Deer Waves · Nov 27, 2025

Confondere Ornella Vanoni con una moto da cross

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Prima di partire con le novità e con qualcosa di succoso, oggi devo subito lamentarmi.

Qualche giorno fa ci ha lasciati Ornella Vanoni. Al netto del dispiacere per la perdita di un personaggio del suo calibro, la gestione mediatica e social della sua scomparsa ha toccato vette abissi di assurdità che meritano due parole.

Ho ricevuto la nota stampa ufficiale di Claudio Baglioni (lo screenshot che avete trovato poche righe fa). Mi aspettavo un ricordo sentito, un aneddoto e invece il testo recitava letteralmente: «Arrivederci Ornella». Claudio. Capisco il dolore tolga le parole, ma un comunicato stampa che si limita a segnalare un tweet del genere sembra più un atto performativo (a che scopo, poi? Quello di farsi segnalare in una carrellata di messaggi altrettanto telegrafici al TG5?) che un vero e proprio messaggio di condoglianze. Non contento ha voluto aggiungere quanto segue, su X. Ok.

A volte il silenzio è più dignitoso della sintesi forzata.

Ma il premio “Disastro dell’anno” va a quelli de Il Messaggero che su TikTok hanno pubblicato la notizia della morte di Ornella con una didascalia commovente e dettagliata sulla sua carriera, ma il video allegato mostrava la recente tragedia di uno scontro tra moto acrobatiche in un circo con la scritta “Scontro tra stuntman al circo: un morto”.

Ad oggi, passati 5 giorni, la didascalia è ancora quella.

Pur di “coprire la notizia” prima degli altri finiamo per confondere una leggenda della musica con una moto da cross.

Onesto? Successo niente di così interessante. Però!

Il producer Danny L Harle (già dietro a lavori di Dua Lipa, Caroline Polachek, yeule, Skrillex, oklou, eccetera eccetera) sta per lanciare il suo nuovo album Cerulean (febbraio 2026). Il disco si preannuncia come l’Avengers dell’art-pop: la tracklist confermata è una collezione di gemme dell’infinito della scena attuale: ci sono PinkPantheress, Clairo (forse in versione EDM 2.0?), Oklou e Caroline Polachek. Harle è maestro nel mescolare l’estetica PC Music con la trance e l’eurodance anni ‘90, rendendole digeribili per il mainstream. Se i singoli Crystallise My Tears e quello con Polachek sono indicatori affidabili, questo sarà il disco che consumeremo nei prossimi mesi.

Qualche giorno fa Charli XCX ha pubblicato un lungo post sul suo Substack: un’analisi schietta e lucida del suo status da pop star. Niente filtri del management (credo), niente “vi amo tutti ke bello grazie”, niente piagnistei strategici su TikTok.

Charli ammette il privilegio di essere una pop star - tra party esclusivi, trattamenti privilegiati e regali inutili, ma il vero nervo scoperto è un altro: la nostra ossessione per la responsabilità morale delle star. Oggi pretendiamo che gli artisti siano anche attivisti, modelli di comportamento, amici sinceri che ci raccontano i loro traumi in diretta. Charli invece spiega che non è così.

In un’epoca in cui tutti fingono di essere “autentici” e trasparenti per venderci qualcosa, Charli rivendica il suo diritto all’ambiguità. Non le importa se un artista dice la verità, se mente o se recita un personaggio: le importa venderci regalarci una fantasia, la stessa con cui ha sognato da ragazzina guardando MTV e che le ha permesso di arrivare dov’è oggi.

Charli ammette quello che, a quanto pare, non è ovvio: è ricca, fa una vita assurda e non è lì per educarci o per essere la nostra migliore amica. È lì per farci sognare, cantare e ballare.

Ed è la presa di posizione più sincera che una popstar potesse prendere oggi.

P.S. nella playlist di questo numero della newsletter vi lascio “London Queen” di Charli - brano del 2014 che anticipava la vita che avrebbe fatto 10 anni dopo

L’uscita di Art Angels, esattamente 10 anni fa, è stata il momento esatto in cui la musica alternativa ha smesso di vergognarsi di amare il pop.

Oggi, purtroppo, associamo Claire Boucher ai deliri su X e al Coachella, a Elon Musk e ai figli chiamati come equazioni, ma nel 2015 Art Angels fu quello che, a distanza di 10 anni, possiamo definire il Big Bang delle weird pop girlies.

Grimes, che arrivava da un capolavoro incredibile - ma molto di nicchia e per espertonə, prese l’estetica K-pop, i sample dei videogames e le melodie catchy e le sporcò con la giusta attitudine punk e DIY. Per chi non lo conoscesse, immaginatevi le Harajuku Girls di Gwen Stefani che decidono di drogarsi di LSD insieme a Taylor Swift.

Senza Art Angels, oggi probabilmente non staremmo parlando né di Charli XCX, né di PC Music, né di BLACKPINK, né di questo numero della newsletter eheh 😈.

Tutte le canzoni citate in questo numero sono disponibili nella playlist della newsletter - che trovate anche su TIDAL e Apple Music!

Nell’ultimo episodio del podcast abbiamo raccontato un po’ di storie di fan che ci hanno creduto (o ci credono) un po’ troppo, che scrivono nella bio “swiftie” o “post malone stan account”: insomma, persone di merda.

Ci sono errori o inesattezze? Vuoi esprimere il tuo amore/odio per questi contenuti? Scrivimi qua sotto.

Read the original on deerwaves.substack.com

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