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Bestiale · Jun 4, 2026

Bestiale #218 - Ho visto coi miei occhi le conseguenze della collisione degli uccelli contro i vetri

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Leonardo Mazzeo · Bestiale

Ciao, io sono Leonardo Mazzeo e questa è la puntata numero duecentodiciotto di Bestiale, che inizia con un problema purtroppo molto diffuso.

This dark-eyed junco died after colliding with a building near Union Station in Washington, D.C., on Nov. 8, 2024. The bird was collected and documented by a volunteer with Lights Out DC, a program that has been gathering data on building collisions like this one since 2010.
Foto di Angel Ruszkiewicz

Qualche giorno fa, per lavoro, sono stato a un evento lontano da casa. La conferenza si teneva in una sala consiliare di un piccolo comune, uno dei tanti edifici della provincia italiana, un po’ tutti uguali eppure anche diversi nelle loro storie, nell’orgoglio di esibire qualcosa di caratteristico, di distintivo e unico. Cartelloni, fotografie, monumenti, opere d’arte.

Alla sala consiliare si accedeva dopo aver percorso due rampe di scale. Per una serie di motivi ero arrivato presto, quindi ho fatto un giro per curiosare un po’ all’interno della struttura. Così, affacciandomi da una finestra con gli infissi rossi e una grossa vetrata, l’ho notato.

Un piccolo uccellino morto da chissà quanto tempo, inerme, su uno spazio proprio di fronte alla finestra. Una visione triste che mi ha lasciato pochi dubbi: con tutta probabilità, il passeriforme s’era schiantato contro il vetro, per poi cadere a terra ormai esanime, le ali aperte e inutili, le zampette piegate, gli occhi vuoti. Tutto in una frazione di secondo. Spero che almeno sia morto sul colpo e che non abbia provato troppo dolore.

L’uccellino che ho trovato fuori dalla vetrata.

I decessi per collisione da vetro sono un fenomeno conosciuto e documentato, che purtroppo anche molti di noi hanno visto in prima persona nel corso della vita. Io ricordo anche di passerotti esanimi ai bordi delle grandi vetrate di un campo da padel all’aperto.

Per gli uccelli si tratta di trappole mortali. La stessa storia di Bestiale della settimana scorsa iniziava proprio da un assiolo che aveva perso la vista probabilmente dopo la collisione contro una vetrata.

I numeri sono drammatici: stime della Lipu dicono tra i 15 e i 30 milioni di vittime ogni anno solo in Italia, tra i 100 e 115 milioni in Germania, tra i 365 e 988 milioni negli USA. Alcuni studi ulteriori suggeriscono che queste siano stime al ribasso. Comunque sia si tratta di una strage quotidiana, dal volume impressionante.

Su 100.000 morti causate direttamente o indirettamente dagli esseri umani, le collisioni contro le vetrate sono al secondo posto, dietro solo alle predazioni da parte di gatti domestici. Fonte Wikipedia

Il fenomeno è più intenso nel periodo delle migrazioni e ovviamente non si parla solo di vetro, ma di tutti i materiali trasparenti utilizzati in architettura, come ad esempio il plexiglass. Anche le superfici specchianti danno ai volatili l’impressione di una prosecuzione dell’ambiente: gli uccelli non sanno di avere un ostacolo davanti, non possono neanche immaginarlo. E così la loro vita finisce senza che se ne rendano conto.

Queste le parole dell’ornitologo Rosario Balestrieri, rilasciate a La Stampa:

“Siamo di fronte a un’ecatombe silenziosa: per gli uccelli ogni impatto in velocità può essere letale. L’avanzamento architettonico che celebra la trasparenza con vetrate sempre più diffuse e ampie diventa causa di morte per creature che interpretano queste superfici come estensioni del proprio ambiente. Ciò che per noi è bellezza, per loro è una trappola letale. La comunità scientifica ha dimostrato ampiamente, con una ricca bibliografia, la pericolosità di queste strutture e ha già proposto numerose soluzioni, sia per gli edifici futuri che per quelli preesistenti”.

Purtroppo è successo anche a me, su una finestra lasciata senza tende: ero in casa a lavorare, quando ho intravisto qualcosa andare contro la finestra con un tonfo, un rumore sordo. Subito ho aperto, mi sono affacciato, ho capito. Sono sceso, e non ho potuto fare altro che constatare la morte del povero storno. Ancora oggi se ci ripenso vengo preso dallo sconforto. Avevo raccontato questa piccola storia simbolica su Posta creativa di Valentina Aversano, qualche tempo fa.

Se siete più fortunati di me, ma soprattutto dello storno che si è schiantato contro la mia finestra, e trovate un esemplare ancora vivo, ecco cosa consigliano di fare gli esperti:

Se trovate un uccello stordito o incapace di involarsi vicino a una vetrata è preferibile metterlo in una scatola con fori di ventilazione e lasciarlo per 2-3 ore in un luogo caldo, buio e tranquillo. La scatola può essere imbottita con carta per uso domestico e l’uccello non deve essere nutrito o abbeverato. Dopo 2-3 ore, si potrà aprire la scatola all’esterno. Se l’uccello non vola via da solo, bisogna portarlo in un centro di cura.

È fortemente consigliato comunque contattare un centro di recupero per avere istruzioni su come comportarsi in caso di ritrovamenti.

Lo scenario migliore, ovviamente, sarebbe però quello di intervenire alla radice del problema, ossia provando a evitare la collisione degli uccelli. Gli adesivi possono essere una soluzione: io stesso, dopo aver visto il piccolo passeriforme senza vita, ho parlato con uno degli adetti della struttura facendogli notare cosa fosse successo e consigliandogli di intervenire in qualche modo, magari tamponando la situazione con qualche adesivo, per far sì che non ricapiti.

Gli adesivi sono presenti ad esempio anche sulle autostrade italiane, dove sono disegnate sagome di rapaci e altri uccelli allo scopo di dissuadere gli uccelli dal volare verso le barriere trasparenti. Una singola sagoma non serve a nulla: bisogna fare in modo che siano molte, ben visibili e correttamente distanziate tra loro, per coprire più superficie possibile.

Una soluzione migliore (anche a livello estetico, senza dubbio) è rappresentata da speciali pellicole per finestre, da attaccare all’esterno delle stesse, che dispongono del cosiddetto bird-friendly design: è stato dimostrato che basta anche una semplice serie di puntini distanziati in un certo modo per ridurre addirittura del 95% le collisioni.

Via Wikipedia

Insomma, c’è un problema grave ma ci sono anche le soluzioni: sarebbe bello se questa cultura sul tema venisse diffusa e discussa il più possibile, in modo tale da salvare il maggior numero di uccelli possibile. Basta davvero poco, a pensarci bene.

Momento qualche link e infine vignetta per sdrammatizzare:

🎣 Ora in Europa la polemica è sul cormorano: la specie è finita letteralmente nel mirino a causa dei danni alla pesca. Per questo dieci Paesi UE vogliono ridurne lo status di protezione.

🪲 Alessio mi segnala questa storia dei “piccoli insetti destinati a morire se non riescono a trovare (e ingerire) in tempo un batterio”.

🐺 Riporto spesso notizie negative sui lupi, quindi beccatevi una buona novella: nel Pistoiese, un poliziotto ha bloccato il traffico per salvare un esemplare in difficoltà.

🐎 Un vigile risulta tra gli indagati per la rocambolesca fuga dei cavalli a Roma di qualche giorno fa: la loro corsa su via Cristoforo Colombo aveva causato feriti e danni.

🦈 Se volete leggere una e solo una notizia sull’attacco dello squalo in Sardegna, vi consiglio questa qua: spiega bene cosa sia successo e sottolinea quale sia il vero problema.

Dicevamo:

A giovedì prossimo, ciao!

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