Questo è il #115 di Catenaccio - una newsletter che parla di sport, cultura e società.
Cari Catenacciari, buongiorno, buon fine settimana!
È finalmente arrivato l’ottavo Sportellate Magazine!
Il numero in questione esce nelle prime settimane del 2025, ma è interamente dedicato ad alcune delle più belle vicende sportive che hanno avuto luogo nel 2024.
Noterete che tra queste storie sportive che ci hanno accompagnato nel corso del 2024 ce n’è una che ci riguarda da vicino. Nel settembre scorso si è tenuta, nella splendida cornice del Cinema Fulgor di Rimini, la terza edizione del Festival della Cultura Sportiva.
Tra gli ospiti Gigi Datome, Flavio Tranquillo e Luca Ravenna. Tutto ciò, chiaramente, non sarebbe stato possibile senza l’impegno dei nostri collaboratori né senza il supporto della community che si è formata attorno a Sportellate. È per questo che, ancora una volta, vi ringraziamo per essere dalla nostra parte.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo alla lettura.
Per leggere il Magazine #8, non dovete fare altro che associarvi a Sportellate e scaricarlo!
Come al solito, ricordatevi che potete scriverci per fare domande a Matteo, per insultarci, farci i complimenti, criticarci o qualsiasi altra cosa vogliate comunicare a catenaccio.sportellate@gmail.com o su tutti i canali social di sportellate.it
Buona lettura e non dimenticate di condividere Catenaccio con i vostri amici!
La sportellata settimanale di Gabriele Moretti
Sabato scorso, durante la partita di Serie A2 femminile di pallavolo tra Casalmaggiore e Concorezzo, è stato stabilito un record di cui forse avrete letto qualcosa in giro, visto che la notizia è rimbalzata immediatamente tra siti di news e social network. Durante il terzo set, quando ormai a Casalmaggiore bastava un punto per la vittoria, è entrata in campo Arianna Manfredini, esordiente a soli 13 anni e 4 mesi: di gran lunga la più giovane debuttante nella storia della Serie A italiana di volley. Prima di lei, la più precoce era stata nientemeno che Francesca Piccinini – una che in carriera ha vinto 5 scudetti, 7 Champions League, un Mondiale, una Coppa del Mondo, un Europeo e una lunga serie di ori e argenti – che aveva esordito con la Carrarese in A1 a 14 anni, 9 mesi e 28 giorni.
Dopo il primo stupore per la notizia e al di là delle rituali congratulazioni ad Arianna Manfredini, tuttavia, discutendo con amici e colleghi sono sorte alcune considerazioni, o forse sarebbe meglio dire domande, riguardo l’opportunità di un esordio tanto precoce e, soprattutto, di questo esordio tanto precoce e di altre situazioni simili nello sport. Le domande (e le parziali risposte) che ci siamo posti e che ho deciso di mettere per iscritto non vogliono essere in alcun modo un attacco nei confronti della ragazza, che è ovviamente esente da colpe e ricca di meriti e alla quale auguro (pure con un po’ di interesse da tifoso) un futuro radioso e vincente almeno quanto quello di Francesca Piccinini.
Per introdurre le domande, come sempre, ci vuole un po’ di contesto, d’altra parte non so quanti tra i lettori e le lettrici di Catenaccio siano pratichi del secondo livello della pallavolo femminile e men che meno della pallavolo giovanile. Volley Casalmaggiore La VBC Volleyball Casalmaggiore – che ha ovviamente sede a Casalmaggiore, provincia di Cremona – è una squadra di fondazione piuttosto recente. Nata nel 2008 dalla fusione di VBC Casalmaggiore e Pallavolo Ostiano, in soli sette anni è passata dall’ottavo posto in B2 a diventare campione d’Italia alla seconda stagione di A1 e, un anno dopo, campione d’Europa, sfiorando anche la vittoria del campionato del mondo per club nel 2016. Negli anni successivi, dopo due secondi posti stagione regolare, i risultati si fanno più modesti e la VBC galleggia per qualche stagione a metà classifica.
Poi, in maniera del tutto inaspettata, ad aprile 2024 la società decide all’unanimità di accettare l’offerta di Cuneo Granda Volley, che era appena retrocessa sul campo, e di cederle il titolo sportivo – cioè, per farla breve, il diritto a partecipare al campionato. Il motivo, secondo quanto comunicato dalla dirigenza, è economico: Casalmaggiore non è riuscita a trovare un main sponsor per la stagione 2024/2025 e l’iscrizione senza le garanzie di una copertura economica è troppo rischiosa. Inizialmente si pensa che la VBC avrebbe rinunciato completamente alla prima squadra, concentrandosi completamente sul settore giovanile, ma in estate riesce ad acquisire a sua volta il titolo sportivo di Legnano e ad iscriversi in Serie A2, dove ha appunto appena esordito Arianna Manfredini. Finalmente, arriviamo alle domande.
La prima sorge in reazione alle risposte date dalla società riguardo la convocazione e l’esordio di Arianna Manfredini. Secondo quanto dichiarato, la giocatrice è stata convocata e poi fatta entrare in campo come premio per i brillanti risultati ottenuti nei campionati giovanili. Avere delle giocatrici under 16 o under 18 in panchina, quest’anno per Casalmaggiore non è di certo una novità. In stagione sono state convocate altre dodici potenziali esordienti tra i 15 e i 17 anni di età, ma a quanto risulta l’unica ad avere esordito con la prima squadra è Manfredini, l’unica classe 2011 e di conseguenza l’unica che avrebbe battuto il record storico.
La seconda domanda, invece, riguarda il percorso (appena iniziato) della ragazza nella pallavolo di alto livello. La giocatrice in questione, che come abbiamo già detto ha sicuramente giocato dei buonissimi campionati giovanili territoriali, al momento non vanta nemmeno una convocazione negli stage di selezione nazionale, a differenza di molte coetanee. Seguendo un criterio di merito, allora, quante altre atlete più o meno coetanee avrebbero, negli anni, meritato almeno una apparizione nel campionato di Serie A? Se gli esordi così precoci sono un’assoluta rarità, solitamente riservati ad atlete ed atleti già troppo competitivi sul piano tecnico e fisico per restare troppo a lungo nelle giovanili, ma questo non sembra essere il caso.
La terza questione, invece, si ricollega in un certo modo con quanto detto poco sopra. C’è un’enorme differenza tra l’esordire in serie A perché si può realmente essere d’aiuto alla squadra – o per capacità sopra la media o per altre necessità, ad esempio una panchina “corta” per una serie di infortunati – e l’esordire “per regalo”, entrando in campo per un solo punto, in una gara virtualmente terminata da parecchio, giusto per mettere la spunta all’esperienza “giocare in Serie A”. Secondo una certa visione di cultura sportiva che a Sportellate condividiamo e promuoviamo, regalare un risultato, qualunque esso sia, va contro al concetto stesso di competizione e di merito: la lezione sarebbe dunque che si può arrivarci per gentile concessione, senza guadagnarsi l’effettivo merito sul campo? Si potrebbe discutere a lungo su quanto portare e far giocare atlete giovanissime possa essere positivo (o negativo) per la loro crescita sportiva. Resta il fatto che, anche per una questione di rispetto verso la squadra e il gioco in genere, ma anche di esperienza formativa e fiducia nei confronti della ragazza o del ragazzo che si fa entrare in campo, sembrerebbe sempre più consono dare spazio ai giovani quando possono realmente dare un contributo e non solo avere il nome scritto sul tabellino.
La quarta e ultima domanda non è altro che l’ovvia conclusione del percorso tracciato dalle prime tre. Come detto, l’ingresso in campo di Arianna Manfredini ha battuto un record di precocità che resisteva da 32 anni, battendo quello stabilito da una giovane talentuosa poi diventata una delle migliori pallavoliste della storia. Come ci si poteva aspettare, il fatto ha assunto rapidamente una rilevanza nazionale ed internazionale occupando spazio sui media sportivi e non solo. La VBC Casalmaggiore, come vi abbiamo raccontato, è una “nobile decaduta” del volley italiano che ultimamente ha sofferto di gravi problemi di attrattività, avendo dovuto rinunciare all’iscrizione in A1 anche a causa della mancanza di sponsorizzazioni. Alla luce di quello che abbiamo scritto finora, stando a come è maturato l’episodio, siamo sicuri non si tratti di una piccola ma intelligente operazione di marketing da parte di un club che, in fin dei conti, altri motivi per avere una tale risonanza mediatica non ne avrebbe avuti? Una grande pubblicità per Casalmaggiore e per le sue giovanili, su cui la dirigenza punta moltissimo per il presente e per il futuro. Sia chiaro, non c’è nulla di male nel cercare di far parlare di sé. Tuttavia, bisogna essere estremamente attenti e sensibili quando si tratta di un passo fondamentale nella carriera di un’atleta tredicenne.
In conclusione, auguriamo ancora tutto il meglio ad Arianna Manfredini, sperando di vederla giocare ancora nelle palestre di A2 e, perché no, di A1 e in futuro della nazionale. Ancora di più, le auguriamo di farlo, semplicemente ed esclusivamente per scelta tecnica, senza troppi record notiziabili, e magari per qualche minuto in più. Come la cultura dello sport imporrebbe.
Matteo Orlandi ha 5 opinioni su tutto.
A dar retta a quello che si legge in giro, Roberto De Zerbi a Marsiglia è impazzito. Minacce di non allenare più la squadra, insulti al povero Pol Lirola (“non ti voleva nessuno!”) discorsi da professore di educazione fisica sull’inutilità della vittoria, addirittura quasi sequestri di persona (“non vedo la mia famiglia e allora non la vedrete nemmeno voi”). Per la prima volta in carriera alle prese con una piazza complessa e pesante, De Zerbi sembra arrivato al burnout dopo sette mesi; la squadra sembra chiedere la sua testa. Andrà via prima lui? Rinuncerà ancora a qualcosa? Dopo aver rinunciato alla panchina del Bologna per rispetto di Mihajilovic, dopo aver annunciato di non accettare mai di giocare la Superlega per rispetto del calcio della gente, dopo aver rinunciato ad allenare il Manchester United e il Milan per progetti non strutturati a sua immagine (fonte Riccardo Trevisani) a cosa rinuncerà stavolta De Zerbi? Ascoltiamolo con le sue parole, tutte dette in conferenze stampa.
1. L’appetito
”Mangiare? Io non ho bisogno di mangiare. Io vivo per il pubblico, per la gente, per le idee. A me interessa vedere lo stadio crollare, lasciare una traccia. Non mi importa mangiare o non mangiare, non è così che ragiono.”
2. Le tasse condominiali
”Il condominio è di tutti. Il comportamento di questo amministratore lede il diritto del più debole al quale impedisci di crearsi la strada. È come se dicesse ‘il condominio è mio’”
3. Tinder
”Se sono io il problema, me ne vado. Sono venuto qui per dare qualcosa, per trasmettere e vivere qualcosa che trascenda e ci sappia elevare. Se non funziona, tolgo il disturbo.”
4. I pranzi della domenica
”Ho solo una faccia, non sono una persona falsa. I miei parenti hanno coraggio e personalità, anche se possiamo sempre migliorare. Serve passione, serve capire quanto sei fortunato nello stare in una famiglia come questa, non puoi essere qui ed essere semplicemente un dipendente che scrocca il pranzo.”
5. Il fantacalcio in coppia
”Ognuno è libero di dire quello che vuole. Nessuno mi ha chiamato, nessuna squadra. La mia intenzione è di restare qui per molti anni. I matrimoni si fanno a due, vedremo come finirà la stagione. Vuoi farmi fallire? Allora falliremo tutti insieme.”
I momenti più imbarazzanti della settimana secondo Leonardo Salvato.
E se tu guarderai a lungo nell'abisso, anche l'abisso guarderà dentro di te"
(F. Nietzsche)
Questo è lo spazio in cui contempliamo con amorevole affetto - se non addirittura venerazione - il brutto, l'imperfetto, il mal fatto, forse perché è ciò che in ultimo riesce ad avvicinare a noi questi super-atleti dai corpi ultra-performanti che sembrano fatti di una materia diversa dalla nostra, ricordandoci che sono fatti come noi di carbonio e idrogeno e ossigeno. E per questo instabili, fallibili.
Eppure, queste due settimane ci hanno regalato tanti momenti di un altro elemento fondamentale delle nostre esistenze: l'assurdo. L'assurdo che altro non è che il manifestarsi della caoticità intrinseca delle nostre vite, la dimostrazione che Dio gioca a dadi con l'universo, dell'entropia e del disordine da cui siamo intrinsecamente attratti. E per questo, se guardiamo troppo a fondo in esso, finiamo per perderci e abbracciarlo.
Ad esempio: non è di per sé assurda una partita che finisce 4-4? Non è assurdo che accada in una semifinale di coppa, partita tesissima in cui le squadre normalmente tendono a minimizzare gli errori e gli eventi? Non è assurdo che a passare in vantaggio è la "piccola" Real Sociedad contro un colosso come il Real Madrid grazie a due grossolane autoreti di un campione affermato ed esperto come David Alaba? Se la risposta è sì, allora come definiamo questo intervento goffo del portiere della squadra basca, che in un momento storico per i suoi, e uno dei pochi in cui i perfettissimi blancos toccano con mano l'abisso, riesce a intervenire come peggio non potrebbe, aprendo la strada alla rimonta del Real Madrid?
Sono ormai passati da molto i tempi in cui era ricordato, quasi come se fosse un curioso fenomeno da circo, solo per questa punizione: oggi Vanja Milinkovic-Savic è molto più sia di questo che del fratello di, ma riconosciuto più o meno da tutti come uno dei migliori portieri del nostro campionato. Un estremo difensore che abbina riflessi, senso della posizione e personalità, probabilmente pronto per piazze più ambiziose della Torino granata. Eppure, in un freddo lunedì di fine marzo, il serbo è come se si fosse impallato, vittima di uno di quei fastidiosi bug tanto noti ai giocatori di FUT, in cui sembra quasi che il corpo e la mente lavorino scollegati tra loro, e l'anima sia lontana dall'involucro che la ricopre. Immediatamente però il serbo si ricompone, facendo una gran parata gettandosi direttamente ai piedi di Pedro, prima che Isaksen fallisse clamorosamente l'occasione per battere ugualmente a rete. Eppure, non è difficile immaginare un brivido che si percorre lungo la schiena, gli occhi ancora atterriti per il momento di assenza appena vissuto...
Come avreste potuto immaginare, tutta l'introduzione sull'abisso che ti guarda di rimando e ti avvolge, e l'assurdo che ha contaminato le ultime settimane di calcio, non potevano portare che a questo momento: un attimo che rappresenta la summa di tutto ciò che abbiamo detto finora, un istante che pensavamo semplicemente impossibile ai livelli massimi del calcio che rappresenta una sfida tra Germania e Italia, due delle scuole più importanti e vincenti della storia di questo gioco. La storia è nota: è il minuto 35 della sfida di ritorno degli ottavi di finale di UEFA Nations League, l'Italia è sotto di un gol contro i padroni di casa e Donnarumma, con una gran parata, ha evitato il raddoppio. Poi però il mondo sembra accelerare: mentre le nostre menti, i nostri cuori, i nostri occhi e persino quello della regia sono ancora fermi al gesto tecnico sopraffino del portiere del PSG, che si ferma a protestare contro non si sa chi per non si sa cosa, la realtà ci mostra un capannello di tedeschi che si stringe attorno a Musiala, che ha appena realizzato il 2-0. Una realtà che si mostra, nuda in tutta la sua assurdità, pochi secondi dopo con i replay, mentre ognuno di noi spettatori di questo momento incredibile siamo ancora sconnessi, incapaci di credere che quello che stiamo vedendo sia reale...
Cose da leggere, guardare e acoltare suggerite da Lorenzo Lari
Non si può più dire "Juve merda"? [ARTICOLO]:
Lucidissima riflessione scritta dal nostro Gabriele Moretti ed uscita settimana scorsa nella presente newsletter e solo ieri sul nostro sito. Si parla di una coreografia rappresentante questo gigante "Juve Merda" che ha portato alla sanzione di 12 tifosi fiorentini. Espressione poco elegante? Senza ombra di dubbio, ma che come sottolineato giustamente nell'articolo moralmente accettabile, "non rappresentando un insulto a singoli individui, persone deboli o indifese, non facendo leva né sul sesso né sul genere né sulla fede relgiosa, l'origine etnica ecc. ecc.". Insomma, l'espressione più banale e probabilmente più in voga da anni negli stadi, che racconta nella maniera più semplice possibile di una rivalità storica. Leggete il pezzo e fatevi la vostra opinione.
Semifinali di Coppa del Re [EVENTO]:
Preferire Real Madrid-Real Sociedad e Atletico Madrid-Barcellona alle due semifinali di Coppa Italia è stata senza dubbio la scelta più azzeccata della mia settimana. Due partite intrise di ritmo, tecnica e coraggio, ricolme di talento in tutti i ruoli del campo e disputate in stadi caldissimi. Un applauso ai ragazzi di Cronache di Spogliatoio per averne acquisiti i diritti ed aver offerto su YouTube una diretta di streaming di grandissimo livello. Sono già in hype per la finale.
Severance [SERIE TV]:
"Severance" - in italiano "Scissione" - è una delle migliori serie TV che potete trovare oggi su Apple TV. Parla in maniera molto originale ed intelligente del cosiddetto equilibrio tra vita sociale e lavoro ("work time balance" scriverebbero quelli bravi...) e di come ai giorni nostri sia troppo spesso un'impresa riuscire ad ottenerlo. I ritmi sono lenti, la sceneggiatura è super minimalista, ma le riflessioni che la serie diretta da Ben Stiller porta a fare sono profonde e lasciano il segno. Guardatela.
La foto più bella della settimana secondo la redazione di Catenaccio
St. Moritz (Svizzera) - 30 marzo 2025
Lo sciatore freestyler svizzero fotografato in volo durante il riscaldamento prima della finale mista aerials - la disciplina con i salti “a trampolino” - poi vinta ai Campionati del Mondo FIS di snowboard, freestyle e freeski.

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