Un anno fa è nato Macchine Pensanti, uno spazio (prima settimanale, poi quindicinale) che ho creato per riflettere sulle nuove tecnologie con uno sguardo umanistico, cioè ‘volutamente condizionato’ dalla mia formazione filosofica e letteraria. In questi dodici mesi, uno dei temi che è tornato più spesso nelle mie riflessioni è stata, inevitabilmente, l’intelligenza artificiale, nei suoi aspetti geopolitici, etici, sociologici, culturali.
Per festeggiare il primo anno di questa esperienza di pensieri e di scritture, condivido oggi Una intelligenza fantastica, un breve libro (gratuito) nel quale ho raccolto e riassunto quello che ho scritto, letto e detto in questi mesi sulla IA.
Nella sua Apologia, Platone racconta il processo di Socrate; per la precisione, racconta il modo con il quale Socrate si è difeso in tribunale dalle accuse che gli erano state mosse e che poi lo avrebbero portato alla morte. Alla fine della sua arringa, dopo la prima votazione di condanna, Socrate ammette che in fondo, se si trova in quella spiacevole situazione, è anche un po’ colpa sua. Tutto il processo nasce infatti dal suo atteggiamento: è lui che continuamente interroga i suoi concittadini su ciò che è giusto fare, li spinge con insistenza a prendere consapevolezza di sé e a lavorare per il meglio e per il bene, personale e della città; è lui che con tante altre quotidiane sollecitazioni pungola Atene ogni giorno. È proprio questo suo fare, per alcuni irritante, che gli ha attirato addosso le inimicizie di chi lo ha accusato e di quanti stanno spingendo l’assemblea a votargli contro. Per questo, aggiunge, qualcuno potrebbe consigliargli di sfuggire alla condanna promettendo che starà in silenzio, che non incalzerà più nessuno con i suoi ragionamenti e con le sue domande. Questo però è un consiglio che lui sa di non poter seguire perché è convinto che “una vita non esaminata non è degna di essere vissuta” (Apologia di Socrate, 38a). Con questo non voglio suggerire che una vita che non esamini cosa sia l’IA non sia degna di essere vissuta; l’esortazione di Socrate è più ampia e più profonda: è l’invito a vivere sempre il proprio tempo con consapevolezza, interrogandosi su ciò che riempie l’orizzonte. E tra le cose che lo riempiono oggi, l’IA ha un peso notevole.
Una intelligenza fantastica nasce proprio come un tentativo di dare uno sguardo a questo orizzonte, senza la pretesa di esaurirlo (perché nessuno sguardo può contenere un orizzonte nella sua interezza) ma con il desiderio di esplorarlo e abitarlo con maggior consapevolezza. Il mio obiettivo, nel distribuirlo, è duplice.
Per un verso, suggerire, a chi vorrà leggerlo, degli spunti di riflessione. Un argomento così complesso e vasto come l’IA, che tocca così tanti ambiti della nostra vita (realizzazione di contenuti, diritti di copyright, etica della produzione, dinamiche del lavoro, etc.), non può essere analizzato in modo definitivo e indiscutibile; ogni nostra riflessione, scritta o meno, non può che essere un tentativo di mettere in ordine le idee che in questo momento riusciamo a condensare attorno a questo tema, sapendo perfettamente che potrebbero essere già oggi incomplete e che lo saranno di sicuro dopodomani. In questo, Una intelligenza fantastica è un libro aperto; è l’inizio di un percorso che mi piacerebbe arricchire con il tempo, anche grazie alle riflessioni che susciterà.
A questa ‘prospettiva di apertura’ è legato il secondo motivo che mi ha spinto a scriverlo e distribuirlo. In questi anni sono state tante le occasioni nelle quale ho provato a portare le mie competenze fuori dal mio perimetro professionale, quello delle aule universitarie; ho imparato così che questi appuntamenti funzionano quando il confronto avviene con una comunità che ha davvero voglia di ritagliarsi un momento di riflessione condivisa. Quando il tema non viene paracadutato dall'alto ma viene sentito come urgente e quando il confronto è avvertito non come una imposizione ma come un momento utile di crescita. In tal senso, Una intelligenza fantastica nasce come un invito a essere invitato, come il manifesto della mia disponibilità a ragionare di questi temi con le comunità che avranno il piacere di invitarmi a farlo.
🙏 Grazie per aver letto Macchine Pensanti!
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