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SPAM 🗑 · Feb 12, 2023

SPAM: episodio 8

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#8

Ciao!

In questo episodio di SPAM, Margherita ci spiega perché l’Ungheria potrebbe rimanere fuori dal programma ERASMUS+ mentre Ilaria ci porta dentro le proteste in Francia. Con Alice andiamo in Guatemala, dove l’attivismo giovanile passa anche per la musica, prima di atterrare in Sud Sudan dove Lorenzo ci fa conoscere la storia di Hellen che, insieme ai suoi colleghi, lotta contro le statistiche. In Iraq, Giada ci mostra perché è necessario intervenire con vigore contro la violenza sulle donne. Infine, Sara ci parla dei rischi educativi che corrono i giovani negli Stati Uniti.

Iniziamo?


ITALIA ED EUROPA 🇪🇺

L’Ungheria rischia l’esclusione dal programma Erasmus+?

Il governo di Viktor Orban si trova nuovamente in conflitto con l’Unione Europea ma questa volta a farne le spese potrebbero essere gli studenti universitari di tutta Europa. Infatti, alla fine del 2022 l’Ungheria è stata informata dal Consiglio dell’Unione Europea del fatto che a causa di una controversa riforma voluta dal Governo Orban, le università del Paese potrebbero non essere più idonee a ricevere i finanziamenti destinati al programma Erasmus+. Questa decisione è arrivata anche a seguito dei contrasti tra Ungheria e UE per quanto riguarda le ripetute accuse di violazione dello stato di diritto da parte di Budapest, che hanno portato al congelamento di molti fondi europei originariamente destinati all’Ungheria.

Tra le università a rischio esclusione dal programma Erasmus+, ci sono anche università internazionalmente riconosciute come la Corvinus University of Budapest e la Debrecen University. Gli studenti ungheresi stanno protestando in quanto il programma Erasmus+ è l’unica possibilità che molti di loro hanno per vivere un’esperienza accademica all’estero. Infatti, solo nel 2020 oltre 20.000 ungheresi tra studenti, professori e ricercatori, sono partiti per un periodo di scambio all’estero grazie ad Erasmus+.

Per approfondire la notizia puoi cliccare qui e qui

di Margherita Rossi

I giovani contro la riforma delle pensioni

Da quasi un mese numerose proteste stanno bloccando la Francia a seguito dell’innalzamento dell’età pensionabile da 62 a 64 anni entro il 2030 proposta dal Governo Macron. Nonostante l’età pensionabile francese sia fra le più basse d’Europa (dove la media è di 65 anni), la mobilitazione contro la proposta non si è fatta attendere. (Qui puoi ripercorrere cosa è successo dal 19 gennaio).

E i giovani?

Sono proprio loro a partecipare attivamente alle proteste, ben consapevoli dell’impatto che queste riforme potrebbero avere su di loro. Lo riprovano gli studenti dell'Università di Rennes 2, che lo scorso lunedì hanno dato avvio ad una mobilitazione organizzata svuotando le aule e portando tavoli e sedie fuori dall'edificio per creare una grande barricata.

Qui trovi il video.

di Ilaria Sacco


AMERICA LATINA 🌎

Dal Guatemala, l’attivismo giovanile passa anche per la musica 

In America Latina tanti sono i giovani artisti e cantanti che si fanno portavoce di battaglie sociali in tutto il continente, ognuno con il proprio stile. Oggi, vi portiamo in Guatemala con Sara Curruchich

Sara è una giovane cantautrice guatemalteca con origini maya che lotta per la difesa dei diritti delle popolazioni indigene, la memoria e l'identità; per i diritti delle donne e della terra.

La giovane è stata la prima artista indigena guatemalteca a far conoscere le sue canzoni in Kaqchikel - la sua lingua madre - e in spagnolo a livello internazionale. Non solo utilizza l’arte e la musica come strumenti per fare attivismo, ma porta avanti le sue battaglie anche tramite i social network. Sul suo profilo instagram (@saracurruchich) Sara scrive sia in spagnolo che in kaqchikel, in segno di rispetto delle sue origini, ma anche per denunciare la mancanza di istituzionalizzazione delle lingue indigene e del loro insegnamento a scuola. 

Il Guatemala è un paese pluriculturale nel quale coesistono i popoli maya, ladino/mestizo, xinca y garífuna divisi in 24 comunità linguistiche, di cui 22 sono maya.

Puoi leggere di più sull’attivismo di Sara Curruchich qui e sulla questione linguistica in Guatemala qui.

di Alice Spada


AFRICA 🦁

I giovani medici combattono contro la mortalità infantile in Sud Sudan

Il 2023 si prospetta un anno particolarmente difficile per l’Africa. I problemi energetici legati all’invasione russa dell’Ucraina e quelli ambientali causati principalmente dai cambiamenti climatici rischiano di peggiorare ulteriormente la qualità di vita della maggior parte della popolazione. Come tanti altri, anche i giovani si sono attivati per provare a migliorare la situazione e, al contempo, portare avanti i loro obiettivi. Diversi gruppi infatti, sia a livello politico che economico, si sono organizzati per fare fronte comune alle emergenze e guadagnare visibilità.

Per saperne di più dai un’occhiata qui e qui.

Uno dei Paesi a fronteggiare questi problemi è il Sud Sudan che soffre da anni a causa di guerre interne e ai margini dei propri confini. Con 1150 decessi per ogni 100mila nascite, è uno dei Paesi dove un neonato ha meno possibilità di raggiungere la maggiore età al mondo laddove in Italia, in media, per lo stesso numero di nascite ci sono 9 decessi.

Qui puoi trovare la storia del Maridi Health Sciences Institute che in Sud Sudan insegna medicina clinica e ostetricia per preparare al meglio i giovani operatori sanitari a combattere contro i drammatici indicatori del Paese.

di Lorenzo Vertemati


ASIA ⛩

Combattere la violenza domestica in Iraq

Decine di donne hanno manifestato il 5 febbraio davanti al Consiglio supremo della magistratura a Baghdad, in Iraq, per chiedere una legge contro la violenza domestica. La protesta è stata scatenata dalla morte di Tiba al Ali, una blogger di 22 anni, uccisa dal padre nella provincia meridionale di Diwaniya. Tiba al Ali viveva in Turchia ed era tornata in Iraq per risolvere delle questioni di famiglia. Il padre l’ha strangolata e poi si è consegnato alla polizia. 

Secondo l'articolo 409 del codice penale iracheno, i giudici possono infliggere condanne più leggere a chi uccide per “motivi d’onore”. L’uccisione di Tiba al Ali ha quindi scatenato un’ondata d’indignazione sui social network, soprattutto delle giovani donne, con migliaia di persone che chiedono giustizia e gruppi per la difesa dei diritti umani invocano leggi più dure per proteggere le donne dalla violenza di genere. 

Se ti interessa approfondire la notizia puoi cliccare qui e qui.

di Giada Zagnoni


STATI UNITI 🍔

What else can they take away from my education?”

A gennaio Ron DeSantis, il governatore della Florida, ha nuovamente fatto parlare di sé. Questa volta il “Trump 2.0.” ha deciso di bandire dalle scuole superiori dello Stato il nuovo programma promosso dal College Board di studi afro-americani per “mancanza di valore educativo”. In vista delle Presidenziali del 2024 DeSantis vuole assicurarsi i voti dell’elettorato bianco repubblicano con qualsiasi mezzo. 

La questione è seria. Come insegnare agli studenti ad esercitare un pensiero critico se viene raccontata solo una storia parziale e dominata dal pensiero bianco? Quale futuro può auspicare l’America nella lotta contro il razzismo strutturale se nega ai propri ragazzi la conoscenza? Queste sono le domande che si pone Francine Prose nel suo articolo sul Guardian. 

Ma come hanno reagito gli studenti a questa nuova censura? Il Miami Herald ha intervistato dei ragazzi delle superiori per sapere la loro opinione. Per leggere le loro risposte, clicca qui.

Oscurare la storia significa voler influenzare il presente e promuovere una visione del mondo. La decisione di DeSantis mette a rischio il futuro educativo dei giovani.

di Sara Varcounig Balbi


SPAM finisce qui per oggi.

Al prossimo episodio! 👋

Read on associazionecassandra.substack.com

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