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Catenaccio - La newsletter di Sportellate.it · Apr 26, 2025

Catenaccio #116

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Catenaccio · Catenaccio - La newsletter di Sportellate.it

Questo è il #116 di Catenaccio - una newsletter che parla di sport, cultura e società.

Cari Catenacciari, buongiorno, buon fine settimana e buon sobrio 25 aprile in ritardo!

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La sportellata di Gabriele Moretti

Per celebrare - anche se con un giorno di ritardo - l’ottantesimo anniversario della Liberazione dell’Italia dalla tirannia nazifascista, volevo raccontarvi una storia che potesse arricchire la memoria di questa giornata intrecciando sport, guerra e resistenza. Tuttavia, scavando nell’internet e tra i miei libri, mi sono reso presto reso conto che gli episodi da raccontare sarebbero stati troppi e che sceglierne uno soltanto avrebbe in qualche modo fatto torto a tutti gli altri. Non per una qualche gelosia letteraria, ma perché si tratta di memorie straordinariamente individuali, ognuna caratterizzata da un suo percorso unico. Insomma, nessuna poteva essere paradigmatica, nessuna avrebbe potuto contenere in sé il significato, il dolore o la gioia di tutte le altre. Inoltre, moltissime di queste storie erano già state raccontate da autori migliori del sottoscritto, autori che hanno avuto la possibilità di fare seria ricerca storica, orale e documentale, ai quali avrebbe avuto poco senso sovrapporsi.

Per questi motivi ho scelto di proporvi una piccole collezione di storie di calciatori che hanno partecipato alla resistenza, sperando di riuscire - nel mio piccolo - a promuovere l’idea di una Storia e di una Memoria capaci di far parlare micro e macro, servendosi delle vicende individuali per comprendere il quadro generale e servendosi del quadro generale per comprendere le vicende individuali.

  • Bruno Neri, nome di battaglia Berni

    Classe 1910, nato a Faenza, terzino destro della Fiorentina appassionato di arte, poesia e letteratura. Famosa la sua fotografia, scattata il 10 settembre 1931 prima di un’amichevole contro l’Admiral Vienna per l’inaugurazione del nuovo stadio di Firenze, in cui Neri è l’unico giocatore a non esibirsi nel saluto fascista. Dodici anni più tardi, dopo l'8 settembre ‘43, entra nelle formazioni partigiane con il nome di Berni. Viene ucciso, durante una ricognizione, il 10 luglio del '44, insieme al comandante della sua Brigata. Oltre all’articolo linkato, la sua storia è raccontata in uno splendido podcast di Radio Rai e in diversi libri.

  • Raffaele “Raf” Vallone

    Nato a Tropea nel 1916, si trasferisce da piccolo con la famiglia a Torino e indossò la maglia granata dalle giovanili fino al ritiro (tranne una brevissima parentesi a Novara) arrivato nel 1941, collezionando 33 presenze in Serie A e vincendo una Coppa Italia. Nell’autunno del ‘43 entrò in clandestinità unendosi ai partigiani di Giustizia e Libertà. Dopo la liberazione divenne giornalista e caporedattore delle pagine culturali de L’Unità, seppur in aperto dissenso con lo stalinismo. Al contempo, divenne un apprezzato attore di teatro e di cinema, lavorando con alcuni dei più grandi registi dell’epoca: Dino Risi, Pietro Germi, Mario Soldati, Sidney Lumet e molti altri.

  • Michele Moretti, nome di battaglia Piero Gatti

    Nato a Como nel 1908, conosce presto la durezza del fascismo: suo padre, ferroviere, viene licenziato nel ‘22 perché socialista. 165 presenze con la maglia - rossa - della Comense e una convocazione mondiale sfiorata, dopo aver chiuso con il calcio diventa operaio, entra nel PCI in clandestinità, diventa sindacalista e ha parte importante nell’organizzazione degli scioperi dell’estate ‘43. Dall’8 settembre prende parte alla guerra partigiana e diventa commissario politico della Brigata Garibaldi “Luigi Clerici”, attiva nei monti comaschi. Il 27 aprile 1945 è presente (e forse protagonista) dell’uccisione di Mussolini e Claretta Petacci. In questo libro potete leggere la sua testimonianza diretta.

  • Antonio Bacchetti

    Friulano di Codroipo, nato nel 1923, inizia la carriera di calciatore giovanissimo nel Potenza, in Serie C. Nel ‘43 torna all’Udinese, nascondendosi tra le montagne friulane a combattere l’occupazione nazista. A fine marzo ‘45, durante le ultimissime fasi della resistenza, è protagonista dell’uccisione extragiudiziale di un fascista, per cui sarà processato nel ‘51, mentre è all’apice della sua carriera, idolo dei tifosi napoletani. Dopo il ritiro fonda una squadra giovanile a Udine, dove vive per vent’anni, finché la sua vita non prende una svolta tragica. Potete leggere la sua biografia nel libro O’ Cammello, scritto dallo storico dello sport Sergio Giuntini.

  • Dino Ballacci, nome di battaglia Krauss

    Terzinaccio tutto grinta e cattiveria, bolognese di San Donato classe 1924, viene rastrellato dai tedeschi ad Aviano in Friuli nel 1943 ma riesce a uccidere il suo aguzzino - tale Krauss, da qui il nome di battaglia - e a scappare in montagna e a raggiungere il Cansiglio, nel bellunese, da dove fugge insieme ai suoi compagni della Brigata Nannetti per evitare i rastrellamenti del’ 44 ed entra nella 5° Brigata Osoppo. Dopo la guerra torna a Bologna, dove gioca in per dodici anni e 306 presenze in A.

  • Vittorio Staccione

    Centrocampista torinese e torinista, nato nel 1904, gioca al Torino, alla Fiorentina e al Cosenza, a cui aggiunge poche presenza a fine carriera nel Savoia e nel Chieri. Appesi gli scarpini al chiodo a soli 31 anni, torna nella sua città dove diventa operaio alla FIAT e inizia a mettere in pratica la sua passione politica. Viene più volte schedato e arrestato dall’OVRA e nel marzo 1944 arrestato, condannato e consegnato alle SS per avere partecipato agli scioperi organizzati da Michele Moretti. Deportato a Mauthausen, muore di setticemia per le conseguenze di una ferita causata dalle botte delle guardie il 16 marzo ‘45. Il giornalista Francesco Veltri ha raccontato la sua storia in questo libro.

  • Guido Tieghi

    Caso raro rispetto a quelli raccontati finora, Guido Tieghi fu cronologicamente prima partigiano e poi calciatore. Nato nel 1925 a Milano, cresce calcisticamente nella Pro Vercelli e a diciotto anni, nel ‘43, per sfuggire alla coscrizione nella Repubblica di Salò, si unisce alla 182° Brigata Garibaldi, di cui diventerà commissario politico. Finita la guerra, gioca nel Grande Torino come riserva di Mazzola, Gabetto e Ossola. Gioca solo tre partite, ma segna ben due gol. La sua carriera prosegue a Livorno, Novara, Vigevano e Reggio Emilia. Nel 1950, viene incarcerato per 22 mesi accusato di aver compiuto un omicidio durante i suoi anni da partigiano, ma ne esce del tutto scagionato. La sua vita è stata raccontata da Massimo Novelli in “La vita strappata di Guido Tieghi”.

Sport e numerologia con Alessandro Ginelli

51 - Come gli anni passati dall’ultima volta in cui il Bologna si è spinto fino alla finale di Coppa Italia. Era il 1974, c’era Giacomo Bulgarelli a illuminare il campo e i rossoblù vinsero ai rigori contro il Palermo. Quella di quest’anno è una cavalcata inattesa se si guarda all’avvio di stagione della squadra di Vincenzo Italiano, ma è anche un segnale che avere fiducia nel lavoro ripaga (quasi) sempre.

99 - I punti con cui Oscar Piastri in questo momento guida la classifica piloti del Campionato Mondiale F1. Il pilota della McLaren ne ha 10 di vantaggio sul compagno di squadra Lando Norris e 12 sul campione in carica Max Verstappen, e sembra sempre di più il famoso “terzo” che gode tra i due litiganti. Ma Oscar è soprattutto un pilota solidissimo che meriterebbe eccome questa definitiva consacrazione.

88.325 - Strappando una pagina al più bravo di tutti con i numeri, Giuseppe Pastore, riportiamo questa coincidenza incredibilmente argentina. Jorge Mario Bergoglio (ma per tutti Papa Francesco) era il socio numero 88.235 del San Lorenzo de Almagro, sua squadra del cuore. Il Pontefice si è spento ad 88 anni alle 2.35 ora locale di Buenos Aires. È stato senza dubbio il Papa dello sport.

52 - Sono le settimane consecutive che Jannik Sinner avrà concluso al numero 1 della classifica mondiale ATP al termine del Roland Garros 2025. Un dato straordinario, soprattutto alla luce dei 3 mesi di stop in cui l’altoatesino non ha potuto conquistare e/o difendere punti, e che onestamente dice qualcosa sulla concorrenza un po’ fiacca da parte del resto del circuito.

17 - Come i titoli mondiali vinti da John Cena, che ha chiuso la serata II di WrestleMania 41 con le braccia al cielo e la cintura tra le mani. In una WrestleMania che molto onestamente non sarà ricordata come l’edizione più memorabile, il vecchio campione (che ha intrapreso un percorso da “heel”, ovvero da cattivo, per l’ultimo anno di carriera) è l’immagine più rappresentativa di uno sport in grande ripresa che però ha forse perso un’occasione in questo showcase.

I momenti più imbarazzanti della settimana secondo Leonardo Salvato.

L'ultima giornata di campionato è stata quella delle sliding doors: un'uscita allegra e una marcatura fantasma liberano lo spazio per il colpo di testa di McTominay, che come una scossa si propaga anche al Dall'Ara, là dove Orsolini allo scadere lascia l'Inter al palo, riagguantata a 71 punti in testa alla classifica proprio dal Napoli, con noi spettatori pronti a prendere i pop-corn per gustarci gli ultimi cinque atti di questo thriller che è la Serie A 2024-2025. Ma cosa sarebbe successo se, dall'altro capo del mondo, una farfalla non avesse battuto le ali una volta di troppo, influenzando di conseguenza la traiettoria del pallone che Taremi avrebbe dovuto solo spingere in rete, eppure manda sullo scarpino di Miranda?

"Una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale" diceva De André, quindi è subito diventata di dominio pubblico, non appena appreso della dipartita di papa Francesco, la curiosa e anche sinistra coincidenza che tra alcune promozioni dell'Avellino e i decessi dei pontefici. La promozione in B di questa stagione insegue quelle dai dilettanti alla Serie C del 1958 e del 1963, in corrispondenza coi decessi rispettivamente di Pio XII e Giovanni XXIII; la promozione in cadetteria del 2005 all'indomani della morte di Giovanni Paolo II; fino alla storica promozione in A del 1978, in cui addirittura a morire furono due pontefici, Paolo VI e Giovanni Paolo I. Insomma, una legge che ha quasi del soprannaturale, per cui nulla poteva impedire al destino di compiersi sabato scorso al Viviani di Potenza, dove si è giocata Sorrento-Avellino: nemmeno un pasticciaccio bruttissimo tentato dalla retroguardia biancoverde, che ha tentato senza riuscirci di rompersi da sola le uova nel paniere.

A proposito di tentativi di autosabotaggio, non è da meno Szczesny, che nell'ultimo turno letteralmente apre la porta al Celta Vigo per il gol del pari, uscendo dai pali su un cross basso al limite dell'area di rigore in maniera a dir poco sconsiderata. Un autosabotaggio, o un modo per tenere comunque sempre sull'attenti i suoi compagni di squadra? D'altronde, per una squadra capace di segnare 152 gol in 52 impegni stagionali, il rischio di perdere il contatto con la realtà c'è eccome...

Cose da leggere, guardare e acoltare suggerite da Lorenzo Lari

  • A Pasquetta si doveva giocare [ARTICOLO]:
    "
    Il cattolicesimo ha sempre pervaso la vita politica dell’Italia e continua a farlo, non limitandosi alla manifestazione della fede di un pur elevato numero di credenti. Quindi, continuiamo a non stupirci, ma non stupirsi non significa non arrabbiarsi, persino per una questione "piccola" come il rinvio delle partite di calcio. Perché questo rinvio, come già detto, ha fatto solo danni e li ha fatti a molte persone, oltre a toccare qualche nervo scoperto." Gli ottimi Gabriele Moretti e Niccolò Masini spiegano sui nostri canali del perché rinviare le partite di Pasquetta è stato un errore. Da leggere, a prescindere di quello che si pensi.

  • La Milonga del Fútbol [SPETTACOLO TEATRALE]:
    Sono di recente tornato a vedere Federico Buffa a teatro col suo spettacolo dedicato al calcio argentino ed all'Argentina. Finita la rappresentazione ho deciso che il mio prossimo viaggio fuori Europa sarà proprio in Argentina. Non so se ad oggi sono in programma altre repliche sparse per l'Italia, ma se siete appassionati di fútbol (e magari anche di tango...) e la kermesse passa dalle vostre parti, compratevi un biglietto.

  • Fiori per Algernon [LIBRO]:
    Fiori di Algernon, capolavoro della narrativa di anticipazione scoperto dal sottoscritto - lo ammetto - tramite Tik Tok, è un libro che ti rimane dentro. Se inizialmente vi risulterà molto complicato entrare nelle sue dinamiche e farvi trasportare dal suo ritmo lento, non scoraggiatevi: andando avanti il romanzo assume le sembianze di una cascata lasciando uno spunto di riflessione dietro l'altro. La storia racconta del percorso di Charlie Gordon, un ragazzo diversamente abile che, sottoposto ad una speciale terapia sperimentale si trasforma in un vero e proprio genio. I temi centrali sono l'intelligenza (cos'è l'intelligenza? Solo gli intelligenti meritano di essere ascoltati ed amati?) e l'abilismo come piaga sociale.

La foto più bella della settimana secondo la redazione di Catenaccio

Londra (Regno Unito) - 23 aprile 2025

Una vista aerea dei campi del Bostall Gardens di Greenwich, ristrutturati nel 2023 con i fondi di LTA Park Tennis Project e Mercedes-Benz secondo il design degli artisti berlinesi Low Bros.

(BBC In Picture)

Read the original on catenaccio.substack.com

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