Ciao, io sono Leonardo Mazzeo e questa è la duecentoquindicesima puntata di Bestiale, che inizia con una bestiola decisamente particolare.
Quello che vedete qui sopra può sembrare un brutale episodio di predazione, e invece no, tutt’altro: è un amorevole gesto materno messo in atto dalla rana a gestazione meridionale (Rheobatrachus silus). Il suo nome comune spiega già la sua particolarità: questo straordinario anfibio (purtroppo ufficialmente estinto) era caratterizzato da un sistema di riproduzione totalmente fuori dal comune.
La femmina, infatti, inghiottiva le uova fecondate e le teneva dentro di sé per diverse settimane. Per evitare che venissero digerite, di fatto interrompeva tutte le sue attività digestive. I girini si sviluppavano direttamente all’interno delle uova, e quando esse si schiudevano, le piccole rane venivano letteralmente sputate fuori dalla mamma.
Come si legge su Kodami, a proposito della scoperta di questa specie da parte del biologo David Liem nel 1971:
L’osservazione di questo esemplare mostrò ai ricercatori proprio il momento del “parto” dalla bocca: la rana espulse così sei girini perfettamente formati e successivamente diede vita ad altre otto piccole rane. La scoperta però fu presa poco seriamente dalla comunità scientifica e anzi fu particolarmete osteggiata dal Dipartimento Statale dell’Ambiente del Queensland che impedì pure la pubblicazione della notizia.
La rana fu individuata su una catena montuosa del Queensland, in Australia. Dal 1983, però, non è stata più vista e ad oggi, come detto, si ritiene sia estinta. Alcuni ricercatori australiani vorrebbero riportarla invita a partire dal DNA conservato di alcuni esemplari congelati. Ad oggi, però, il cosiddetto Project Lazarus non ha ancora dato risultati.
Il gattopardo africano catturato nel milanese: quando gli “strani avvistamenti” sono realtà
Ecco, se dico che le storie di avvistamenti di strani felidi sono per lo più bufale o fraintendimenti, è anche perché poi si verificano casi come questo: a Garbagnate Milanese, dopo diverse segnalazioni, i carabinieri forestali sono riusciti a intercettare e a catturare un serval (Leptailurus serval) nel Parco della Garbatella.
Le segnalazioni parlavano di un “grande gatto col mantello giallo” nella zona di Arese, in effetti era proprio così: il serval è stato individuato, acciuffato e portato in una clinica veterinaria, che ha poi confermato la specie. Conosciuto anche come “gattopardo africano”, è originario proprio dell’Africa. Come c’è finito a Garbagnate? Probabile che, povera bestia, sia stato liberato o che sia fuggito da una cattività illegale.
Ora il serval è in un giardino zoologico, chissà se si riuscirà mai a risalire a chi lo deteneva. Però, ecco: quando si avvistano e si segnalano con certezza (e con foto chiare) strani animali esotici, di solito poi vengono acchiappati. As simple as that.
Cosa ci faceva un axolotl in Galles?
A proposito di ritrovamenti assurdi, il serval di Arese se la gioca con l’axolotl individuato per puro caso a Bridgend, in Galles. Una bambina di 10 anni giocava sulla riva di un fiume quando ha notato uno strano animale. Cito Il Fatto Quotidiano:
La bambina lo ha recuperato e portato a casa: “Sono andata in riva al fiume e ho trovato un axolotl”, ha detto alla BBC. La madre Melanie Hill ha ammesso di avere sempre pensato che quelle creature viste dalla figlia su YouTube fossero quasi “inventate da internet”. E invece quell’animale esisteva davvero ed era nascosto sotto un ponte gallese.
Non so davvero quante probabilità ci fossero di trovarlo. Ricordo che l’axolotl (del quale avevo già parlato qui) è un particolarissimo anfibio che vive in natura solamente nel lago di Xochimilco, in Messico, quindi con tutta probabilità anche questo era un caso di abbandono a seguito di detenzione. Tra l’altro, è un caso emblematico di neotenia, vale a dire:
Il fenomeno per cui un organismo raggiunge la maturità sessuale conservando i caratteri larvali o giovanili, in conseguenza di fattori ambientali (e in questo caso, cambiando tali condizioni si può verificare la metamorfosi)o genetici.
Fonte: Treccani
Spezziamo il ritmo con una live cam su un nido di cicogne a Bad Salzungen, in Germania.
Alla Biennale di Venezia “l’installazione più vera” è quella di un gabbiano
Michelangelo Tonelli su Il Giornale dell’Arte ha detto tutto:
Ai Giardini della Biennale di Venezia quest’anno c’è un’opera che ha davvero fermato il pubblico. Non è un’installazione sonora in otto atti sul collasso dell’Occidente, né un video di quaranta minuti proiettato al contrario dentro una stanza buia. È un gabbiano. Con tre uova. E parecchia voglia di farsi rispettare. Durante l’anteprima VIP della Biennale, il consueto pellegrinaggio di curatori vestiti di lino, collezionisti e critici armati di espressione severa procedeva a ritmo sostenuto tra un padiglione e l’altro. Poi, all’improvviso, la processione rallentava davanti al Padiglione polacco per una madre gabbiano che ha deciso di fare ciò che nessun ufficio stampa aveva previsto: nidificare lì, in mezzo all’arte contemporanea.
Momento qualche link e poi scoiattoli incantatori:
🐬 La Difesa degli USA ha negato all’Adkronos di aver utilizzato dei delfini kamikaze contro le mine nello stretto di Hormuz, ma l’uso dei cetacei in guerra è cosa nota e se ne continua a parlare in questo periodo.
🦌 Alaska, il giudice dà il via libera all’abbattimento degli orsi dagli elicotteri per salvare i caribù del Mulchatna (via La Stampa).
🦭 Svelato il mistero attorno al “killer cavatappi” che uccide i cuccioli di foca grigia: sono i maschi adulti a farli fuori per mangiarli.
🦚 Se a Punta Marina avevano un problema coi pavoni, dopo l’arrivo delle telecamere la situazione si è aggravata: Il Post sottolinea come l’attenzione mediatica abbia diviso ancora di più la cittadinanza.
🦩 In Sardegna, invece, può capitare di vedere un fenicottero fare un giro per i negozi. Paese che vai, cittadini volanti che trovi.
Bidibibodibibu:
A giovedì prossimo, ciao!
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