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Appunti - di Stefano Feltri · Aug 11, 2026

L’estate dell’Odissea

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Stefano Feltri · Appunti - di Stefano Feltri

Odisseo è come Oppenheimer: il paragone lo ha fatto Nolan stesso. Il trick, l’inganno e l’invenzione – la metis come la prima tecnologia – hanno distrutto una civiltà, e l’inventore non riesce più a tornare a casa perché a casa dovrebbe guardare in faccia ciò che ha fatto

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In questa torrida e troppo lunga estate, con il suo film Christopher Nolan ci ha portato a leggere o rileggere l’Odissea, a ragionare sul significato del poema di Omero e delle sue mille riscritture nei secoli.

Appunti ha pubblicato una serie di contributi che discutono i temi del film e non solo.

Li trovate qui sotto, con i testi di Giulio Guidorizzi, grande grecista e amico di Appunti che qualche anno fa ha raccontato l’Odissea per Einaudi nel libro Ulisse - L’ultimo degli eroi.

Le sirene

Ascolta il nostro canto,

marinaio o pilota, e non soltanto

quando passi accanto a questi scogli,

ascolta la voce che ti arriva

nell’improvviso silenzio dell’anima

quando il vento si placa

la bonaccia spiana l’onda

quando la nave è immobile

sopra la distesa inerte

e i marinai faticano sui remi

ascolta il nostro canto

quando la vita ti stanca

e troppo lontana ti pare la meta,

dovunque la tua Itaca si trovi.

Non è l’oblio o la morte questo canto

non è smarrire la ragione.

Ascoltaci, noi ti riveliamo

ciò che non hai mai visto di te stesso

i volti che hai amato e poi perduto,

i tuoi sogni smarriti nella notte

come aliti di vento

e il tuo gran desiderio di tuffarti

nell’azzurro profondo

senza riemergere

Giulio Guidorizzi

L’Odissea e la colpa occidentale

·

Jul 17

L’Ulisse di Nolan è troppo tormentato, troppo responsabile, troppo moderno insomma, per evocare l’età incantata del Bronzo. Ma il bello dei classici è che si possono interpretare all’infinito, attualizzare, rileggere, e che a nessuno è data l’ultima parola su quella che era l’intenzione di un cantore forse nemmeno esistito più di tremila anni fa.

Argo

Non era che un cane

Vecchio, pieno di pulci e zecche

E cercò del letame per morire.

Aveva aspettato vent’anni

E vent’anni sono tanti per un cane.

Già l’ultima scintilla di luce

Si copriva d’ombra a poco a poco

Ma d’improvviso percepì il suo odore

Mai dimenticato per tant’anni

E con l’ultimo frammento di luce

Vide una Lacrima

Scendere sul viso di un Vecchio mendicante

Chinato sopra lui.

Così morì il cane Argo

Giulio Guidorizzi

Questo è uno degli articoli più apprezzati di sempre su Appunti, non perdetevelo: un lungo saggio di 47.000 battute che vale tutto il tempo che richiede, credetemi

La politica dell’Odissea

·

Aug 2

Il senso politico del film è semplice e potentissimo. Violare il diritto internazionale è la fine della nostra civiltà, ed è colpa nostra. Gaza, l’Iran, l’Ucraina, l’Afghanistan, il Vietnam, il nostro Mediterraneo… il film racconta la potenza vincitrice come i tremendi spaventosi popoli del Mare, come la forza che viene dall’acqua e disfa le città. Ecco: quella potenza distruttrice siamo noi

Il ritorno di Telemaco

a Piero Boitani

Azzurra e bianca scivola la vela

verso il chiaro orizzonte

dove l’ombra della mia terra si disegna,

il mare percorso dai venti

si apre frusciando sotto la chiglia

spruzzi di spume inquiete

mi bagnano il viso.

Mio padre l’ho cercato tra le strade

viola di questo mare,

tra le scogliere, i promontori ignoti,

sino alla reggia di Nestore

e alle case ben costruite di Sparta.

Nessuno sa, certo le sue ossa

si disfano disperse sulla riva

di qualche isola ignota

e la gloria di Ulisse

si è consunta con loro,

oppure l’abisso del mare

lo abbraccia muto

insieme alle sue gesta,

dimenticate e vane,

nessuno che lo ricordi e che lo pianga.

Solo, tra nemici,

arrivo alla mia Itaca,

non avrò la voce di un padre a salutarmi.

Angosciato Telemaco s’avvia

per l’erta di sassi,

con un gran vuoto nell’anima

e vuota è anche la strada

se non per due figure

a mala pena visibili a distanza

il suo vecchio porcaro

e accanto uno straccione forestiero

Giulio Guidorizzi

L’Odissea di Nolan, non quella di Omero

Aug 8

L’Odissea di Nolan era destinata fin dall’inizio a essere uno spettacolo. È un’Odissea pensata per il pubblico che adora Game of Thrones e Vikings, le apocalissi zombie e i film di mostri. Ha ben poco di omerico e nulla dello spirito greco. Ma è l’Odissea di Nolan, non quella di Omero.

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Così Ranucci è finito nella rete di Lavitola

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Aug 11

I pm non sembrano interrogarsi sulla plausibilità della storia che Lavitola racconta. Il piano sarebbe, in sintesi questo: con la bomba, Ranucci diventa intoccabile, poi si candida alle primarie del centrosinistra, le stravince, batte Giorgia Meloni alle elezioni, arriva a palazzo Chigi. Ma chi può credere a una simile montagna di sciocchezze? Purtroppo, dall’ordinanza di arresto di Lavitola, emerge la risposta:

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Aug 8

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Chi non si riconosce nella visione - pericolosamente ingenua prima che moralmente discutibile - del mondo di Conte (non così diversa da quella di Schlein), deve forse auspicare che rivinca le elezioni Giorgia Meloni? E’ tempo di iniziare a farsi questa domanda

Come (non) finirà la guerra russa in Ucraina

Jul 2

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Read the original on appunti.substack.com

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