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Bestiale · Jun 11, 2026

Bestiale #219 - La cornacchia assassina di Pordenone è peggio degli uccelli di Hitchcock

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E questo titolo è ovviamente provocatorio.

Ciao, io sono Leonardo Mazzeo e questa è la puntata numero duecentodiciannove di Bestiale, che comincia con un nuovo caso italiano di conflitto con i pennuti.

Da uno dei servizi di TG Pordenone

E dopo i pavoni di Punta Marina, potevano mica fermarci lì? Certo che no! Ormai la televisione ha bisogno di sfornare almeno una volta al mese una storia tutta italiana di uccelli cattivi, che seminano il panico tra i residenti di un qualche posto in Italia. Stavolta tocca a Pordenone, e i pavoni si fanno da parte. Al loro posto, entra in gioco una delle bestie che, come sapete, amo di più: la cornacchia grigia.

I fatti, in breve: a Pordenone, su uno specifico tratto di strada in via Damiani, a maggio viene segnalata una cornacchia che attacca i passanti. Una cosa normale: siamo nel periodo in cui questi animali diventano più aggressivi per difendere la propria nidiata. Succede ogni dodici mesi e in media tutto si risolve nel giro di un paio di settimane, quando i pulli sono ritenuti grandi abbastanza da difendersi da soli. Eppure, nonostante succeda sempre in questo periodo, ogni anno ci stupiamo: toh, una cornacchia aggressiva! Dove per aggressiva non si intende che prende il coltello e t’ammazza, ma che vocalizza e fa qualche picchiata e (al massimo) dà qualche beccata per farti allontanare. Roba che non credo sia mai morto nessuno.

Non piacevole, sicuramente, ma ecco: parliamo di settimane e di un breve tratto di strada. Si può sopravvivere senza spararle, no? O senza che diventi notizia nazionale, no? Ecco, pare di no. Perché il sindaco di Pordenone ha disposto un’ordinanza (poi sospesa dal TAR, per fortuna) per abbattere la cornacchia, mentre le televisioni si sono recate sul luogo dei tremendi accadimenti.

Così spuntano i servizi al telegiornale, con i video di queste picchiate acrobatiche, zoom sulla cornacchia grigia e poi una bella intervista al cittadino incazzato, via. A me, tra l’altro, non dispiacciono neanche servizi come questo: raccontano storie di provincia un po’ particolari, fuori dal coro. Il problema però sta nel COME vengono raccontate.

E allora parliamo un attimo della vox populi: anche qui, a me vanno benissimo le interviste ai passanti, sia chiaro, sono un ragazzo nato nell’Italia degli Anni ‘90, insomma, ci facevo colazione con questi format. Però non possono diventare la base di tutto, non possiamo pensare che ogni cittadino sia esperto e in grado di commentare correttamente quanto sta accadendo, altrimenti diventa il caos, e dal caos emergono decisioni sgangherate, prese solo per placarlo, tipo: prendiamo a fucilate questa stronza di una cornacchia et voilà, problema risolto. Sentire il parere di un ornitologo, ecco: quella sarebbe stata una bella idea.

Tra l’altro, come dice il buon Mattia aka Biologicamente:

Seriamente l’unica soluzione efficace, ecosostenibile e funzionale proposta dal primo cittadino di Pordenone - colui che dovrebbe dare il buon esempio ai più giovani - consiste nel fucilare una coppia di cornacchie grigie che stanno difendendo i propri pulli?

E le soluzioni invece esisterebbero, tipo installare dei cartelli momentanei per avvertire le persone che in quella zona magari è meglio non passare, oppure consigliare di proteggere viso e testa con un ombrello, ad esempio. Solo per poco tempo, ma giusto perché pure ‘sta cornacchia avrà il sacrosanto diritto di fare la mamma, o no? Giuro che si può fare, eh, signor sindaco, tipo questo è un esempio dall’Australia:

Magpie swooping warning for Brisbane - Australian Seniors News
Proteggi occhi, testa e viso - Cammina, non correre e scendi dalla bicicletta - Evita questa area se possibile

Un cartello. Punto. Serviva tanto? Serviva emettere un’ordinanza di fucilazione sul posto per una cornacchia che difendeva il nido? Serviva montare su un caso nazionale per una roba del genere? Essù, cerchiamo di essere un po’ meglio di così.


La famosa invasione dei serpenti a Ibiza continua

Credo di aver già parlato qui sopra, proprio l’anno scorso, dei serpenti che nuotano in acqua attorno a Ibiza. Bagnanti allarmati, ma in realtà non si tratta di animali pericolosi per l’uomo: la specie in questione è il colubro a ferro di cavallo, e se non rappresenta un rischio per noi. Lo è invece per la biodiversità di quelle isole.

Foto di Luis Fernández García

Specie alloctona arrivata circa 20 anni fa da quelle parti, probabilmente trasportata su piante di ulivo ornamentali, adesso si sta rapidamente espandendo causando problemi agli autoctoni come la povera lucertola delle Pitiuse (Podarcis pityusensis), importantissima per gli equilibri degli ecosistemi locali. Tra l’altro, si tratta di lucertole particolari: pur appartenendo alla stessa specie, ogni gruppo presente su ciascuno degli isolotti attorno a Ibiza ha caratteristiche uniche, avendo vissuto a lungo in isolamento. Purtroppo, la lucertola delle Pitiuse è una preda perfetta per il colubro ferro di cavallo. E i danni sono già evidenti, come riporta Kodami:

Sull’isolotto di Santa Eulària i ricercatori avevano osservato 72 lucertole nel 2016. Nel 2023 ne erano rimaste soltanto tre. Oggi le popolazioni uniche di almeno dieci isolotti sono ormai considerate estinte.

Anche la Lista Rossa IUCN ha peggiorato lo stato di conservazione della lucertola di Ibiza, passata nel 2024 da “Prossima alla minaccia (NT)” a “In pericolo (EN)”, un salto di due categorie.

Immagine

30.000 maschi di zanzare tigre sterili sono stati rilasciati a Bolzano

Una buona notizia che sa di speranza, nel contrasto alla diffusione delle zanzare tigre: sempre più comuni italiani stanno sperimentando la tecnica SIT (Sterile Insect Technique), che consiste nel liberare in natura esemplari maschi sterili. Stavolta tocca a Bolzano, riporto una parte dell’articolo di RaiNews che ne parla:

L’intervento, affidato alla ditta Centro Agricoltura Ambiente Giorgio Nicoli, è stato sperimentato con risultati positivi in diverse località italiane e svizzere, dove ha consentito una riduzione fino al 70% della zanzara tigre. La tecnica si basa sul rilascio controllato di maschi di zanzara tigre sterilizzati tramite raggi X. Una volta liberati, i maschi – che non pungono e si nutrono esclusivamente di nettare – si accoppiano con le femmine selvatiche generando uova non fecondate, con conseguente riduzione naturale della popolazione dell’insetto.

a mosquito crawling on the skin of someone's arm
Foto del National Institute of Allergy and Infectious Diseases su Unsplash

Uno sfogo sull’ennesimo caso di inseguimento di un selvatico da parte di un’auto

Con la poca voce che ho ‘sti giorni per l’ennesima tonsillite mi fanno pure arrabbiare: non sono riuscito a trattenermi e ho realizzato un reel sul caso dell’automobilista che ha inseguito un orso per le vie di un paese in Valtellina. Episodi come questo mi mettono tristezza e sconforto: sono comportamenti stupidi, dannosi e pericolosi, ma davvero c’è bisogno di spiegare perché? Evidentemente sì.

Quindi niente, beccatevi il mio faccione su Instagram:


Momento qualche link e poi meme corvide:

🗞️ La mia rabbia sale ancora di più quando leggo di altri casi di maltrattamenti di animali: l’episodio dei tre cani morti perché abbandonati in un furgone durante una fiera per cani a Bologna è folle, mentre il caso dei gatti presi a fucilate a Bagnoreggio è sconcertante. Sul serio: che succede?

✍️ E ora una proposta di legge da appoggiare, secondo me: si chiama “Gabbie Vuote”, è parte di una campagna di Essere Animali e punta a liberare tutti gli animali da allevamento dalle gabbie, dandogli una vita dignitosa. Io ho già firmato.

🍃 Siamo di nuovo in quel momento dell’anno in cui va ricordato di non raccogliere i piccoli di capriolo trovati nei boschi: le mamme sono nei paraggi e i cuccioli vanno lasciati lì, anche perché sono attrezzati per sopravvivere (ne avevo parlato qui). Appello dell’ENPA: non bisogna portarli nei CRAS, è sbagliatissimo.

🦅 Il mistero dei 6 grifoni morti avvelenati in Austria: sono stati uccisi da un potente pesticida vietato in Europa, si cerca di capire chi abbia compiuto questo gesto e perché.

👨‍🏫 Chiudiamo con un sorriso: scoperta una nuova specie marina in Salento, si tratta di un anellide polichete appartenente alla famiglia dei “vermi con le ciglia”, chiamati così per via del loro apparato branchiale a forma di ventaglio. Ebbene, questa specie è stata dedicata ad Alberto Angela! Si chiama proprio Myxicola albertoangelai.


Dicevamo:

crow meme time (we all need this) #bubblecomics

A giovedì prossimo, ciao!

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